venerdì 31 gennaio 2014

Paxù - Tiriamo le somme e buttiamo giù una sceneggiatura


Ora che il lavoro su Paxù e il mostro della prateria è ufficialmente corretto e approvato, si parte coi disegni. Come sapete, era già in progetto da Natale ma poi avevo ancora dei dubbi qua e là. Il disegno di Natale infatti ce lo mostrava proprio al centro, il nostro indio fascinoso:

La recensione però mi ha dato la fiducia necessaria per lanciarmi nel progetto. Ecco una versione 2014 disegnabile (segue sceneggiatura accurata): arriviamo in Brasile - quale anno migliore? ci sono anche i mondiali - e subito veniamo avvolti dall'atmosfera di un mercato. Se il disegnatore preferisce dilungarsi maggiormente sui paesaggi e sulle ambientazioni, c'è di ogni tavola la versione extra, praticamente doppia. 

I personaggi che conosciamo in questa tavola (o tavola doppia) sono il mostro Gelian, il venditore di magliette e Leandro, il giovane bulletto del villaggio che tanto ostacolerà i piani del protagonista Paxù. Lo conoscete, Paxù, eccolo qua:

Eccoci qua, provo a partire, determinata ma sofferente (ahia la schienaaaa!) con una sceneggiatura de "Il mostro della prateria - O Bugre" che sia disegnabile. Non cerco più la perfezione o la versione definitiva, mi basta che sia disegnabile. E cominciamo.

Mostro prateria agosto13  tavola 1.jpg

Terminologia: intendo una tavola divisa in sei vignette, che occupano gli spazi 1, 2, 3, 4, 5, 6. Quindi se ho una doppia, due singole e ancora una doppia avrò: 1-2 panoramica; 3 primo piano; 4 dettaglio; 5-6 totale del mercato. Ci siamo? Ho già chi sta provando a illustrare questa storia però se volete provarci, mandatemi i vostri lavori! I disegni migliori verranno pubblicati qui sul blog.

Tavola 1
Vignetta quadrupla 1-2-3-4
Totale di un mercato brasiliano, prodotti tipici sulle bancarelle, colore e folclore, sullo sfondo i palazzi tipici delle zone indicate, con le facciate colorate caratterizzate dalle cornici bianche attorno alle finestre. Viuzze strette, borgo raccolto. Spiccano nella scena, le t-shirt appese ed esposte che raffigurano alcune un simpatico mostro verde simile a un geco, altre il totem sacro presente nel villaggio degli indios.

Didascalia: Brasile, regione di Minas Gerais. Terra di tradizioni indios...

Venditore ambulante (fuori campo): Belle queste magliette, vero? Ne ho ordinate 5000!

Cliente (fuori campo): Ma come? Non hai saputo?

Vignetta singola 5

Didascalia: … non troppo gradite dal resto della popolazione.

Dalla parte opposta della stradina, Leandro, un ragazzo bianco in primo piano si rivolge ai due di prima, dalla carnagione più scura, quindi indios. Tutti sono vestiti normalmente in jeans o tuta, non troppo eleganti o di marca perché è una realtà generalmente povera (e si deve capire, abbigliamento sottotono ma senza toppe, dignitoso. Che poi andrà a contrastare con lo stile dei ricchi del posto).
Leandro: Ah, ah! Niente balletti in gonnellina stavolta!
Venditore di magliette: Non ci contare, bulletto!

Vignetta singola 6
Ravvicinata sul venditore di magliette, a mezzobusto e con un'espressione dispiaciuta, osservando una maglietta che raffigura il drago.
Venditore: Mi sa che ho scelto l'anno peggiore per investire nei souvenir...

capiamo com'è fatto il mostro Gelian
La rappresentazione sulle magliette è frutto della tradizione millenaria e - in questo caso specifico anche di un restyling commerciale, che rende il pupazzo adatto anche alla versione peluche (che si vedrà nella storia!) e altri giocattoli vari. Senza doverlo ricalcare fedelmente, mi piacerebbe comunque che mantenesse più o meno queste caratteristiche: derivare da un rettile o da un geco, camminare su due zampe come un dinosauro, avere un musetto simpatico e le foglie sulla schiena che sintetizzano la sua capacità mimetica. Poi la versione realistica e vera che si incontrerà nella storia potrà avere delle squame, delle protuberanze strane, comunque elementi che lo aiutino a camuffarsi nella foresta amazzonica. Considerando che spesso si nasconde anche in acqua. 


Il mio Gelian (per il disegno originale devo ringraziare mio figlio però) è cicciottello e dall'aspetto buono, come ci si aspetta da una creatura mitica che protegge la foresta. Le mie fonti di ispirazione sono state principalmente: 
la stazza di un drago pokemon imponente, dal quale prende anche le unghione 
il muso da geco gentile (evidentemente mi sono basata su questa foto per la forma)
faccetta simpatica, quando vuole :) Che abbia il verde giusto che si abbina a quello che darete alla foresta, mi sembra ovvio. Potrebbe avere chiazze di colore che assomigliano a fiori vistosi, è a vostra discrezione, miei disegnatori. E comunque il vero autentico Gelian originale resta il mio, gli voglio troppo bene! Ma comunque vediamo come verranno i nuovi Gelian della vostra visione.

A me piace tantissimo anche il personaggio dei Littlest Pet Shop, ma non vorrei che la mascotte della festa diventasse così pucciosa, perchè l'intento del venditore è raggiungere un pubblico vasto, di ragazzi e adulti. 

In caso, se vi va, si può fare una versione particolare per l'abbigliamento da bambini. Però ve lo dico subito, non vi impazzite troppo perchè le magliette si vedono in pochissime scene e non sono così centrali nella storia. 



Quindi ricordate, due mostri ben diversi, uno stilizzato e simpatico per il commercio, un altro più spaventoso e importante, mistico, magico, che nessuno ricordava con esattezza, narrato nelle storie e raffigurato nell'antichità nella maniera delle popolazioni precolombiane: 
   

Avevo elaborato una cosa del genere, per i disegni del totem (versione in basso): 
Il mostro della prateria, eccolo nel suo splendore: Gelian! Cosa ci fa in un ranch lo capiremo presto...

Del mostro vi basti sapere che a un certo punto interverrà nella storia, vivo e vegeto. E parlante.
Gelian magico!
Siccome chi lo disegna deve saperlo, vi dico già che dovrà creare degli effetti speciali sconvolgenti ogni volta che farà le sue magie: luci, bagliori, scintillii, dai stupitemi!
Gelian dolce!
Saprà interagire con i giovani e coi bambini, che lo amano tantissimo perché fa parte da sempre della loro mitologia, Gelian è la favola dei bambini e il pupazzetto è sempre esistito, non industriale e magari di stracci però i bambini, in questa mia storia (oh, come sono tenera e sdolcinata!) hanno nel cuore Gelian. E viceversa, lui ama i bambini. E ha a cuore la natura.
Gelian vendicatore!
E arriviamo al punto più drammatico, dove il mostro diventerà cattivo e feroce al momento di punire i cattivi, più grande e spaventoso. Come proporzioni, il mostro tranquillo è alto non più di due metri e mezzo; quando si arrabbia anche quattro o cinque! E può avere gli occhi rossi e altri elementi minacciosi di vostro gusto. 

Ricapitolando, dall'estrema stilizzazione del totem a lui dedicato, fino alla versione commerciale più moderna e alle due versioni reali, da tranquillo e da furioso, ci sarà modo di esprimere tutto il vostro talento, disegnatori! Nella versione reale furiosa, sono concessi anche extra come le ali di drago, ma senza snaturare troppo la natura di rettile-dinosauro della bestia. Cammina su due zampe, nella versione tranquilla. Sa mimetizzarsi molto bene finchè è nella macchia, ma purtroppo il suo colore verde spicca tanto nella prateria! Vedremo come farà a nascondersi agli umani :) 

Il venditore di magliette è un personaggio piuttosto importante, è una persona che cerca l'affare ma è un affarista della domenica, ne sa poco e di solito gli va male... Si contrappone al vero uomo d'affari della vicenda, che è un riccone molto potente, il signor Gunnsmith che apparirà nelle prossime tavole. Creare per il venditore un basso profilo, deve essere abbastanza simpatico, amato e integrato nella comunità degli indios - e poi vedremo bene in che modo - è pieno di contraddizioni perché ama le tradizioni e al tempo stesso ritiene che il villaggio degli indios, fatto di capanne e vita semplice, debba aprirsi al progresso e alla modernità. E' una persona complessa, un bel personaggio che fa da sfondo alla grande storia d'amore di Paxù e Meg. 

Leandro è l'antagonista di Paxù nelle questioni amorose. E non solo. Vive nel paese, un po' dove capita, fa lavoretti non troppo onesti. Molto giovane, biondo e sbruffone, vuole Meg e non lo nasconde. Si crede più bello di un "selvaggio" ed è portavoce, già in questa prima tavola, della tensione che regna tra i gruppi di origine europea, che hanno costruito le città e le miniere, e le popolazioni antiche della zona defraudate di risorse e dignità. 

Chi volesse creare una tavola doppia con più disegni, dovrà realizzare altre tre vignette di paese e mercato, e ulteriori primi piani di Leandro e del venditore di magliette, oppure dettagli dei totem sulla bancarella ecc. Ne potremo discutere eventualmente. I dialoghi non si possono cambiare, soltanto spezzare.

Ora vi metto il link alla correzione ufficiale del concept di Paxù su Fumetto Disney. Un estratto della valutazione:

"Non aspettatevi una correzione in senso stretto, nei lavori di dreamerTita e araba fenice ormai c’è ben poco che giustifichi il mio intervento o che le nostre amiche non possano perfezionare col tempo. È quello che hanno fatto in questi anni, raggiungendo un’ottima qualità, ma soprattutto maturando caratteristiche interessanti e personali, che rendono il percorso di ciascuna un esempio di come, continuando a creare e a sforzarsi di produrre qualcosa di nuovo e di migliore, ci si meriti davvero d’essere chiamate autrici.

Dreamer, quanto a produttività, è una vera macchina da storie: fumetti, racconti, romanzi, appunti di marketing editoriale per timidi e più o meno qualsiasi altra cosa si possa scrivere. Fra ciò che di più recente ha pubblicato su questo sito ci sono alcuni assaggi de Il Mostro della Prateria – O Bugre, una storia ecologico-avventurosa piuttosto impegnativa, soggettata per uno sviluppo di ben quaranta tavole. La sceneggiatura è solida, sostanziosa e con ciò che occorre a una lettura gradevole e coinvolgente. Secondo me, tuttavia, il suo miglior pregio è un altro.
Per questa rubrica scelgo in genere storie che oltre a essere apprezzabili presentino anche aspetti potenzialmente utili come modelli, perché gli autori sono incappati in qualche problema con cui prima o poi tutti facciamo i conti, o perché (al contrario) hanno già trovato soluzioni delle quali approfittare. Quello che Il Mostro di dreamer può insegnare è a evitare gli schemi scontati e gli stereotipi, insidie da cui non sono immuni neppure gli autori di mestiere e che possono minare una buona trama, facendola crollare nel banale.
La vicenda narrata da dreamer prende le mosse da un villaggio nella foresta amazzonica, dove una tribù locale prepara una celebrazione rituale. Il pericolo è enorme… per lo sceneggiatore, poiché si tratta d’una premessa talmente sfruttata che basterebbe un nulla a convincere il lettore che si tratta della stessa situazione già vista un incredibiliardo di volte. Ma in un attimo la minaccia viene sventata: lo stregone ha allestito… una bancarella di magliette commemorative fatte stampare per la cerimonia, e se da una parte si appresta a svolgere il suo ruolo tradizionale, dall’altra conta di fare qualche soldo con il turismo. C’è di più: nel prologo il protagonista si presenta dicendo “Mi chiamo  Paxù e sono un ventenne con un lavoro precario e una relazione complicata… Ah, un piccolo particolare: faccio parte di una tribù di indios”. Con poche parole tutto diventa normale, in quanto reale e condivisibile con la quotidianità del pubblico, ma assolutamente non banale. Un indio “vero” come personaggio principale non s’incontra tutti i giorni". 
[poi continua con le altre autrici... andate a leggerlo, è interessante] 
In conclusione (per quanto può valere), il mio più cordiale brava” a tutte e tre. E se è vero che ciò che capita all’inizio dell’anno vale come pronostico dei dodici mesi a seguire, la loro sarà un’annata di bellissime storie".

"Tris di donne" di Alessandro Sisti
in Fumetto Disney/correzione sceneggiature 08/01/2014 

Non dimenticate però che prateria vuol dire ranch e cavalli e fattorie, una realtà che confina con quella della piccola cittadina e con la foresta dove ancora sorge il villaggio di capanne degli indios. Quindi pronti a disegnare distese sconfinate di praterie più o meno brulle, a realizzare scenografiche cascate, fiumi, foreste lussureggianti e rigogliose, con flora e fauna adeguate. Tanta natura, tramonti, vegetazione; tanta civilizzazione con le città moderne (preparatevi bene su Belo Horizonte) e le fazendas più tecnologiche, grandi dighe e ferrovie che non guardano in faccia a nessuno. Un fantastico viaggio in una realtà verosimile, come me la sono immaginata fondendo caratteristiche della regione, fatti di cronaca su scala nazionale, un certo sistema di cose che è giusto mostrare e considerare. Non dico giudicare perché non posso, fatevi voi un'idea. 

   
Paxù, in una versione shiny (colorata in modo fantasioso), poi Sally (o Gem, ci sto ancora pensando a come chiamarla, alla sorella di Meg) e il signor Gunnsmith, il riccone di cui vi parlavo, praticamente il padrone di tutta l'economia della prateria... 

Ancora non sapete dove siamo? In Brasile, Minas Gerais, Miniere Generali, un bel posto:
   



Ouro Preto e le sue case colorate


città coloniali

Belo Horizonte

  
ma anche gli indios dell'Amazzonia, centinaia di tribù diverse! Paxù è un mix, non ricalca un costume specifico e vorrei che fosse anche nella versione realistica ispirato a tutte le tribù. E direi che per il momento è tutto.

concept originale di Gelian e
effetto grafico

A questo punto, buon lavoro!

venerdì 24 gennaio 2014

Fibro, i fumetti sulla fibromialgia

sottotitolo: io penso negativo

Oggi voglio scrivere tantissimo! E ora parliamo di una cosa brutta brutta, la sindrome fibromialgica. E se giocate anche voi a Quiz Duello, sappiate che la risposta al quesito è che la differenza tra sindrome e malattia sta nell'eziologia, ossia le cause, che nella sindrome non sono certe. E poi non dite che non vi aiuto!!!


Ok, ce l'ho e l'unica cosa da fare è provare a conviverci. Il mio modo è riderci su, alle volte. Spesso piango, è normale, altrimenti sarei pazza. "It takes a fool to remain sane", cantava un gruppo tempo fa, the Ark ricordate? Dicevano che in certe situazioni, bisogna essere pazzi per rimanere sani di mente. Già.

In onore della giornata mondiale della Fibromialgia & co.

Come sapete, sono anni che disegno Fibro e le strisce (anche qualche tavola) sulla questione della fibromialgia. Nella mia pagina facebook sull'argomento, chiamata 'Fibromialgia per le famiglie, ho avuto modo di parlare con un'amica, molto ma molto più preparata nel fumetto, Michela, a proposito di nuove produzioni sul tema.


Quanto mi fa arrabbiare Fibro!!! GRRR
Pagina facebook gruppo Fibromialgia per le famiglie: vi aspetto!

Fibro e Mariella presenti nella grande foto di Natale 2013

Fibro è un personaggio ingenuo e simpatico, ha una insopportabile nonna, Nonna Artrite, che lo sgrida quando sta tutto il giorno al suo computer (la sala di comando del corpo umano) e ha a che fare con tipi loschi come Cortisone e Morfina. 
Fibro rappresenta la fibromialgia, una malattia con una sua precisa personalità, che dispone a suo piacimento del corpo del malato, giocandoci tutto il giorno, e sfida con coraggio le medicine, che così non hanno nessun effetto. 
Una vita avventurosa, se non fosse che il corpo è quello di Mariella tutta Iella, che subisce le iniziative di Fibro nonché le sue lamentele: vorrebbe una padroncina più attiva, più vivace, più interessante, piena di difetti! Non si rende conto di esserne la causa, e i loro dialoghi diventano irreali. 
Fibro però deve confrontarsi anche con le altre malattie, tra le quali è poco conosciuto e rispettato, e ne soffre. Dal canto suo, Mariella invece deve scontrarsi con la dura realtà di medici ignoranti e prevenuti (per loro è solo stress) e con i ciarlatani che le vogliono vendere fantasiose cure miracolose.

uno dei primi disegni di Fibro, nascita di Nonna Artrite (è nata già vecchia, eh eh)


Beh, come vedete sotto mi sono offerta, aspettiamo di sapere che cosa deciderà, a me piacerebbe poter lavorare su questo tema, con i miei 14 anni di esperienza!  Ad ogni modo, intanto continuo con la mia versione. Non smetto il mio lavoro solo perché anche a un'altra è venuta la stessa idea (oddio, i primi tempi l'avrei fatto! che fifona insicura), allora se è per questo esistono tanti libri e video, in abbondanza. 
il tema declinato alla questione scuola, perché noi malate dobbiamo fare le mamme, pulire, girare... Dovremmo, ci si prova, si fallisce, bisogna sempre chiedere i favori, che palla

E ognuno giustamente prova a dire la sua, cosa ha significato, gli ostacoli che ci sono. Compreso il fatto che non in tutte le regioni viene affrontata nello stesso modo, dal punto di vista delle tutele (qualcuno passa la pensione, detta papale papale) e i medici hanno mille idee diverse, senza contare poi le medicine alternative, gli stregoni e i religiosi, cose orientali oppure biologiche, c'è da sbizzarrirsi... 


L'abitudine rende sopportabili anche le cose più tremende. (di Esopo)

Gli amici del gruppo non mi hanno raccontato le loro storie, uffa, lo avevo proposto già anni fa. Anzi è proprio lo scopo dell'iniziativa: 
Raccontate la vostra esperienza e in particolare come risolvete il rapporto con i familiari. Inoltre parlate di voi e di quello che fate, che pensate, che spastrocchiate... una vita piena di persone e di attività è una buona ricetta contro la depressione e lo sconforto!

Ma dovrebbero superare le paure, la cosa davvero importante è che il concetto arrivi. Ecco la conversazione di lunedì 13 gennaio, in cui le ho consigliato anche un tipo di fumetto che, se disegnato bene, potrebbe veicolare bene questo messaggio. Se fossi capace l'avrei già fatto :) 
Nadia: "Certo che è una buona idea!  Infatti ci avevo pensato anche io :D   ... Sono proprio curiosa di vedere un lavoro professionale e incisivo, per cui spero che tu porterai avanti degnamente questo progetto..."
Michela: "...Mi servirebbero le testimonianze anche di altri malati..."
Nadia: "Non ce l'ho mai fatta a raccogliere testimonianze... era il progetto a non convincere, ci vorrebbe un'idea shock. 
Il mio concept era fantasioso e fuori tema (Fibro è un pupazzetto perfido, ma non fa apposta. E Mariella la malata sembra esaurita. Non sarà mai un messaggio potente, ...non rende il dramma ), la veste giusta secondo me è oggettiva, da graphic journalism. Piccole tavole che presentano la situazione nuda e cruda, la frustrazione. E disegni realistici...
per un lavoro pubblicabile serve l'artista della matita (tu, Michela! So che sei molto brava, non fare la modesta!)... C'è tanto da dire e da far conoscere, bisognerebbe proprio farlo. Posso pensare ai testi...
Se invece vuoi fare da sola, permettimi poi di ospitarti nel mio blog, sei invitata fin da ora!"
Michela: .."Io li ho visti i tuoi fumetti...non so bene se fare qualcosa di tragi-comico oppure, qualcosa di serioso..."
 

Ho riportato i dialoghi (grossomodo) perché forse non si legge bene, più grandi non riesco a caricarle, le immagini. Sarebbe molto forte poter fare un fumettone shock. Chi ci sta?


Qui trovate Michela Tufano, su facebook, bravissima artista. Un piccolo assaggio del suo genere (se riesco a intervistarla, se trovo il tempo più che altro quindi se starò abbastanza bene...  le dedicherò più spazio):
    
(disegni di Michela Tufano)

Non ho molto tempo, in effetti, non me ne lascia molto la bastardissima fibromialgia - si dorme un sacco oppure c'è la stanchezza tremenda - ma mi piacerebbe davvero tanto poter fare una collaborazione su questo tema. E' complicato, non c'è molto da ridere e forse sbaglio col mio approccio allegro, boh... Certo che ormai Fibro è nel mio cuore e non posso abbandonarlo :)
Foto
Panorama - Carcerata ma contenta :( Non è vero

Fibro allora ve lo ricordate? Ho messo molti disegni in questo post, lo avete visto mille volte e c'è (ci sarà a breve) una stanza dedicata a lui nelle Gallerie Pisolone! E' ormai una star!!! Su, dai, non fatemi fare brutta figura, parlate di Fibro nel mondo :D
ciao a tutti!!!
Ehi, seguimi anche sul sito Fumetto Disney!!! >>> 
C'è la mia pagina, tutti i disegni e le storie degli ultimi tre anni e tante altre cose carine!!!