domenica 31 marzo 2013

Il mostro della prateria - come nasce 1


Una storia che nasce adesso, davanti a voi, passo dopo passo! 

Le scelte, le idee e i problemi tecnici che un lettore non si immagina neanche! 
Se non ve ne frega niente della preparazione, sapete già che questo blog ha nel suo menu di specialità anche le storie finite e pronte da leggere, e appena anche questa lo sarà, troverete proprio qui il link per gustarvela. 
Se siete curiosi di vedere cosa succede dietro le quinte, prego, accomodatevi! 


Una storia nel selvaggio west... che di western non ha niente,
 e forse non sarà nemmeno nel west!

Questa è una storia che mi incuriosisce molto perché il western è un genere maschile e lontano dal mio stile e dalle vicende che racconto di solito. Però volevo provarci. La trama - non temete - ha quel che di assurdo in stile Dreamer che vi intrigherà! E almeno non sarà una storia già vista!

Da dove cominciamo? Direi subito dalle immagini, che ho appena fotografato in questa notte di Pasqua 2013. Sono creativa di notte, embè?

Vi linko l'album su facebook intitolato proprio il mostro della prateria, dove ci sono tutti gli scatti. Anche quelli mossi! Invece qui in bella copia (si fa per dire! Sono foto bruttine ma seguiranno le immagini scannerizzate, e poi è pur sempre uno storyboard! Deve essere brutto...)

Parole nuove: STORYBOARD
In parole semplici, è una guida di regia che lo scrittore fornisce al disegnatore. E' normale che sia disegnato male e deve essere così, uno schizzo veloce.
Il numero di vignette per pagina sarà questo, ma le inquadrature sono da considerare: se il disegnatore ha un'idea alternativa su come inquadrare la scena, se ne parla e poi si decide cosa è meglio. Se volete una definizione più tecnica, dovrete aspettare le mie lezioncine di fumetto.

Ecco qua lo stoyboard delle prime quattro tavole:






Parole nuove: TAVOLA
E' come dire pagina, ma per essere tecnici si dice che tante vignette formano una tavola. Se ci pensate, anche nel disegno tecnico delle medie si parlava di tavole, vi ricordate le proiezioni ortogonali? Io ero negata...

Procedimento tecnico: la DESCRIZIONE DELLA SCENA E DEI PERSONAGGI 
Quando un oggetto o una particolare visuale, che sia una casa o una persona sullo sfondo, un albero o un fiume, serve in quel momento, in quella particolare vignetta, viene indicato dalla descrizione della vignetta stessa. Altrimenti, si descrive tutto l'ambiente una volta e poi il disegnatore inserisce i vari elementi dove preferisce, nelle vignette che mostrano azioni o dialoghi che si svolgono in quel posto.
Per il ranch, per esempio, dico all'inizio come è fatto e siccome non mi interessa per ora cosa si vede intorno e dietro ai personaggi, lascio libertà all'artista. Il quale però deve disegnare l'ambiente richiesto (qui una prateria tipo western), senza togliere elementi e senza crearne di nuovi. Cioè, mi va bene un cactus in più o un alberello, ma non si può inserire un grattacielo o l'oceano!

Per quanto riguarda Bob e i suoi aiutanti, non vengono descritti nelle vignette perché sono i personaggi principali. Si consulterà la lista dei personaggi per capire come disegnarli, e di solito ci si trova anche qualche disegno già pronto per ricordarsi bene tutte le caratteristiche, i vestiti e gli accessori.
Quella di Bob la vediamo subito:

Scheda di BOB
Nella sua caratterizzazione, si vede bene che, essendo il padrone del ranch, è più ricco e quindi vestito meglio. Nel look cowboy, chiaramente, magari ha il gilet o il cappello più bello... Indossa un gilet di pelle e un alto cappello bianco. (eccezione: se il disegnatore si ispira a un film o a un personaggio vero, si può decidere di cambiare questo abbigliamento e di renderlo come quello trovato. Sempre che sia migliore)
Il suo cavallo è il più bello di tutti. Ma senza esagerare, non è un tipo precisino ed elegantone, ma un uomo vero che lavora e si sporca. Ha qualcosa in più dei suoi lavoranti, ma senza fare troppa differenza. 

Ogni volta che dovremo disegnare i personaggi, o scrivere una battuta adatta al loro carattere, andremo a consultare le loro schede (ora per comodità le metto qui, andrebbero a parte):

Scheda di HUGH

Ha un cappello nero ed è più basso di Bob e di Nick. Ha una fidanzata chiamata Molly che ogni mese gli manda una lettera d'amore dalla città. Indossa una camicia azzurra. 

Scheda di NICK

Ha un cappello chiaro e un fazzoletto rosso al collo. E' alto come Bob, più alto di Hugh.

Scheda dei GUNNSMITH

Famiglia di vicini di fattoria di Bob. Significato del nome: gunsmith vuol dire produttore di armi, ma loro hanno due N nel cognome, mi piace di più.


Gli elementi tecnici che andrebbero in una sceneggiatura vera, li scrivo con lo sfondo giallino. Prima di tutto si specifica se come riferimento si prende una gabbia regolare a sei vignette oppure una gabbia libera. Nella prima versione era regolare, come l'avevo scritta; ma secondo questi disegni diventa più libera e fuori squadro. Solo la tavola 2 può ancora corrispondere a una doppia + quadrupla di una tavola regolare da sei vignette, per il resto sono stata più fantasiosa. Ed è per questo che serve un disegno per spiegarsi meglio. Non sarò molto precisa nei termini perché ancora non li ricordo perfettamente: più avanti passerò a correggere con l'elenco esatto sotto mano. Se aspetto che sia perfetto non cominciamo mai a disegnare! Ricordo inoltre che la sceneggiatura è solo un testo tecnico che non deve arrivare ai lettori (voi del blog siete fortunati a vedere questi testi segreti...) ma solo a chi disegna, perciò non deve essere letterario e poetico, ma soltanto pratico e chiaro. E se non si capisce, il disegnatore mi telefona o mi manda un messaggio. Facile, no?

Bene, ecco la foto mossa della tavola 1
Cosa succede qui? Ora ve lo racconto: ecco una prateria dove i cowboys portano al pascolo le mandrie. E' mattina e si sta partendo per andare ai pascoli. Si vede il piccolo ranch del protagonista BOB. Ci sono anche i suoi aiutanti Hugh e Nick. Si parlerà anche dei cattivissimi Gunnsmith, i vicini di fattoria che spesso si dimostrano ostili, dispettosi e anche violenti.



TAV. 1

Vignetta 1 splash page (a tutta pagina), può arrivare ai margini del foglio oppure no

Prateria con pascolo. Panoramica. Elementi tipici: erba per i pascoli, fiume tranquillo e basso (i cowboy li attraversano al guado, dove si tocca), qualche fattoria in lontananza. E le classiche montagne del west. Il ranch da cui partono è di legno con ampia veranda davanti. Il suo ranch è composto da una casa di legno con veranda, con accanto le stalle e altri edifici, recinti.

Titolo: Il mostro della prateria 
Lettere da usare per scriverlo: in stile far west, anche disegnato a mano

Vignetta 2 riquadro nella splash page
Bob porta al pascolo le mucche con i suoi due aiutanti, Nick e Hugh. Lui è già a cavallo.

 Bob, piano americano di profilo, a cavallo, rivolto a un aiutante. Leggermente dall'alto.

BOB: Presto! Dobbiamo portare la mandria al pascolo dei Gunnsmith!


Vediamo nel dettaglio la vignetta 2, che è appoggiata sulla immagine grande.
I due aiutanti che ho disegnato sono, da sinistra, Nick e Hugh. Infatti Hugh è più basso. 

Le immagini scannerizzate sono sempre un pochino meglio delle foto: ecco infatti la prima tavola nella sua versione migliore. C'è giusto un tocco di colore, per distinguere anche il cavallo scuro di Bob e i due aiutanti: Nick ha sempre il fazzoletto rosso, Hugh ha la camicia azzurra. Viso e fisico lo lascio al disegnatore, può fare come vuole. E attenti! Non è cosa da poco! Parliamo di questo argomento in un post apposta... sì, il gioco di parole è voluto. 





Pubblichiamo questa prima fase, poi parliamo un pochino del mio collaboratore Humberto dal Brasile. 

Si chiama Antonio Humberto de Cataldo e quando non parla in portoghese ci capiamo benissimo! So che ci sono problemi di lingua, così spero che la chiarezza di questo post lo possa aiutare. Visto che io so scrivere solo in italiano! Ma chissà, un domani, vedremo le mie avventure tradotte in tutto il mondo... io mi chiamo Dreamer e ho licenza di sognare, eh eh!

Vi mostro i disegni che ha realizzato per il mostro del lago (infatti dobbiamo creare un mostro che arrivi dalle profondità della terra ma che possa stare in acqua, insomma che sappia mimetizzarsi e nascondersi):

disegno di Antonio Humberto de Cataldo

disegno di Antonio Humberto De Cataldo


Va molto bene perché è mostrato da diversi punti di vista, con una gestualità varia eccetera. Magari gli mettiamo un vestitino, che ne dite? 
A questo punto, il post è già lunghetto e mi fermo. A dire la verità, sto accorciando un post chilometrico, ma quel che conta è il risultato, ho sentito dire alla tv...


Avete 3 possibili strade ora:
1) IL POST-APPOSTA sul difficile rapporto tra disegnatore e sceneggiatore
2) Il Brasile segreto
3)Un fumetto finito da leggere, a scelta tra

E poi vi aspetto per la seconda parte, che è già pronta, qui. Buona lettura, e se vedete errori e vi vengono in mente dei suggerimenti, non esitate! Commentate, che io sono contenta. Sinceri, ma senza offendere; del resto lo so che non raggiungo livelli da premio letterario, è un passatempo di una mamma che non ha fatto studi classici, tutto qua. Pura confusionaria passione... Ciao !!!

Argomenti trattati: 2.fumetti (tecniche e problematiche), 4. fumetti miei (lavori realizzati).

lunedì 25 marzo 2013

Dolore cronico ti odio

- Argomento n° 9, la Malattia (vedi pagina "Argomenti")

Cos'è il dolore cronico?

E' quando stai male da mesi e anni e nessun antidolorifico funziona, e a malapena dà giovamento la morfina. Non è una malattia simpatica, anzi ti distrugge la vita. Sei stanca e debole, ti gira la testa appena provi a metterti in piedi, come ti muovi ti fa male tutto, ossa muscoli e punti strani dove non dovrebbe esserci niente. Io ci convivo da tredici anni e vi confesso che mi sono ampiamente rotta le scatole. Ma non c'è via d'uscita, quindi dovrei smetterla di sognare una vita normale, è tanto semplice. Invece io voglio essere come gli altri, poter uscire di casa, vedere il mondo, divertirmi, socializzare. Sono murata viva e mi sento molto sola.

Una striscia (da disegnare meglio, lo farò presto) di FIBRO, il pupazzetto che impersona la mia malattia, mentre è inconsapevole del danno che procura: per lui è un gioco. 

Detto ciò, faccio fatica ad aiutare me stessa ma non per questo rinuncio a tentare di portare sollievo agli altri. So che è un controsenso, però se ci fate caso è così che succede; le persone sane se ne fregano di chi sta male, è una realtà. Persino in famiglia non c'è mai l'aiuto che servirebbe, in termini di comprensione e sostegno: il più delle volte il malato dà fastidio, rompe, e ci si vergogna di portarselo dietro. Qualsiasi dolore cronico sia, dalla banale vecchiaia con i suoi acciacchi alle svariate forme di invalidità fisica e mentale. La condizione in cui ci troviamo è quasi sempre la stessa: dimenticati, lasciati soli con le difficoltà, lasciati soli con i pensieri e le paure, che sono anche peggio dei problemi pratici.
Capito? Il problema più grande del malato cronico non è la scala, ma l'abbandono.

E' tanto che scrivo della mia condizione, e sono motivata a continuare per quello che mi rispondono gli altri malati. Che sia diagnosticata come fibromialgia, dolore cronico benigno o le varie sindromi da stanchezza, è una situazione dai contorni mai precisi. Non si riesce a spiegarla, perché arriva ovunque ed è un mix di tanti disturbi caratteristici di malattie più semplici: mal di testa + reazioni allergiche + problemi respiratori + disturbi del sonno + tremori + dolori ossei + fitte migranti... non si finisce più. Troppa roba e tutta insieme, nello stesso momento. Un male cane, un disagio enorme, non puoi fare niente.
Ho scelto questa immagine perché è fastidiosa: vedi come si intrecciano disegni diversi? Rami, pallini, arcobaleni, nuvole, troppo tutto insieme. Come la mia malattia, ti sovrasta e ti bombarda. Stressantissima e violenta, improvvisa ma tenace, quando parte non si ferma per ore. E giorni.

E mesi: non esco di casa da Natale, fate voi...

E' un mix di disturbi assortiti che i dottori non si spiegano. Molte volte non ci credono neanche, tanto sono pazzeschi e assurdi! Eppure è così, dolori strani e insistenti, che resistono a mille cure, e per giunta il medico ti ride in faccia dicendo che sei esaurita. Ed è offensivo, mi fa girare le scatole e poi, dopo tutto, non ho la cura che mi serve e devo tornare a casa col mio dolore e pure i rimproveri del dottorino di turno. Beh, se una malattia non si presenta come da manuale, non esiste, è semplice. Ma il colmo è che nel nord Europa e nel mondo la Fibromialgia è una malattia conosciuta e RICONOSCIUTA, vale a dire che se fossi svedese prenderei la pensione di invalidità. In Italia te la danno solo se conosci la gente giusta e ungi un po', io non ho le risorse per farlo "succedere". E mi attacco. Nemmeno in tv se ne sente parlare, tranne in ambiti meno controllati come la traduzione di telefilm o programmi stranieri. Non vorrei dirla troppo grossa, ma è come se qualcuno non volesse renderla nota: non c'è mai una raccolta di soldi, non pubblicizzano mai la giornata nazionale della Fibromialgia (che esiste), né è trattata in qualche rubrica medica. Non è strano?

              


Vorrei presentarvi una raccolta di testimonianze mix, per farvi capire cosa succede. Firmerò solo le mie.

"Non sai quanto bene e male mi fanno le tue parole.Da una parte è bello condividere dall'altra ho paura di somatizzare ancora di più. Vengo da una visita ieri di un genio di dottore che dopo aver nominato il cancro, aneurisma, pressione bassa, come cause singole del mio male, ha tirato fuori gli attacchi di panico (peccato che io sono psicologa,non che nn li posso avere,ma se pensi che hai davanti un paziente con tale sintomatologia invialo a chi di dovere non tirargli bombe in casa!) Invece quando ho chiesto di più mi sono sentita dire "facevo per dire":allora stai zitto, che per sentire discorsi da corsia va bene anche il bar! Scusa sono un pò inviperita."

"Non la affronto tanto bene questa situazione, no, vengo da una settimana tremenda e di profonda depressione e rabbia. Non contemporaneamente, la rabbia mi fa reagire, mi dà speranza di cambiare le cose, da un verso è positiva, mi spinge ad attivarmi. Quando sono depressa invece mi accorgo che è tutto inutile, anche arrabbiarmi, anche protestare, anche cercare altri punti di vista. E' un altalena, poi passa, poi arriva anche il momento tranquillo, senza troppe emozioni, né pensieri, come adesso che me ne sto al computer,anche se la schiena fa molto male e anche le stesse dita sui tasti fanno fatica a muoversi."- Nadia

"Noi ce la mettiamo tutta per spremere quel poco di vita anche se dopo ci toccano i dolori per averci provato."




"Per fortuna non è sempre tutto nero. Ma saprai bene che in quei giorni che vedi nero, non riesci a considerare che hai avuto e avrai qualche giornata di respiro, l'impressione è sempre quella di un tunnel senza fine, di negatività assoluta. Quello che mi manca è proprio qualcuno che sappia prendermi nei giorni neri e scuotermi, dicendo che però c'è anche un risvolto positivo. Ci vorrebbe così poco a tirarmi su, a farmi vedere rosa, mentre se aspetto che la negatività si esaurisca da sola, mi ruba delle giornate intere di vita. Un tormento che potrebbe finire prima, se qualcuno mi venisse in aiuto. Sbaglio?"- Nadia

"il mio medico mi ha risposto che la fibromialgia neanche esiste"

"Almeno riesco a distrarmi dal problema e dalle ansie e rabbie, grazie alla mia passione per scrittura e disegno, è un salvavita. Peccato che quando sto male forte si spegne ogni fiamma, non mi importa niente, fa male e ammazzerei tutti. Ma nelle giornate via di mezzo, si riesce ed è come attraversare l'armadio di Narnia e trovare un mondo dove sono perfetta così e non mi manca niente, dove sono felice."- Nadia



"Se sono positiva mi passa? Non credo. Non è una risposta emotiva, non è così, parte da sola, ti alzi la mattina e sei già tutta bloccata, e senza forze. Non dipende da episodi, certo ho pensieri come tutti, a volte belli a volte meno, ma non è che se mi arrabbio poi mi sento male, semmai è il contrario! Se mi incazzo o c'è un'emergenza che i figli si sentono male, ho dieci minuti di autonomia, tutta adrenalina. Poi stop. O forse ci sono ragioni più lontane, vai a sapere...Da piccola mi ammalavo in continuazione. Mi sono sentita sempre esausta, non ho mai fatto una corsa o un salto, non ce la facevo. E quanto mi prendevano in giro! L'insufficienza in ginnastica è da spararsi eppure era tutto troppo difficile e faticoso per me." - Nadia

Continuo la prossima volta, ci sono altre cento testimonianze almeno, di questa situazione difficile e ingarbugliata, che manda a rotoli famiglie e finanze. E per qualcuno neppure esiste! Certo, una mamma se lo inventa di negare ai figli i regali o anche soltanto una minestra calda quando tornano da scuola, sono proprio cose intenzionali!!! Ma  che vadano tutti a quel paese... 
Si ricollega al mio personaggio bastardo, Fibro, che rappresenta la malattia e ci gode a farmi star male. Un fumetto da perfezionare nella sua forma, chiaramente non sono una professionista, ma il messaggio arriva anche nonostante le mie incertezze stilistiche:

Trovi una carrellata di vignette su FIBRO in questo album della mia pagina facebook: Le avventure di Fibro

Eccone qualcuna, delle più importanti.
- La malattia che nessuno conosce e che non fa figura quando te ne vanti con gli amici
- Quando gli amici ti scaricano per uscire e divertirsi...


Sì, non sono cose simpatiche. E ancor meno i dolori, della cui compagnia farei volentieri a meno...
Vedi anche l'altro post di Fibro. Ciao e alla prossima! E statemi bene, almeno voi! <3

Fanfiction - puntata 1

Cosa succederebbe se potessi incontrare la mia band preferita? Ce lo siamo chiesto tutte, ragazzine sceme di ogni generazione. Anche se adesso sono una mamma, so benissimo cosa ho provato - e provo ancora, se c'è un attore davvero figo!- quando sognavo ad occhi aperti l'incontro della mia vita. Come ricordo perfettamente i miei primi amori e la felicità di vedere un sogno che si avvera, perciò a voi l'arduo compito di distinguere realtà e fantasia nella storia che sto per raccontarvi... (Se trovate un asterisco, rimanda a una breve spiegazione in fondo)

WHAT IF?
Una città imprecisata del centro Italia, vicino al mare. Estate.
Miriam è in vacanza dai nonni, va ogni giorno in spiaggia, si diverte con le amiche del posto. Due le conosce da sempre, Stella e Marina, mentre i nuovi acquisti sono Giorgia e Alessandra, le sorelle quasi gemelle. Hanno un anno di differenza ma non sembra, sono magre e alte, more e abbronzate. Come le altre due, invece, Miriam è arrivata da poco e quindi sfoggia una bellissima carnagione color mozzarella.

Miriam, biondina sorridente e frizzante
Stella, l'unica morettina del gruppo

"Che invidia! Le vedi come sono scure?" dice Stella, quando le sorelle si allontanano per comprarsi un gelato al chiosco. "Io divento rossa, mi ustiono, e poi torno bianca come prima!"
"Per me, " interviene la velenosa Marina, "c'è lo zampino dell'autoabbronzante, vedi che non hanno nemmeno il segno del costume?"
"Ma osservi proprio tutti i particolari tu?" ride Miriam, "Non vorrei averti come nemica!"
Alessandra, sicura ma troppo aggressiva

Giorgia, sorellina abbronzata

"Bene, allora guarda dall'altra parte, che sta passando il mio adone*: Christian!!!" la avvisa Marina.
E infatti sta arrivando un bel ragazzo, ma proprio bello! Miriam, tanto per non farsi notare, si è messa le mani sulla faccia e sta sbirciando...
"Ma fai apposta? Così ci vede!" le sussurra arrabbiata Marina, tirandole una ciabatta.
"Non è il tuo obiettivo?" ribatte Miriam.
"Sì, e venire ricordate come il gruppetto di sceme dei bagni 46! Favoloso..."
Marina, coraggiosa predatrice

"Se può confortarti, " interviene Stella, "da questa parte non si è nemmeno girato. Non esisti per lui!"
"Vuoi vedere?" dice Marina scattando in piedi e dirigendosi verso la sua preda.


Ma torniamo indietro, vediamo chi è questo Christian prima di buttarci tra le sue braccia! E' uno che merita o  il solito fighetto che pensa di essere il nuovo Harry Styles? Diciamo che la natura l'ha aiutato parecchio, è carino, alto 1.75, ben messo per muscolatura, camminata, convinzione... dai, fa la sua figura in mezzo agli altri! Gira col suo amico morettino, Lorenzo, che deve accontentarsi del ruolo di seconda scelta. Hanno lo scooter uguale, cambia solo il colore e arrivano in spiaggia puntuali ogni pomeriggio alle 3. Giocano a palla in acqua, prendono il sole, a volte trovano delle ragazze (grrrr.....) per giocare a beach volley.
Beh, in questo momento, Christian sa di essere il bello dei bagni 46, se la tira e non degna di uno sguardo le ragazze. I belli non devono faticare a cercare compagnia, semmai a liberarsene! E Christian ha imparato a considerare solo le ragazze che si propongono, con la faccia tosta.
Ma aspetta! Marina non ha quella faccia tosta! Cosa sta facendo? La figura di cacca è in agguato...
Le amiche trattengono il respiro terrorizzate - se lei arriva da Christian, dovranno nascondersi velocemente sotto i teli, scavare una buca nella sabbia o non so che cosa per sparire!!! Due, tre, quattro passi veloci e decisi, Marina fa lo slalom tra i teli stesi sulla spiaggia, tra le persone sdraiate, evita un bambinetto che ritorna col secchiello pieno d'acqua, finché è lì, a un solo metro da lui. Pensa che non l'ha mai visto da così vicino, forse a scuola, no, nemmeno lì, ma è vero? Deve solo attraversare il traffico di bagnanti del bagnasciuga ed entrare in acqua dove c'è lui. "Accidenti, ancora un passo e lo raggiungo..." Bonk! Una spintonata e finisce per terra, come un'oca. "Oddio, non voglio guardare, chissà come ride!" pensa Marina. Alza appena lo sguardo e lo sbircia, non si è accorto di niente, così fluttuante nel suo mondo che pare fatato*, così indifferente a tutto ciò che lo circonda. "Scusa... I'm so sorry!" si sente dire, e una mano tesa vuole aiutarla a rialzarsi in piedi. A quel punto porge distratta la mano al gentile straniero, ancora guardando verso il suo Christian, poi una volta su, se lo ritrova davanti alla faccia: vorrebbe urlare ma non ce la fa, è rimasta di sasso. Pensa a una somiglianza, a un colpo di sole che le provoca i miraggi: "Non è possibile, figurati se..."
Il ragazzo le sorride: "My name is Harry!" "E che non lo so?" pensa lei, ma riesce a balbettare a fatica il proprio nome: "Ma-marina" e l'altro, con un sorriso ancora più largo: "Nice to meet you, Mammarina!"

Lei prende e scappa, corre via dalle sue amiche. "Mammarina!" gli urla dietro l'inglesino. Anche Christian si gira - così ci hanno raccontato - a squadrare da capo a piedi il suo rivale, poi distoglie lo sguardo, con aria di superiorità. Considerando che se il tipo si ferma proprio alla sua spiaggia, saranno dolori!

Marina si sente male, la portano subito al bar per farle bere qualcosa di fresco (l'acqua della bottiglietta nello zaino ormai sfiora i 40 gradi) e per capire cosa è accaduto davvero. Attraverso la gente e gli ombrelloni, l'hanno vista cadere, poi sentita chiamare in modo strano. Marina ha gli occhi fuori dalle orbite e ancora non riesce a calmarsi: "Era lui, era lui..." Provano a farle vento e il barista (carino!) le chiede se c'è bisogno di chiamare l'infermeria. "No, sta già meglio, grazie!" risponde mielosa Stella, che lo trova molto più che carino! Miriam è preoccupata: "Sicura di star bene? Ma cosa ti è successo? Hai battuto la testa cadendo?"

Nel frattempo, sulla spiaggia si scatena il putiferio e l'inglesino subisce l'attacco di un gruppo di fan urlanti, tanto che la security lo scorta via, tra la curiosità generale. Gente che fa foto, video, ragazze che strillano: "C'era Harry! Aaaaahhhhhh!!!" A quel punto la spiegazione è evidente. Miriam le dà una pacca sul braccio: "Ma brava! Incontri Harry e non ci chiami neanche!" "E che ne sapevo io? Ci sono rimasta malissimo, stavo guardando Christian e lui mi dà la mano..." "La maaaano? Quale?" chiede Stella. "Non la lavare più!" rilancia Miriam. "Dai, la tagliamo e facciamo pagare il biglietto, va bene così?" chiude sarcastica Marina.
"Ma non è giusto, a te nemmeno ti piace Harry! Non potevo incontrarlo io?" fa Stella. "A te ti non si dice, e comunque non potete arrabbiarvi con me per una decisione del destino. E poi ho dato una culata non indifferente sulla sabbia dura del bagnasciuga!"

Torna il barista carino: "Stai meglio?" "Sì, va meglio,ti ringrazio. Sai, è una giornata molto calda." risponde Marina. "Molto hot vorrai dire!" le fa eco Stella. "Offre la casa" dice il barista che, per inciso, si chiama Omar. "Cosa fate stasera? C'è una festa al porto e ci vado con alcuni miei amici, se volete raggiungerci... Questo è il mio numero" e dà a Marina un fogliettino.

Un'ora dopo, sono a rosolarsi al sole senza smettere per un attimo di rimuginare sugli eventi straordinari della giornata. "Cosa diceva il tuo oroscopo stamattina? Prevedeva un evento del genere?" chiede Stella. "Non lo so perché, a differenza tua, non lo leggo! Come puoi credere a simili cavolate?" fa Marina. "Ce l'ho io il giornale, guardiamo! Di che segno sei?" dice Miriam, tirando fuori un quotidiano frusciante dalla grande borsa di paglia. "Bilancia..." "Senti un po': -I single potrebbero prendere coraggio e rivolgersi ad una persona che più di altre ha stregato il proprio cuore.- Mi sembra indovinato, no?

"Ma non parla di questo incontro fortunato!" dice Marina, "Vedi che non sa tutto?" "Oh, è anche troppo preciso: quanti mesi sono che vuoi farti avanti con Christian?" fa Stella.
"I single non troveranno forse l'anima gemella  ma, da qualche parte bisogna pur iniziare la propria ricerca.- Questo è l'oroscopo per te, Stella. Sei d'accordo?" "Mica tanto... E poi per una volta che Marina fa la coraggiosa, non è che diventiamo tutte fifone, ecco! Per esempio, io a San Valentino l'ho dato il bigliettino a Nicola!" "Dato? Ma se l'hai lasciato sotto al suo banco a ricreazione!" ride Miriam. "Embé? E' lo stesso..."
Miriam a Londra


A tardo pomeriggio, ritornano le sorelle Giorgia e Alessandra, tutte emozionate: "Non ci crederete mai, abbiamo visto che fuori dall'hotel Corallo c'è una marea di gente, e dicono che dentro c'è addirittura Justin!!!" "Infatti non ci crediamo!" risponde sdegnosa Marina. 

"Oh, fate come volete, peggio per voi! Noi andiamo a vedere se si riesce a entrare..." dice Giorgia, prendendo gli zaini e tirandosi dietro la sorella, che aggiunge: "Si dice su twitter che è stato anche sulla spiaggia, ma non si è capito bene in quale... Ma se non volete crederci fatti vostri!" "Sì, ciao ragazze, a domani!" risponde sbrigativa Miriam. 

"E per stasera? Non le invitiamo?" sussurra Marina. "Faremmo ancora in tempo, non sono lontane, ma ho  giusto un calo di voce improvviso, non posso urlare, e voi?" dice Stella. "No!" "Io neanche!" E dopo un po', ridendo, pronunciano tutte insieme: "Ma come siamo stronze!" 



"Cosa vuoi fare con Christian?" chiede Stella a Marina. "Non lo so... ci riprovo?" "Pensaci in fretta che sta arrivando! Ha finito il bagnetto ed è l'ora della tintarella. Sarebbe solo a cinque teli da qui, forse riesci a non cadere..." "E basta con questa storia, invidiose!"
Lui sta camminando sulla sabbia rovente come niente fosse, mentre il suo amico Lorenzo soffre e non lo nasconde. Beh, quando uno è figo non può fare smorfie! Arrivano ai teli, si danno un'asciugata veloce e poi si sdraiano. "Che lato b..." dice Stella. "Dai, vallo a salutare! Cosa può succederti di peggio del tuo incontro con Harry?" incalza Miriam. "Pensate che ci sono anche gli altri della band?" chiede Marina, che non riesce a risintonizzarsi su Christian. "Può darsi... Se non l'avessimo visto - cioè tu - non crederei a niente! Le sorelline parlano di Justin, significa che stanno girando voci di ogni tipo! Ufo, tornadi, un'altra fine del mondo Maya..." "Lui era lui!" afferma Marina "era il vostro Harry!".
Seconda puntata della fanfiction: clicca qui

* ADONE: essere un Adone o un dio greco significa essere molto belli! Adone era appunto un giovane bellissimo conteso tra la dea Persefone e la dea Afrodite - e in questa versione della leggenda passa metà anno con una e metà con l'altra- oppure amato da Afrodite - e ucciso per gelosia dal dio Ares. Bello come un dio greco si riferisce a Hermes, dio del Sole, che quindi è come dire bello come il sole.


*Citazione dalla sigla del cartone di Georgie che corre felice sul prato, nel suo bel mondo che pare fatato.... dai, la conoscete anche voi giovanissime, la mamma l'avrà cantata qualche volta! Se siete curiose, la trovate qui.
 

Intanto potete consolarvi, nell'attesa di nuovi sviluppi, con le altre storie: per una vicenda di amore non corrisposto, "Due ore", per un viaggio nel tempo "I Santi", che - preciso - non è una roba religiosa, ma Raffaello di cognome faceva così, lui è diventato famoso come Raffaello Sanzio, suo padre invece era Giovanni Santi. Che è la stessa cosa, ma "I Sanzii" faceva schifo! Per una storia di successo e moda, c'è "Jessie Mix".
Ciao, miei lettori!
Dreamer
 

sabato 23 marzo 2013

Pulcino Faustino



Faustino è un personaggio classico della mia produzione (qui sopra con altri personaggi originali), mi fa compagnia già da due anni ed è di mia ideazione. Prima di annoiarvi con una descrizione, vi mostro subito un lavoro di questi giorni, lo stoyboard per una storia breve. Si vede che c'è un certo studio sotto, no? Ta-dah! 













Dicono che nei blog bisogna sparare le migliori cartucce all'inizio, e questo è un lavoro quasi professionale, seppur molto ispirato ai canoni Disney. Che è la testata a cui ambisco, nientemeno! Dai, mi piacerebbe più di ogni altra, la seguo da quando ero piccola.

Poco bello, ma tutto mio! Come i figli, anche i personaggi creati li si vede più belli e interessanti di quello che in realtà sono, quindi perdonatemi l'entusiastica descrizione che sta per arrivare...

Nome: Faustino o meglio Pulcino Faustino
Cognome: ancora non ce l'ha (si accettano suggerimenti)
Animale: Pulcino
Segni particolari: piumaggio azzurro
Carattere: coraggioso, intelligente, istruito, modesto
Punti deboli: le pulcine! E la cioccolata spalmabile...
Età: giovane, se fosse un umano avrebbe già finito l'università, ma in anni pulcineschi non saprei!
Amici: Paperelfo e la redazione di giornalismo, Richard Stone il ragazzo mutante.



Come avete capito, Faustino si è già prestato ad alcuni crossover, appare indifferentemente in molte serie che ho scritto, dove però non cambia ruolo. Collaboratore esperto nella redazione, esperto scientifico nella vicenda del ragazzo contaminato. E' esperto ma non si dà troppa importanza, è felice di poter aiutare, spesso gratuitamente! Un pochino fesso, sì, ma in positivo, si chiama generosità. Una dote che oggigiorno sembra un difetto, ma nella fantasia vale quello che decidiamo noi e nel paese di Faustino mi piace che ci sia gente onesta e generosa. Chissà se nell'archivio trovo subito un immagine di Faustino...

Qui è ad Halloween, quindi ha una colorazione diversa, un po' come i Pokemon shiny! Penso che un pennuto qualunque, specialmente un pulcino molto composto come lui, desideri ogni tanto essere vivace, colorato ed esuberante come un pappagallo o un uccello tropicale, no? Si è divertito molto, non sembra anche a voi?

Ho preparato una piccola storia a fumetti con Faustino protagonista. Dovete sapere che ha avuto una ragazza, che era anche la sua migliore amica, però si sono lasciati. E lei sta con un altro, però lui non è molto convinto, gli sembra un tipo strano... Vediamo cosa farà in questa avventura: penserà al lavoro o all'amore? A proposito di bivii, presto avremo delle storie con finali diversi, ci sarà da divertirsi!

Intanto che scannerizzo i disegni (per ora solo i layout, figure abbozzate, non si capisce niente), cerco qualche altra apparizione di Faustino in rete. Sicuramente c'è su artcafé DeAgostini Passion, insomma quel sito del corso di Fumetto Disney dove ho postato la mia roba prima di aprire questo blog tutto mio. Su quel blog, qui trovate, con tutti i disegni di tre anni e le storie, nella mia pagina , se non ci credete! Ovviamente sono Dreamer anche lì, ma molti disegni sono firmati Semprini Nadia, sono proprio io!!! Dai, la fotocopia del documento mica posso metterla, e fidatevi un pochino! 

Tutto è cominciato con Polletto Jack:

Però mi sembrava un po' troppo semplice. Non è escluso che possa tornare come amico di Faustino, era un polletto sensibile e altruista dall'animo artistico. Sì, tornerà sicuramente!

Ho provato a rielaborarlo ed è venuto fuori qualcosa di più agile, snello, simpatico...



Poi come vi dicevo, è apparso nella storia di Richard Stone e di Paperelfo: 



Anche qui:



E qui, assieme agli altri pulcini/polli creati per la redazione, quello arancio, quello bianco, rosso, giallo ecc:




Ma si vede in piccolo. Lo ritroviamo un po' più al centro dell'attenzione qui, in un altra storia:
Tra tutti, è l'unico personaggio veramente mio, che ho studiato come muovere e rendere espressivo. Era impensabile iniziare a disegnare un fumetto dovendo inventare tutti i personaggi! Del resto sto imparando, non hanno la pretesa di essere fumetti professionali. Quelli che sto facendo adesso, forse, ci assomigliano di più. Io ci sto provando, studio un sacco e mi impegno ad applicare quello che ho imparato. Non posso garantire niente, solo che ce la sto mettendo tutta.

Ecco infatti che arriva, dopo tanta attesa, lo storyboard per la nuova storia di Faustino! Si vede che c'è un certo studio sotto, no? Ta-dah! 











Vedrete che belle quando saranno finite! La storia si capisce già, ma nel finale capiremo anche qualcosa di più del lavoro che sta seguendo ultimamente, sarà qualcosa di tranquillo o una missione supersegreta? Finiamo con una botta di colore, un Pulcino Faustino psichedelico!!!


Vi devo salutare, è tardissimo! Faustino vi consiglia di leggere quanto si sta impegnando Dreamer per studiare e chiedere e imparare... dove parlano proprio di questo lavoro coloratissimo! Adesso non lo trovo, è un sito enorme, con mille articoli e correzioni! E' molto carina la correzione di RE PISOLONE, un altro mio personaggio, che vedrete presto. Ecco tutti gli errori e gli orrori, ma sbagliando si impara! E io non me la prendo, con le melagrane ho riso parecchio anch'io!!! Per la correzione (con tanti complimenti per me!) clicca qui e non te ne pentirai!