venerdì 29 gennaio 2016

FM - Quello che sto facendo per gestire la malattia

Tardissimooooo!!! Pure alla mia massima velocità {bradipo plus} non sono ancora pronta!!! 
Eh eh, è sempre così :) Ricopio questo post interessante e poi scappo.

Ottobre scorso, all'inizio della terapia...

Intuizione e - finalmente! - azione.
(Ho trovato chi sa come fare quello che volevo fare)


Quando nel 2011, delusa e disorientata dai gruppi in cui mi ero imbattuta allora (gestiti da persone con prodotti da vendere o da gente litigiosa), ho creato un mio gruppo sulla fibromialgia, l'ho chiamato da subito 'Fibromialgia per le famiglie. Avevo l'intuizione e la convinzione che si potesse cambiare qualcosa, migliorare l'atmosfera e i rapporti, proprio lavorando sulla famiglia. 

Ho ascoltato molte storie dolorose, ho raccontato la mia, volevo agire e aiutare, però non avevo la soluzione. E mi è dispiaciuto tanto, nei confronti degli amici del gruppo, per i quali - come per me - restava tutto uguale. Non ho mai promesso niente, perché non avevo gli strumenti per realizzare dei cambiamenti... non trovavo il modo neanche per me... 

Ne volete parlare? Nessuno si espone. Poteva essere utile però...
Volete una soluzione da me? Non ce l'ho.
Allora che si fa?

Ho chiesto agli amici di vederlo come un gruppo di autoaiuto, poteva essere un'idea, però non ce l'ha fatta nessuno. Un conto è elencare dei sintomi o parlare della propria cura, un'altra è mettere in piazza liti, separazioni, dolore, sensi di colpa, incomprensioni.
Con me sì, in privato, molte amiche fibro (e anche qualche amico fibro, o compagno/figlio di una fibromialgica) si sono confidati, tirando fuori le loro enormi sofferenze. Casi strazianti, famiglie distrutte. Ne ho conosciuti altri quando ho iniziato a disegnare fumetti sul tema, ne continuo a incontrare quotidianamente. 
E mi fa tanta rabbia apparire in un certo senso "esperta" (e lo sono! Ne soffrivo fin da ragazzina, poi si è aggravata sui 25 anni), incontrare persone che mi chiedono cosa fare, e non poter dare il consiglio giusto. 

Specie chi ci è dentro da poco, mi tocca l'anima ancora di più, perché so a cosa deve andare incontro... sono stanca di dire alle persone di farsi forza, che sarà dura. Vorrei poter dire che domani ci sveglieremo tutti sani. 

Ecco, per dire quanto mi pesa a volte gestire il gruppo, mi fa sentire impotente e inutile... 

Anche perché nessuna soluzione, tra quelle presentate nel grande mare in informazioni chiamato internet, mette la famiglia al centro... sono più che altro rinascite, illuminazioni, cambiamenti, consapevolezze individuali. E secondo me non basta.

Secondo me in casa si potrebbe migliorare qualcosa, non aiuta farsi sempre la guerra...

Arriviamo così al 2015, a poche settimane fa, all'incontro con uno psicologo che vuole lavorare sulle dinamiche della famiglia per migliorarle... e ci riesce!!!

Ci sta riuscendo, cambia davvero qualcosa e mi auguro che sia duraturo, che non peggiori... insomma, dopo 15 anni di medici e rimedi diversi, so che la delusione è dietro l'angolo... mi sento comunque di consigliarvelo*, perché qua, in pochi giorni, ha portato una serenità mai vista prima! Ha portato noi famiglia a comportarci diversamente, ad aprirci... quello che ho sempre creduto necessario per sopportare meglio, e insieme, questa pesante malattia.  

Uno dei miei disegni, della serie dei fumetti di Fibro by dreamer
Un tentativo che faccio - chi mi conosce sa quanto sono diventata scettica! Basta esperimenti a caso, basta fare la cavia! - proprio perché sposa quella mia intuizione, la convinzione che bisogna iniziare a intervenire in famiglia, lavorare tutti insieme, fare ognuno un piccolo sforzo, per capire, aiutare. 

Non è solo il fibromialgico che deve "reagire", "darsi una mossa", fare le cure e uscire dal tunnel.

Alcuni malati avevano il supporto dei loro familiari, di amici e anche comprensione sul posto di lavoro; altri no, si sono trovati soli. 
E la famiglia non si è comportata come una famiglia... 

Per fortuna in tanti casi la famiglia è stata una risorsa, ha coccolato il malato, gli ha creduto, lo ha difeso, come era giusto fare. Nelle famiglie molto unite è stato fatto naturalmente, era automatico e quando leggo di storie così sono felice. 

In altre case invece, per vari motivi, l'effetto è stato opposto, facendo allontanare le persone. E portare un peso da soli è difficile. Aiutare una famiglia a comportarsi come tale è sempre stato il mio obiettivo. Ora conosco chi può farlo. E la speranza è rinata, siamo tornati a sorridere. Ve lo consiglio proprio.

* vi posso dare nome e numero in privato, mandatemi un messaggio su Facebook.

Un altro dei miei disegni, della serie dei fumetti di Fibro by dreamer

Come procede il mio percorso? 

Cosa aggiungere? Con alti e bassi, la terapia settimanale si è protratta fino ad ora, che siamo a fine gennaio, quindi per quattro mesi e mezzo. Un tempo relativamente breve se considero che la Nadia di oggi è completamente diversa da quella di settembre. 

Un percorso ricco, si parla ma si ragiona anche molto, per comprendere cosa succede, perché succede, perché mi sento in un determinato modo, perché la gente agisce così... non solo frasette e incoraggiamento, non funzionerebbe, mi conosco. 

A scelta, un motivatore tradizionale o qualcuno con cui litigare :)

Per come sono fatta io, testona e delusa (da mille metodi che sembravano infallibili e invece...), serve una persona forte che si lasci strapazzare di domande e dubbi, qualcuno che si lasci contraddire, con cui confrontarsi liberamente. 

"No, perchè ho provato e non funziona!" "Scusa ma se faccio così poi è un macello, trova un'altra soluzione" "Ma dai? Non ci avevo mai pensato! Beh allora in questo modo..." insomma, sono molto esigente e stavolta voglio delle risposte che mi vestano perfettamente, proprio giuste e studiate per il mio caso. 

Lui è un professionista e sa offrire anche un approccio più tradizionale, con i consigli e i compiti da fare, se fossi stata all'inizio del calvario sarebbero andati più che bene, solo che capite, si sviluppa una sorta di allergia, di antipatia verso le frasi fatte. 

Le frasi fatte... 

"Devi essere positiva che si risolve tutto" e penso "Sì, come no, bastasse..." oppure "Sforzati di uscire, di muoverti, esci dal guscio" e io penso "come diavolo faccio a muovermi che mi devono portare di peso anche al gabinetto? Ma su, non dire cavolate!", è anche normale che dopo anni e anni e anni diventi un metodo impossibile da usare, per quanto ogni tanto ci possa essere, tra tutte quelle affermazioni, anche una frase valida. 

Al momento, quindi, posso dirmi molto soddisfatta. Bisogna stare molto attenti a non affezionarsi troppo, ma per il resto è un metodo perfetto. 

Un altro dei miei disegni, della serie dei fumetti di Fibro by dreamer

Senza attaccarsi troppo, verso il senso della vita

E' una situazione delicata, emotivamente, perché un terapeuta di questo tipo, è prima di tutto un amico e ti fa sentire capita e voluta bene. E' esattamente quello che serve al fibromialgico. 

Ed è l'ideale per stare meglio, è più potente di qualsiasi droga: dopo anni che non ti ascolta nessuno, è fantastico trovare un professionista che ti crede e che vuole aiutarti. 

Il rovescio della medaglia è che se per qualche imprevisto la terapia va sospesa, il senso di abbandono è devastante, di inganno, di delusione. Bisogna partire per il viaggio mettendo in conto questo "pericolo" (a fine terapia non ci sarà più, si raggiungerà la forza necessaria per stare a galla da soli), ma per il resto la trovo molto intelligente e mi porta velocemente alle risposte più importanti della mia vita.
E alla felicità. E bravo Roberto :) 


Un altro dei miei disegni, della serie dei fumetti di Fibro by dreamer. Questo apriva la mostra di Empoli, se vi ricordate, il maggio scorso:

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  • Se desiderate condividerle, potete trovarle nella mia pagine facebook “Dreamer: storie e fumetti” e “Fibro fumetto sulla fibromialgia”, raggiungibili  anche cliccando sulla barra in alto.
    Testi di proprietà esclusiva di Nadia Semprini (Dreamer)  autrice di questo blog, scrittrice e sceneggiatrice.  
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  • mercoledì 27 gennaio 2016

    Racconti emozionanti vs news di attualità

    Voi cosa preferite leggere, un racconto d'evasione o un dossier approfondito sui fatti del giorno? La vostra dreamer cerca di servirvi un po' di tutto, tanto devo esercitarmi sia a fare la narratrice che la giornalista. Prima o poi mi faranno scrivere anche su una rivista seria, no? O anche un sito carino, mi adatto a tutto tranne a fare la cronista di guerra, che non sono veloce a correre! Nell'attesa del mio sicuro e sfavillante successo mondiale, eccomi qui per voi (che fortuna, eh? Approfittatene finché sono qui e completamente gratis!). 

    Inizio con un antipasto di Seduzioni Virtuali, le quattro milf che escono una sera e ne combinano di tutti i colori, poi anche attualità, argomenti sociali importanti... un bel menu assortito, bon appetit!!!


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    Seduzioni Virtuali 

    Ultimamente mi è venuta voglia di rivedere i miei racconti romantici, rileggerli, correggerli e magari continuare la trama; ma ve li ricordate?
    E' importante che si riparta tutti in pari! "Seduzioni Virtuali", ad esempio, ecco la puntata 1 migliorata e con le foto. 
    Seduzioni Virtuali - puntata 1 - Quattro ragazze e un c...


    Andate a leggerla e poi suggeritemi qualche bel segreto che potrebbe minare la già delicata amicizia tra le quattro donne! Un uomo in due? Già messo... Qualcos'altro, su, inventiva!!! 

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    Se proprio non è il vostro genere, potete rileggere i quattro articoli di lunedì, di attualità, sui temi più scottanti di questa settimana. Ci sarebbe anche altro, ma non ho abbastanza ore in una giornata per fare tutto quello che vorrei!


    Articoli di attualità (vedi anche la pagina "What's new" dedicata proprio alle notizie e a quello che succede di nuovo e di cui si parla. Se volete invece un tema di cui nessuno parla, molto esclusivo e che puzza di complotto, ci sono tutti gli articoli sulla fibromialgia, il vero scandalo italiano! Cliccate in alto sulla barra o cercate nell'indice degli articoli dei titoli che contengano la parola fibro) sui giorni scorsi: 




  • Si è sempre fatto così - tradizioni, valori, anzia...
  • Tutti contro tutti, per un'Italia peggiore - riuni...
  • Gli altri siamo noi _ preferenze sessuali, ebrei e...
  • Le chiacchiere corrono veloci - 


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  • fibromialgia, la malattia invisibile (ma si sente!!!)
  • Qualche articolo recente
  • Non vogliamo guarire * Fibro Top Condivisi
  • Fibromialgia - I figli degli altri
  • Fibromialgia - Ho un sogno
  • Fibromialgia - fibro fog
  • Fibromialgia - ci vuole delicatezza

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  • Seduzioni Virtuali 
  • Le altre puntate del racconto, che andrò a correggere in questo inverno freddo che ha tanto bisogno di un po' di batticuore! 

  • lunedì 25 gennaio 2016

    Si è sempre fatto così - tradizioni, valori, anziani al potere

    Bentornati su Dreamer Passion! Vi ho dedicato un tris di articoli impegnati, sui temi di attualità di questi giorni:
    dopo una introduzione leggera, dal titolo  Le chiacchiere corrono veloci, 
    troverete degli articoli
    - sulle unioni civili ... qui
    - sulla politica in generale... qui
    - sulle tradizioni... quello che ci accingiamo a leggere, che conclude la trilogia.


    Disegno di Jessie Mix, versione cherry...

    Tradizioni da conservare gelosamente e da mettere in dubbio. Cosa fare coi migranti? 

    “Si è sempre fatto così” Ma lo dicono anche gli altri. Allora?
    Quando ci si mischia con altre culture e filosofie, è necessario capire a cosa stiamo credendo e quanto sia fondata quella credenza. E cercare di fondere gli elementi importanti e fondati con quelli degli altri.  


    Sono una studiosa, una curiosa delle cose del mondo, delle teorie, dei vari modi di pensare... un atteggiamento molto aperto, che a volte ti fa dubitare delle tue convinzioni di partenza, te le fa rivedere, ma meglio così che nascere con una idea e morirci, ottusamente.

    Si vive nel dubbio, ma il dubbio è positivo.

    Alcuni valori non hanno poi tutte le basi e le motivazioni certe che il tempo gli ha dato, molte convinzioni vengono portate avanti solo perché “si è sempre fatto così” (un sempre relativo, se si va indietro nel tempo si trova di tutto, per esempio società matriarcali dove le donne hanno il potere, tribù dove i neri si mangiano i bianchi, mezzo mondo che credeva che il faraone fosse un dio… tanto per dire le più comuni e note, ma con un pizzico di curiosità si possono scoprire innumerevoli modi di vivere, pensare, agire, passati e presenti, vicini e lontani).

    E’ molto difficile rinunciare alle tradizioni e nessuno chiede di farlo, se non è necessario, anzi. 
    E’ importante mantenere una propria identità, una cultura, sono le basi della socialità, si sta insieme secondo uno schema da condividere con gli altri, per vivere d’amore e d’accordo. 
    Questo funziona finché si resta chiusi in tribù isolate, ognuno per conto suo, ognuno con le sue regole, tanti staterelli. 
    Tante padanie, tanti reparti non fumatori, tanti campi rom, tanti ristoranti per celiaci… beh, per richiamare alla vostra mente qualche situazione conosciuta in cui si è visto che purtroppo non è possibile stare tutti insieme e continuare a fare ognuno come crede, poi ci si pestano i piedi. 
    L’integrazione non è facile, è quasi impossibile. E intendo integrazione in senso ampio, non solo rispetto agli extracomunitari, dico proprio che non si riesce a stare insieme.

    tramonti marchigiano-romagnoli...

    A volte la colpa è di entrambe le parti, ci sono atteggiamenti fermi e chiusi e si fa muro; a volte c’è davvero lo scontro tra giusto e sbagliato, perché sicuramente il furto e la delinquenza in generale non sono modelli di vita che portano all’integrazione, presuppongono un atteggiamento di rapina, una violenza verso gli altri e la violenza non è mai mai mai giusta. 

    Non assomiglia molto alla cooperazione tra i popoli. E tra i delinquenti comprendo tutti, dal senzatetto che rubacchia per mangiare ai grandi banchieri e politici… non è il vestito elegante che fa la brava persona, anzi di questi tempi sembrare troppo distinti è davvero sospetto, e dove li hai presi i soldi?

    E poi ci sono le diversità che non danno fastidio a nessuno, che non hanno motivo di suscitare scandalo, ostilità, diffidenza eccetera. Non vuoi il gay a lavorare nel tuo negozio, non vuoi il bambino disabile a scuola coi tuoi figli… ma perché? 
    Siamo tutti diversi, e per fortuna! Sai che incubo vivere con milioni di copie di se stessi! Ma ve lo immaginate? Vi piacerebbe? 

    Girate il mondo e ci siete solo voi, stesse idee, usanze, architetture, musiche… Dovete fare una famiglia con voi, e certi vostri difetti non li sopportate proprio! E sinceramente preferireste una Jolie o un Pitt, piuttosto di quello che riflette lo specchio! Dai, tutti uguali non si può essere, è orribile.

    Ma cosa vuoi, la gente è tanto razzista… anzi ha proprio paura della diversità, perché non sa gestire il contrasto tra opinioni diverse, perché non conosce il compromesso (vedi l’altro articolo di oggi, “Riunione di condominio globale”), nessuno glielo ha insegnato. 

    Si chiude, si difende. Così si vive male, serve una ventata di progresso, di civiltà, e che sia reciproca, il massimo rispetto nelle due direzioni. Nessuno deve marciarci.

    Disegno per il racconto Seduzioni Virtuali...

    Parlando dell’integrazione più classica, quella dall’Africa, dei “migranti” o precedente, non vogliamo nemmeno che ci sia impunità e una sorta di sentimento tipo Salviamo le balene, di fronte a una popolazione in difficoltà: “ma poverino, va difeso, non ha da mangiare né dove stare” (ricordo ai lettori che a noi italiani nessuno dà niente, anzi ci prendono più della metà di quanto guadagniamo, e non importa a nessuno se un italiano finisce a vivere in macchina o per la strada, o si ammazza. Cavoli suoi), o sentimenti opposti, aggressivi: “andiamo in Italia che ci danno i soldi e poi iniziamo a rubare, guidiamo ubriachi e violentiamo le ragazze, tanto se ci arrestano ci rilasciano subito, e non ci possono rimandare indietro. 
    Nel lungo termine gestiamo puttane, lavoratori dei campi, muratori e altri lavori pesanti, il giro della droga, insomma è pieno di opportunità di lavoro, come possono dire che c’è disoccupazione? Noi troviamo subito qualcosa da fare!”.

    Chi ci fa tanta pena è pronto a morderci la mano, bisogna fare tutte le distinzioni del caso, bisogna che sia regolamentato l’ingresso di persone nel nostro paese. 

    Questo non è rispetto, non è essere dei bravi cittadini (nel caso vogliano restare) o bravi ospiti (se è una cosa corta, di passaggio, ma non credo… l’andazzo è dei peggiori), è approfittarsene della bontà scriteriata della gente

    Ho dipinto la situazione più estrema, il delinquente di professione, so che in mezzo ci sono tante brave persone, e sono quelle che vogliamo accogliere con affetto e rispetto nel nostro Bel Paese, purtroppo il problema è la feccia.

    Per quanto Renzi si sbracci per risolvere dicendo di non alzare frontiere (per forza, perché se tutti chiudono i confini, gli stranieri rimangono tutti qui! Il gioco è tutto per redistribuirli un po’ agli altri stati, ovvio, ma non si può dire una cosa del genere, non ci si può imporre… per qualche motivo, ancora non ho capito perché. Chi siamo noi, i più fessi?  

    L’Italia è una penisola attaccabile da ogni lato, purtroppo è la nostra è una storia millenaria di conquistatori e invasioni facili, ma non era mai successo che gli altri stati europei recuperassero la gente nel Mediterraneo per sbarcarla sulle coste italiane, gli storici del futuro non so come potranno spiegare un pasticcio di queste proporzioni! 

    Ci hanno aiutato a fronteggiare l’emergenza parcheggiando tutte le persone sul nostro territorio e chiudendo ogni via di fuga, mi sembra molto vigliacco. 

    Ripeto che ci saranno sicuramente motivi che ignoro, i posteri avranno tutta la situazione molto più chiara sott’occhio, perché al momento, l’italiano medio che guarda distrattamente il tg ha una percezione alquanto confusa di questo momento storico. 
    Ed è normale avere paura, perché tutto questo crea un’incertezza estrema. E rabbia, perché a volte, spesso, vengono definite “emergenza” solo situazioni che non ci riguardano e che implicano lo sborso di denaro per gente straniera o per paesi esteri. 

    Non è cattiveria, è solo che abbiamo pagato le tasse per avere indietro dei servizi, non per fare beneficenza. Quella la fanno i ricchi, noi siamo poveretti. Noi dobbiamo arrivare a fine mese, non possiamo accollarci il mantenimento di altri disgraziati come noi. Non c’è nessuna ragione legale per imporcelo, eppure accade. Non è costituzionale. Non è giusto.  

    E avrei finito qui, perché quello che volevo dire sugli anziani, quasi quasi lo dico la prossima volta... no, dai, l'ho scritto e ve lo attacco qua sotto, ci sta.


    Generazioni allo sbando, anziani al potere...

    Non li lasciamo guidare la macchina e gli permettiamo di guidare la nostra vita? Gli anziani decidono il destino di tutti. 

    E’ un mondo così distratto, che appare ipertecnologico e iperinformato, però di fatto ci dirotta verso temi e attività secondarie, shopping, gossip, hobby, gioco online, siti e video di ogni tipo, in un bellissimo mondo fatato che ci tiene ipnotizzati mentre altri scrivono la storia, anche la nostra.

    E intanto succedono guerre inimmaginabili, che ci lasciano relativamente indifferenti, e abbiamo un bel bersaglio sulla schiena senza nemmeno accorgercene. 
    Per carità, ho sempre sostenuto che i musulmani non sono così cattivi come sembrano, che non è l’intero mondo islamico che vuole conquistarci ma soltanto alcuni piccoli (e potenti) gruppi, però il pericolo è reale, anche poche persone invasate possono fare danni enormi, stragi, disastri. Il potere è fatto per essere nelle mani di poche persone (altrimenti è democrazia!), eppure riesce ogni volta a dare il peggio di sé.


    Siamo in un limbo strano, tra totale alienazione – pensare “non mi riguarda, io tanto sto su internet” - e puro terrore – “non si sta tranquilli nemmeno a casa propria, ma dove andremo a finire”. 

    Generalmente le generazioni x (1965-1980) e y (1980-2000) sono più estranee ai fatti del mondo, magari gli anziani invece esagerano con la paura, e sappiamo che gli anziani sono la maggioranza della popolazione al momento, si potrebbe dire che nonostante siano ormai sulla via della demenza, decidono per tutti

    Sono gli unici che votano (poveri noi!) e di solito per gli stessi partiti dei loro nonni, per tradizione… Che disastro, che disastro!

    Per non parlare dei vecchi più pericolosi. I vecchi al potere. 
    L’imperfezione del sistema sta nel fatto che le leggi le fanno le persone, e spesso persone senza preparazione o con preparazione poco moderna, politici di professione, esperti solo di appalti e bustarelle, che servono i grandi interessi monetari e finanziari e di potere, più che i grandi interessi dell’umanità. 
    E non sono più giovani, non pensano in prospettiva, non gli può importare ormai, accontentano il proprio portafoglio e la propria vanità. 

    Non potrà mai funzionare se ci affidiamo a persone con gli ideali svaniti, morti da tanto tempo, gli ideali sono cose da giovani, cose forti, travolgenti! 

    Disegni sull'agenda artistica 2016...

    Gli Stati, l’Europa, le nazioni vengono create con le migliori intenzioni ma poi bastano un paio di generazioni e si dimentica cosa si stava facendo, perché siamo qui e cosa abbiamo pagato per esserci. 

    Questo è un parere “basso”, non sono nessuno, non ho dieci lauree, credo però di avere ancora un briciolo di buon senso e di razionalità. 
    Anche io non starò qua in eterno, anzi ho già superato ampiamente il giro di boa della mia vita, però mi dispiace, sulla carta questa Italia era un progetto meraviglioso, nato da fatti imperfetti ma ci si poteva lavorare, migliorare. 

    E poi niente, tutto si crea e tutto si distrugge. Siamo spacciati, se non si fa qualcosa. 

    A noi gente comune piaceva Grillo (che ora dice che si ritira a vita privata, artistica), perché si vedeva che ci credeva, perché era un qualcosa di reale, il politico non politico che è la dimensione ottimale, una persona che riusciamo a capire, a sentire come nostro rappresentante. 

    Un’occasione sprecata, poteva fare di più, anche lì non ho capito perché si sia tenuto nell’ombra, perché si sia fatto spaventare da un mondo politico prepotente e crudele, che lo ha placcato e atterrato dal primo momento. 

    al lavoro alla tavola, disegni di Fibro...

    Noi artisti siamo persone sensibili, è questo il problema, non siamo fatte per stare in prima linea. 

    Ispirare la gente sì, siamo tipi da ideali e grandi discorsi, però non ci piace fare a cazzotti. 
    Se ne ha ricavato spunti artistici benissimo, è il nostro lavoro distillare qualcosa dalla realtà, farne arte. Se invece è stata più che altro una ritirata perché schiacciato dal peso di quel mondo chiuso di politici, che non deve lasciare entrare gli estranei, che non vuole essere trasparente, allora mi dispiacerebbe, non vale la pena di prendersi un esaurimento nervoso per le accuse di queste iene in giacca e cravatta.

    Insomma le persone sono umane e si lasciano trasportare dai brutti sentimenti, dalla paura, e a volte si arrendono. (e qui si chiude idealmente il cerchio, infatti iniziava così il primo articolo di oggi)

    E come si fa a vedere riconosciuti i propri diritti? A essere ascoltati? 

    Passa una teoria distorta: ci stanno facendo credere che vince solo il numero, solo se porti la gente dalla tua parte, solo se hai un testimonial famoso che ci mette la faccia, insomma solo se conosci qualcuno o hai abbastanza gente a sostenerti; mentre un diritto è tale anche se lo rivendichi da solo, o anche se non lo rivendica nessuno, è lì, esiste ed è valido. 

    E’ una enorme buffonata per toglierci anche quei quattro diritti che ci sono rimasti. Se non sono sponsorizzati decadono. Che disastro, che schifo…

    Volantino avuto al centro commerciale:la pubblicità è l'anima del... diritto! Se non hai una grande campagna pubblicitaria dietro, scordati di vedere riconosciuto un tuo diritto. Infatti le mie locandine (vedi sotto) non hanno portato a niente. Servono soldi, organizzazione, non sono alla portata di chi non ha neanche la pensione (che è la cosa che chiediamo, che garbugliooo!!!).


    Più scrivo stamattina, più mi rendo conto che è un completo disastro, tutto sbagliato, questo mondo… e sarà solo una mattinata persa, perché nonostante la passione che metto nelle mie parole, non servirà a niente, nessuno finirà qui su questo piccolo blog a leggermi. 

    Ma ringrazio di cuore chi ci è capitato, o mi segue assiduamente, grazie. E’ importante sapere di non parlare al vento, che c’è comunque qualcuno dall’altra parte dello schermo.

    Ora basta, tre articoli sono già abbastanza, la casa chiama, era tempo rubato alle incombenze domestiche e ai miei lavori artistici. E con la pubblicazione farò sera, sono un vero disastro con link e immagini! Comunque mi sentivo di dire qualcosa e mi sono espressa, spero che abbiate capito cosa volevo dire, e sono qua per discuterne, mi trovate sul mio facebook (https://www.facebook.com/NadiaDreamerS)  oppure lasciate un messaggio qui sotto, come preferite.

    Le immagini di questo articolo, se non specificato diversamente, sono disegni o fotografie di Nadia Semprini (Dreamer), tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione. 




























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