venerdì 30 gennaio 2015

8/ Seduzioni Virtuali - Un bacio molto reale.

Seduzioni Virtuali 8
Un bacio molto reale... 

Prove per il titolo... se avete l'occhio lungo, accanto ci vedrete i ritratti delle protagoniste.

Puntata 7 leggi

Leggi dall'inizio, la puntata 1

"Tu?" disse Carol sorpresa. Sorpresa e arrabbiata. 
"Tu mi stai seguendo? Adesso ho la mia vita e..." Lui la spinse dietro una colonna e la zittì con un tenero bacio.
Appartati, nascosti, in quella bella nicchia piena di arabeschi e suggestioni esotiche. Un attimo di paradiso. 


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CAROL by dreamer *

Era Carter, il suo ex fidanzato. Uno dei suoi ex fidanzati, non l'ultimo. Erano passati due anni dall'ultima volta che l'aveva visto di persona. Ma come stalker era andato avanti a lungo, appostamenti, messaggi, fiori. 

Si lasciò baciare, docile. Carter baciava così bene! 
Poi però lei: "Devo andare, sono in compagnia" sgusciò via dall'abbraccio, "Lui mi aspetta".

"In compagnia, eh?" Le chiese con aria divertita
L'aveva già vista con le amiche, l'aveva seguita tutto il tempo (era uno stalker professionista ormai) da quando era entrata, e non c'era nessun uomo. 
"E com'è questo tuo amico?" la prese in contropiede, cosa poteva inventarsi? 
"Ehm... lui è... molto meglio di te, e poi non sono affari tuoi" rispose agitata. E uscì dalla stanza orientale.

Raggiunto il tavolino delle amiche, buttò giù il suo drink - anzi quello di Sandra- tutto d'un fiato. Doveva riprendersi, e dimenticare, forse.
"Vacci piano, Carol! Sai che non lo reggi, l'alcol!" si preoccupò Wendy.
"È successo qualcosa, guardate come è sconvolta" indovinò Amber.

*
disegno da giornale per il romanzo Amori. Chi sono queste due? Mah...

Sputò subito il rospo:" Ho incrociato Carter." 
E sospirò, preoccupata.
"L'avevo visto, prima... ma non ti ho detto niente perché dai... ti ha fatto così male..." Carol sorrise, di gratitudine. 
Amber le si avvicinò e le mise una mano sulla spalla: "Per fortuna ha una nuova ragazza e ora ti lascerà in pace. Comunque non è un granché, l'hai vista".

Se faceva male! L'aveva ingannata ancora. 
Il solito Carter, egoista, bugiardo, traditore!
Non raccontò del bacio, si sentiva troppo stupida.
Continuava a incontrare gli uomini più sbagliati, per questo non voleva più saperne.

"Pronto? Per me? Sì, mi chiamo Amber, tu?" Il telefono continuava a squillare e le amiche si divertivano tantissimo. 
"Beh, almeno per loro è una bella serata..." pensava Carol, improvvisamente triste. 

Tristezza che credevano collegata alla sbornia, nessuna domanda. Se avessero indagato un po', avrebbe tirato fuori tutta la rabbia per esserci cascata, tutto l'amore-odio che provava per Carter, quella storia durata cinque anni. Anni bellissimi, anni di ferite continue. Anni da scordare. E comunque era un pessimo padre per Nicholas, meglio così. 



Carol e il figlio Nicholas by dreamer*

Si guardò attorno, la sala telefoni era meno ordinata che in partenza, la gente si spostava, socializzava, c'era un'occasione di parlare faccia a faccia, dopo tanto virtuale. Interessante. 

E infatti: "Aspetta, ti raggiungo lì!" metteva giù Amber vittoriosa.
"Carol, Wendy, indovinate?! Sì, era il biondo del tavolo 3!!! Non ci posso credere!" 
"Dai, veloce, ti aspetta" Wendy la spinse via ridendo. Riso amaro, dato che piaceva anche a lei! Lui poi, che tipo: prima le fa gli occhi dolci, poi fa lo stupido con la sua amica! Amber era biondina, carina, chiunque l'avrebbe preferita a Wendy.

Rimaste sole, visto l'umore strano dell'amica e il proprio, con le scatole girate, Wendy sorvolò: "Ah, questi sono i moduli per lo speed dating? Bene, vi conosco abbastanza per compilarli tutti!" 
Inforcò gli spessi occhiali:" Non resta molto tempo, velocizziamo..." 
Tanto Carol non l'ascoltava, era assorta nei pensieri. Guardava la folla, il posto era piccolo e prima o poi sarebbe passato anche Carter con la sua nuova tipa. Voleva proprio vederla. 

Quella stronza.

Niente da fare, quel bacio aveva fatto risorgere un sentimento forte. Da combattere o da assecondare?

Da quel momento il tavolo 15 perse ogni appeal. Sembravano una zitella disperata e un'acida bibliotecaria.

L'altra, Sandra, era al tavolo di Benjiamin, a tentare la sorte. 
Lui però non cedeva.
"Ahah, tutte mi vogliono! Forse, se mi paghi abbastanza..."
"Ma sei scemo?!? Dovrei pagarti?" scattò offesa. "Ma cosa credi, che non troverei lo stesso? Cioè, dico, pagare?!?" 
Era difficile lasciare Sandra senza parole, ma questo proprio non se lo aspettava.
"Ti ho detto come funziona, poi decidi tu. Sono fotomodello, sono bellissimo, se vuoi usarmi paghi." Alla faccia del romanticismo! Sandra stava per dargli un pugno nei denti. Ma che gente...


*
by dreamer feat. Leli  all rights reserved 


Girò i tacchi senza neanche rispondere, lo sentiva ridere. Poi, a due tavoli di distanza, fu raggiunta dall'ultima frase: "Quando cambi idea, sono qui!"

Sandra tornò al loro porto sicuro, il 15. "Grrr! Gli uomini come quello mi fanno imbestialire!" Carol la guardò, mordendosi la lingua per non lasciarsi sfuggire un "A chi lo dici". 

No, era una serata di festa, doveva divertirsi, lo doveva alle sue amiche: "La pista è bellissima,  andiamo a ballare un po'?"
"Fantastico!"esclamò Wendy, "passo anche a consegnare i moduli compilati" 
"E cosa hai scritto di me? Fammi vedere!" 
"No, Sandra, lascia, devo portarli subito sennò non ci inseriscono" E corse via coi cartoncini.

"Chissà che uomini troveremo! Avviso Amber..."disse allegra Sandra, resettando in fretta lo strano incontro con Benjiamin il gigolò. 
AMBER by dreamer *

La sua doppia anima... se solo beve due drink: disinibita, audace, allegra.


Stava per prendere il cellulare dalla borsa, "anzi no, usiamo questi bei catorci, giro la rotella, chiamata per il tavolo 3!"

"Mi manca fare i numeri sul telefono a disco..." commentò Carol, "dieci cifre, dieci giri, era divertente!" "Shh, risponde... sei il biondino? Me lo passi? No, non mi importa se ha la ragazza! E non lo so come puoi interromperli, ma fallo..."

Carol guardava la faccia imbarazzata - non era lontano, lo vedeva dal tavolo - del ragazzo al telefono, anzi un uomo, ma ugualmente in difficoltà. Che ridere! "Diglielo, dai!"
work in progress by dreamer*

E Sandra smise di infierire:"Ahah scherzo, sono un'amica di Amber, la ragazza che è lì..."

"Ma che significa?" disse lui.
La bionda rubò la cornetta: "Scusale, si divertono così!"
" Ehi bella!" le disse la sexy Sandra  "Ti lasciamo il tavolo, andiamo a fare due salti di là, latino americano!" 
E poi: "La aspetto qui, ragazze! Il biondino dice che se lasci il tavolo ci mettono altra gente... ordino qualcos'altro. Tu, Carol, prova questo mio rossetto, che il tuo è già andato via" 

"Davvero? Me lo mangio a volte... Che bel colore! Grazie, torno subito". 
Da sola, davanti al grande specchio del bagno, era di nuovo preda dei suoi pensieri, contenta di poter cancellare le tracce di 
quel bacio. Insignificante, inutile, clandestino, stupido, meraviglioso.

Continua

Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati. 
* anche sui disegni, copyright.

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Leggi la puntata 9

giovedì 29 gennaio 2015

7/ Seduzioni Virtuali - All'altro capo del filo

Continua il racconto improvvisato! Ci ho preso gusto...

(trovate la sesta puntata qui)
Leggi dall'inizio.

Sandra era al telefono. All'altro capo del filo, nella stessa stanza, il ragazzo con la camicia blu. Era difficile dire che età avesse, forse trenta, forse trentacinque anni.


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SANDRA E BENJI by dreamer*


"Non ti vedo da qui, siamo al 15, vicino alla parete viola... Se ti sposti un po' oltre il muretto..."
Ma lui continuava a guardare da un'altra parte, verso la fontana o verso la parete rossa.
"Ma è daltonico o cosa?" Si arrabbiò Sandra. "Non ci vogliono gli studi per trovare il muro viola, ce n'è uno soltanto! E se non è totalmente rincoglionito, dovrebbe capire quale muretto ci scherma la vista". 
"Mi sa che pretendi troppo da un solo uomo!" Disse sconsolata Carol. "Lo andiamo a prendere?"

Amber, impaziente, piantò un secco "Noo!!!", quindi prese il telefono e gli diede un ovvio suggerimento: "Ehi, ciccio, dovunque tu sia... alzati in piedi! Così ti rintracciamo, caxxo!"
Il poveretto ubbidì, del resto il tono di Amber non ammetteva repliche.
Se ne erano accorte anche le amiche, quella sera!
La biondina Amber era capace di un piglio deciso e autoritario, nei suoi momenti di lucidità. Dato che anche quella sera non era davvero ubriaca, le riuscì davvero bene. La piccola e tenera (secondo le amiche...) Amber veniva da una famiglia di militari e non era nuova a quel modo di fare. Forse, se proprio vogliamo trovare un difetto, avrebbe potuto risparmiarsi le parolacce, non sono mai fini.

"È lui!" gongolò Wendy. Finalmente si palesava. Bello come il sole. 
Si alzarono tutte in piedi, contente e curiose... Il ragazzo non fece fatica a identificare il tavolo delle assatanate.
Fece un cenno con la mano, un saluto. Ma per lui parlava il radioso sorriso.

La cornetta tornò a Carol, che non sapeva dove trovare il coraggio. "Ciao... noi siamo Amber, Wendy e Sandra, e io, Carol. Tu come ti chiami? "
"Benjiamin!" rispose baldanzoso. "Ho fatto colpo?"
"Sì!!!" gridò Sandra che era lì vicino ad origliare.

CAROL & AMBER by dreamer *

Le donne erano attorno al vecchio telefono, tutte intente a carpire i suoni del trogloditico strumento.
"Metti il vivavoce!" disse Amber. Ancora in modalità caporalmaggiore.
"Ma ti pare?" La apostrofò Sandra, "Già è un miracolo che questo coso abbia la voce!"
Carol impacciata nell'insolito problema: "Ragazze, ci sto provando. Ma è troppo basso il volume, rispetto alla bolgia di questa stanza!"
"Allora come facciamo? Che sfiga però!!!" scattò Amber innervosita. Quel tipo montato le piaceva proprio, voleva conoscerlo.
"Ehi!" aggiunse tranquilla Sandra, "Si risolve! Non so proprio che problema c'è! La preda è fisicamente qui, ci parleremo di persona!"

E così...
"Scusaci tanto, ma non riusciamo a sentirti, puoi raggiungerci al nostro tavolo?" gli propose Carol.
"Beh, non so..." prese tempo. Prima di accettare voleva vederle bene, esaminare la situazione. Sandra, davanti, sullo sgabello, era perfetta. Poi vide che anche le restanti tre non erano malaccio. Con enfasi, proseguì come faceva quando era interessato: "Non è certo l'unica telefonata della serata e le altre mie donne potrebbero restarci male..."
Certo, sembrava di no, ma vi assicuro che era questa la tattica consolidata del moro affascinante Benjiamin quando si voleva rendere disponibile.

"Cosa dice? Viene qui?"
 "No, fa il prezioso." riferì sprezzante Carol. Senza neppure coprire la cornetta.
Non aveva voglia di stare male per un uomo, mai più! Quindi il gioco non le piaceva affatto.
Le ragazze non erano molto ottimiste, credevano che la caccia a Camicia Blu fosse già fallita miseramente. Poi Benji continuò con tono scherzoso:
"Prezioso io? Guarda che valgo tutti i sospiri e tutte le lacrime!"

Aveva ascoltato tutto! Si vede che in quella direzione la linea aveva un suono forte e chiaro. Un uomo molto diverso dalle loro solite conquiste! Quanta personalità nella sua antipatia!
Scambiò qualche parola con la "mammina" Carol. Delle quali lei non riferì, perchè lui andava veloce, con una gran parlantina. Lei ascoltò attenta.

"Sandra, tieni." Carol le passò ancora la cornetta, nervosa.
"Ve lo cedo volentieri, non lo sopporto!"
"Ma come? Un così bel ragazzo..." le diceva Amber, mentre lei si alzava infastidita: "Vado a fare un giro".

Le ragazze si guardarono interdette: cosa poteva averle detto, il loro nuovo amico, di tanto terribile? 
Comunque Carol era lontana, mentre il bonazzo aspettava in linea, era chiaro quale fosse la priorità. "Ciao! Sono Wendy! Sei fidanzato? Di che segno sei? Che lavoro fai?"
"Ahah, dai, non lo soffocare!" 

C'era qualche piccolo segno di collaborazione, il bellissimo del 17 cedeva un po'. Ma impercettibilmente.

"Cosa dice?" "Passamelo!!!" Se lo litigavano allegramente, lui continuava a negarsi e più persisteva, più lo trovavano divino. E non si schiodava da quel tavolo!

Intanto Carol era schizzata nella direzione opposta, curiosando nella sala da ballo
CAROL by dreamer*


Nuova stanza, nuovo gioco!!! Appena entrata, le avevano appiccicato un adesivo sul petto, numero 136. La spiegazione fu concisa: qui numero, là fogli e buste, laggiù ritiro posta. Facile, esattamente come ai vecchi tempi. Sì, avrebbe ricevuto qualche lettera, esaminato i candidati... proprio come da ragazzina, era divertente. 

Ma quella volta lo speed dating non c'era, non lo aveva mai sperimentato... "È vero! Mi stavo dimenticando! Le devo iscrivere!"
Andò al bancone apposito, per fortuna procedure molto semplici, nessun questionario. Solo un altro adesivo, dove scrivere il proprio nome, e un cartoncino dove elencare le proprie tre doti principali. Ma che addetto antipatico. Comunque il pensiero tornò a Benjiamin. "Per il tipo prezioso servirà un papiro!" 

Non ce l'aveva con lui in particolare, non lo conosceva
le dava fastidio quel tipo di uomo strafottente. Ne aveva incontrati troppi. 

Anche quel Jim, l'uomo che frequentava su internet da circa due mesi, in un certo senso era difficile. Molto capriccioso, sapeva trovare sempre un motivo per dirle che era infantile, o stupida, o che si stava sbagliando. Aveva dalla sua il carisma, e il potere di farla eccitare come una ragazzina. E la sua prepotenza: lui la voleva e l'aveva ottenuta. Quella sera l'aveva sgridata per aver preferito le amiche a lui. Era geloso, possessivo: tempo un altro mese e l'avrebbe isolata dal gruppo, dalla gente.

Carol doveva prendere delle difficili decisioni. Sulla questione Jim. "Non ora. Stai concentrata" si disse.
Raccolse l'occorrente per tutte e quattro, tornò indietro, in quella nuova stanza, ammirando le belle pareti arabescate. Ne era rapita. Dei particolari incantevoli, lassù in alto, rosoni geometrici e sfondi oro. A lei piaceva quel tocco di orientale...
"Oh, mi scusi..."

Le finì addosso un uomo che stava entrando in quel momento, "Scusi non l'avevo vista".
"Non è niente, si figuri" disse lei automaticamente,  raccogliendo i cartoncini che erano caduti per terra. Poi lo guardò meglio: "Tu?"

Fine puntata 7
Vai all'ottava puntata

Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati.
* anche sulle immagini copyright = divieto di utilizzo!
Buona lettura!!!

mercoledì 28 gennaio 2015

6/ Seduzioni Virtuali- Se non ci fosse Sandra

Seduzioni Virtuali - 6
/ se non ci fosse Sandra...

Leggi la puntata 5

Leggi dall'inizio

"Ammazza! Hai visto quello???" Sandra si era fermata... e per interrompere un discorso lei, ce ne voleva!
"Ho visto sì!" esclamò Amber. "Che bello... aww!"


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SANDRA by dreamer*

"Dove si siede? Guardate dove va!!!" lo seguì con gli occhi Carol.
Roteando maliarda sul suo sgabello, Sandra si girò indietro, ma: "Porcapina! La colonna! Non si vede da qui!!!" E non serviva nemmeno alzarsi in piedi! 
"Dai, Wendy vai a vedere."

"Sempre io, uffa". 
Se a Sandra serviva una spia in incognito, mandava Wendy, la meno femminile di tutti. In questo caso, il suo essere insignificante era un vantaggio. 
Non si manda un'amica più bella a cercare il tipo che ti piace. 
Ed era così da sempre, era un lavoro per Wendy. La pregavano tanto, e lei cedeva.

Però era contenta. Negli anni si erano perse di vista e sembrava che la vita le avesse trasformate irrimediabilmente, invece non era cambiato nulla! 
Eccole lì, le 4x4! Le quattro amiche a caccia di emozioni! In un luogo rassicurante, una serata telefoni come ai bei vecchi tempi!

Wendy avanzava. Era un pochino imbarazzante camminare tra i tavoli da sola. Sembrava che tutti la guardassero. Sì, le gambe erano nascoste dai leggings, rinforzati per giunta nei punti critici, il top carino e nei colori moda: era perfetta. Ma quella sensazione rimaneva, mentre dentro si sentiva anche qualcosa di strano, di positivo.
Le piaceva quell'ondata di coraggio ed incoscienza che cresceva piano. 
Quel coraggio che l'aveva portata nei momenti più belli, ma anche rischiosi...

Si sistemò nervosamente i corti capelli sbarazzini...
Si voltò verso il loro tavolo, le amiche le sorridevano per incoraggiarla. Sospirò e andò avanti. 

Osservò bene la situazione: la stanza era predisposta per dare motivi di pascolare avanti e indietro, non era così insolito vederla lì, anche se seguiva quel bel ragazzo... 

Insomma le era successo anche di peggio, di seguire qualcuno nel modo più evidente possibile, in strade isolate o stanze vuote. 

Qui almeno c'era movimento: in un angolo c'erano dei gadget, in un altro il bar, con tanta gente che si avvicendava.
"Ma sì, nessuno farà caso a me... " si disse.

Sentì vibrare il cell nelle tasche. "Chi sarà adesso? Oh, pensa..." Era un uomo conosciuto quella settimana su internet, in un gruppo sui libri. Avevano apprezzato lo stesso autore e così le aveva chiesto l'amicizia. 

Aprì il messaggio: "Ciao bellissima! - e fin qui lo aveva già letto nell'anteprima... forse troppa confidenza? Wendy non si sentiva bella, ed era diffidente quando trovava dei complimenti - ho letto anche il secondo volume! Hai whozzapp?"
"Uffa!" sbottò. Odiava quella domanda.

Da lì in poi, di solito, il discorso si scaldava. Lo sapeva. Succedeva sempre così...

L'aveva tolta, quella applicazione. Anzi non l'aveva mai avuta. Per qualche motivo si era convinta che chiedere di passare sull'altro "canale" costituisse una esplicita richiesta di prestazioni sessuali.
Per questo si bloccava, trovava scuse, diceva di avere un tablet invece del telefono, perché le avevano detto - ma non lo sapeva per certo - che senza numero e sim non poteva funzionare. 

Se avesse chiesto conferma ad amici sarebbe risultato solo un discorso di comodità, però leggendo quei vecchi messaggi di Herbert si poteva anche giustificare il malinteso di Wendy. Se ti scrivono: "Voglio vederti tutta, hai la tale app?" o "Così è noioso, mi stufo a scrivere, ce l'hai la tale app che così ti parlo e ti vedo?", è automatico fare due più due. E pensare che sia un programma specifico per le 'distrazioni'.

E così Wendy si fermava lì, non andava oltre le chiacchiere audaci. Sapendo che era la mancanza di un app a farli demordere, aveva la perfetta scappatoia. Facile facile.

Un modo come un altro per fuggire dalle attenzioni indesiderate. Evitava di inventarsi complicate questioni, poteva fermarli subito, e senza ripercussioni. Alcuni erano anche uomini carini, ma era un sistema innaturale per lei. Preferiva di gran lunga conoscerli realmente, di persona, senza passare per queste tappe obbligate. 
Mise via il cell. Tornò a spiare il tipo di Sandra. 

Nonostante la noia del messaggio, anzi fortunatamente distratta da esso, Wendy procedeva nell'inseguimento, più tranquilla di quando era partita. 
Quel punto in particolare era di accesso alle due sale, trafficato, per cui ci si poteva confondere benissimo tra la folla. Non l'aveva confusa con le altre un bel biondino del tavolo 3, che sia all'andata che al ritorno le aveva sorriso! Lei lo aveva visto solo adesso, non male!!! Quasi meglio del buttafuori dagli occhi azzurri... Anzi molto meglio!

Questo incontro spazzò via il brutto pensiero riguardo all'appassionato di libri decisamente maniaco.
Non gli sorrise come fanno le civette, vistosamente, ma incrociò il suo sguardo, contenta e timida: il biondino però aveva capito.

Tornò alla base: "Missione compiuta: il tuo tizio è al 17".
"Alé! Il 17! Cominciamo bene!" commentò Amber.
AMBER - by dreamer *

La nostra amica che quando beve un po' di più combina disastri...


"Non siamo superstiziose noi, giusto?" sdrammatizzò Sandra, "Sono nata di venerdì 17 e guardate che meraviglia!"

Sandra poteva dirsi una leader, ma non esprimeva aggressività o prepotenza. Era una trascinatrice grazie al suo entusiasmo, il carisma, l'esperienza di vita. 

Amiche fin da ragazzine, dai tempi delle medie, ma il lavoro dei genitori l'aveva portata lontano per vari periodi, dai quali lei tornava con mille avventure da raccontare. Probabilmente se le inventava, perché era impossibile avere argomenti nuovi ogni mattina!
E spesso il contenuto degli aneddoti erano stupidate o figuracce normalissime, come accadeva a tutte loro. Era Sandra, con la sua parlantina, e il suo charme a rendere tutto speciale, a radunare attorno a sé l'intera compagnia. "Se non ci fosse Sandra, avremmo un po' di amiche anche noi! E più ragazzi!"
Wendy e le altre erano così invidiose di quel carattere solare... 

"Tieni, Carol, ho fatto il numero" Wendy le passò veloce la cornetta. 
Avrebbe voluto avere il coraggio di fare subito il 3 e contattare il biondino, ma non l'aveva... quindi prima le altre. Andava sempre così.
Ovviamente, essendo un allestimento vintage, c'erano vecchi apparecchi, senza tasti. Carol non sapeva più neanche tenerlo, quel telefono, era strano... 
"Pronto? Tavolo 17! Sono Paolo". 

E poi perché doveva sbrigarsela lei? Non le piaceva neanche, quel tipo! 
"Ehm... tieni Sandra parlaci te!" e le passò la patata bollente.
"Ok, faccio io..." non se lo faceva ripetere due volte! 
" Pronto, sei quello con la camicia blu? No? Allora sparisci, passami l'altro!"

"Che cattiveria!" "Sei tremenda!" risero le amiche.
In fondo, senza una Sandra, non si sarebbero divertite così tanto!!!


Fine puntata 5, versione gennaio 2015SV 2015 - puntata 5
By Nadia Semprini dreamer
Tutti i diritti riservati.

* anche sulle immagini, copyright = non si possono usare! E sarebbe ovvio, sono dell'artista che le ha create, ma a volte bisogna ripetersi...

Vai alla puntata 7

lunedì 26 gennaio 2015

5/ Seduzioni Virtuali - Aspettando accanto al telefono


Seduzioni Virtuali -5 -aspettando accanto al telefono


Leggi la puntata 4

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Carol si stava dando da fare, su internet. 
Tanto non era reale, le consentiva di sentirsi corteggiata e desiderata, senza un vero impegno, una relazione.

"Succede così, un'amica te ne parla e ci provi... " si stava giustificando con Amber che le stava rubando il telefono. Era a disagio.
"Non ti devi vergognare! Lo fanno tutti. Posso leggere, vero?"
"Lo stai già facendo... sarebbero cose personali però." aggiunse Carol ferma, "Restituiscimelo."
"Ma su, un po' di leggerezza, tu prendi sul serio anche un gioco!"

Forse aveva ragione, serviva più leggerezza. La donna si rendeva conto che erano solo fantasie, ipotesi, storie fittizie. Ciò nonostante, non si poteva dimenticare -e per questo ci andava cauta- che nello schermo c'erano persone vere. Che potevano innamorarsi, o appassionarsi tanto fino a farne una malattia. 

All'inizio di questa esperienza, si era fermata a guardare l'andazzo, leggeva solamente, cercava di capire come funzionasse. Ora era più pratica ma ugualmente voleva evitare discussioni.
Sesso telematico. Non era una cosa di cui andasse fiera.

"Muoviamo il culo, donne?" suggerì con uno scatto nervoso Carol, col suo fare da capo. In ogni gruppo serve chi prenda l'iniziativa, e qui c'era lei. E in quel momento voleva sfuggire all'interrogatorio. Che impiccione, le amiche...

"Sì, andiamo!" 
"Ok" 
Wendy mosse appena la testa. Generalmente lei rispondeva a segni, niente di strano. Adesso era anche un po' contrariata e delusa. Vedere Carol e Amber che facevano gruppetto e parlottavano tra loro, era un insulto alla loro amicizia a quattro. Tutte per una e una per tutte?

Volendo litigare, ce n'era di materiale! Wendy che pensava che Sandra cambiasse idea troppo presto, e lei che trovava Wendy poco femminile e la prendeva in giro quando si preoccupava tanto per lo speed dating. Carol non capiva perché Sandra faceva tanto la civetta, ma sotto sotto la invidiava, mentre tutte trovavano Carol eccessivamente materna. Poi Amber e i suoi scatti di sincerità... 
Invece non scoppiò nessuna guerra. Wendy lasciò perdere, colpita dalle note di una canzone di Jim Morrison. Poi partirono tanti vecchi successi che non ascoltavano da una vita, pezzi di cui non conoscevano neppure il titolo, una volta era così.

L'atmosfera vintage fece la magia 
e Astrowendy si ritrovò ad essere di nuovo una gioiosa e spensierata ventenne! E a guardare bene come si distendevano le espressioni dei loro visi, come nasceva spontaneamente un sorrisetto compiaciuto in tutte, l'incantesimo aveva un effetto generale! La musica dance degli anni Novanta ricordava storie lontane, romantiche!!! Quando ad ogni bacio si associava una canzone...


Avanzavano epiche come le quattro di 'Sex and the city', affiancate e sicure. Non per molti passi, la calca le stava fagocitando ed era difficile restare unite, persino tenendosi per mano!
Tanto per gradire, un orrendo individuo dai capelli unti si era frapposto tra Carol e Sandra, e si stava strusciando addosso a quest'ultima. Che lo scansò con uno spintone. "Ad approcci fisici bisogna rispondere fisicamente!" gridò a Carol, come spiegazione.

"Una bella donna può fare di tutto, schiaffi, spinte, sputi. C'era questa specie di licenza di uccidere, o almeno ad essere bastarda. Che a certi uomini piace pure!" considerava Carol, che la invidiava  anche per questo.

Trascinandosi a vicenda tra le persone di ogni risma, guardavano anche in alto, la classe dei dettagli, era un gran bel locale! Finalmente si muovevano verso le altre sale e le nuove avventure! 
La luccicante hall era finita e si entrava nel buio del club, 
allestito nello stile di fine secolo. Questa visione le fece impazzire...
"Guardate! I tavolini col telefono! Vi ricordate?" 
Saltellava euforica Wendy.
"Che nostalgia!" esclamò Carol, "l'ultima volta è stato venticinque anni fa!"

Era quel simpatico sistema di corteggiamento che trovavano quando uscivano insieme, da ragazzine: ogni tavolino aveva un numero e se ti interessava qualcuno, se ne avevi il coraggio, telefonavi.
Quanti bei ricordi!

"Ci sediamo qui o andiamo nella sala da ballo?" proseguì Wendy, incredibilmente entusiasta dell'ambiente, delle persone. 
Cosa c'era in quella riproduzione di mondo passato che la rendeva tanto felice?


SANDRA by dreamer *


Sandra la studiò col suo occhio clinico. Diagnosi: "Di sicuro ha adocchiato qualcuno!" Ma era una diagnosi errata.

"Allora dove si va?" incalzò Amber.
"Lasciamo decidere a Carol. È lei la festeggiata." decise Sandra, "Cosa scegli?" 
Ci pensò un attimo, sorridendo golosa come davanti alla vetrina della pasticceria:
"Scelgo... tutto! Ora beviamo qualcosa qui ai telefoni, poi ci scateniamo in pista, e all'una..." 
Wendy completò la frase, sorridente come non mai:
"All'una, parte lo speed dating. Ci iscriviamo tutte, no?" 

La guardarono un po' stupite, non era la solita donna fredda e  trattenuta. Oppure era solo un lato che non avevano mai visto.

Wendy era stregata da quel posto! Che trascinava facilmente anche le sue amiche.
Tutte pronte a fare da matti. Tutte pronte a buttarsi. 

Forse stava per scattare la pazzia anche per lei? Sarebbe stato liberatorio, catartico, per compensare quel bruttissimo momento. Non era stato un anno da ricordare...

Wendy quella sera, in quell'ambiente si sentiva un'altra, stranamente coraggiosa, lei così fifona di natura.

Un esempio della fifa? Non metteva la gonna perché aveva paura di essere importunata, aveva gambe molto belle che più di una volta l'avevano messa nei guai. Ci sono donne che per quanto si agghindino rimangono insignificanti; lei invece, con quelle gambe sembrava subito volgare. Per questo si nascondeva.

"Ma sì, per una sera si può essere anche meno rigide e perfezioniste" pensò, con un briciolo di inquietudine. Riconosceva quei momenti: come essere in cima a una discesa senza freni, come buttarsi da un aereo senza paracadute. Emozioni fortissime, rischio estremo. 
"Ma se riesco a trattenermi è meglio."

Era quella 'inevitabile follia' - come la canzone di Raf che ne era stata la colonna sonora - che l'aveva travolta in una lontana vacanza, ai tempi delle superiori. Fantastico momento, unico, ma non era lei... non sapeva spiegarselo. 
Riconosceva la sensazione, era bello che sapesse provarla ancora. 

Intanto che lei ragionava, Amber la tirava per la mano attraverso la stanza, tra i tavoli occupati, tra la gente. In testa al trenino che sgomitava tra la folla, le altre due, con Sandra in testa:
"Dai, Carol! Dove ci piazziamo? Ce ne sono pochi, sbrighiamoci!" 
Carol si guardò intorno, considerò tutti i fattori, sorrise a un paio di tipi...
"Lascia stare i bellimbusti! E rispondimi!" 
"Bellimbusti?!? Che roba è? Si mangia?"
"Mah, volendo... Ma resta concentrata: il tavolo 14 qui o il 15 lassù?"
E così Carol scelse il 15, dicendo che era il suo numero fortunato. 

In realtà era il tavolino più panoramico! 
"Però... C'è selvaggina interessante!" 
notò Wendy quasi cadendo dallo sgabello, ancora esaltata e agitata. 
"Troppi caffè, di certo, la caffeina è uno dei suoi vizi..." pensava Carol, accomodandosi di fronte a lei, dalla parte del divanetto. Dava le spalle al muro, tutto specchi. Così veniva notata anche la sua schiena scoperta, ma in modo discreto. Mettersi al posto di Wendy e dare le spalle a tutta la sala, l'avrebbe messa troppo in imbarazzo.
La sua amica era copertissima, per cui non c'era problema. Ugualmente Wendy si sentiva osservata: "Qualcuna vuole fare a cambio? Chi vuole sedersi qua?"
Nessuna volontaria: è risaputo che sullo sgabello anche una taglia xxs avrà un culone esagerato!
"Ok, nessuna... allora stringetevi e fatemi posto sul divanetto".

Si alzò in piedi e si sistemò i corti capelli spettinati ad arte, guardandosi nel grande specchio a parete. 
Amber si ritoccò furtivamente il gloss, Carol slacciò con gesto sapiente un bottone della camicetta, proprio nel momento in cui si sentiva lo sguardo di un bell'uomo addosso. Era al tavolo accanto, con la partner ma guardone... Carol poteva studiarselo nello specchio. Lui era nel tavolo d'angolo e le pareti aiutavano il loro furtivo gioco di sguardi.

Anche Sandra aveva trovato dei possibili obiettivi. E furba, fece la cortesia a Wendy: "Vieni pure al mio posto, mi siedo io sul trespolo!"
Così si sedette in bella vista, accavallando le lunghe gambe. Minigonna, stiletto, pochi gioielli e un trucco leggero: era una donna appariscente ma non volgare. Un bel vedere, a giudicare dalle occhiate morbose che convergevano, da vari punti della sala, sulle sue curve.

Ordinarono da bere, al cameriere vintage, con penna e blocchetto; i telefoni attorno squillavano ma il loro no.
Quando arrivarono le coche, Amber chiese al cameriere: "Potrebbe essere guasto?". Lui sorrise e non rispose: glielo avevano già chiesto delle altre signore, e gli apparecchi funzionavano benissimo. 

Il dj, in quelle serate, ogni tanto prendeva la parola dicendo: "Ragazze! Giù tutte le cornette per la prova suoneria! Parte il driiin driiin!" E difatti, quando lo disse di nuovo, videro che 
il loro apparecchio suonava. "Allora funziona... "

Davanti ai vicini si finsero indifferenti, anche se volevano sparire: "Che look sarebbe quello di stasera, Sandra?" chiese Carol. Un argomento a caso.

Lei la moda la seguiva poco. Lavoro, figli, e chi aveva il tempo? Ma immaginava che l'amica avrebbe avuto molti particolari da raccontare, per occupare quei tempi morti.

Sandra le rispose volentieri, amava la moda. Non era amareggiata per il telefono silenzioso, erano appena arrivate e  sapeva che
una buona pesca richiede pazienza.

"Dunque, non so se ha un nome, questo stile: gli abbinamenti li faccio da sola." Cominciò a spiegare con pazienza alle altre sedute attorno a quel piccolo tavolo. "Se scoprite le gambe, attenzione alla maglia: non guardate me, ho le spalle scoperte ma in generale deve essere casta, tipo un lupetto o una blusa non troppo scollat... ammazza! Hai visto quello???"
"Ho visto sì!" esclamò Amber. "Che bello... aww!"

Fine puntata 5, versione gennaio 2015
SV 2015 - puntata 5
By Nadia Semprini dreamer
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