domenica 15 aprile 2018

Pensieri dopo l'incendio - aiutiamo una famiglia

🏠 Aiutiamo una famiglia che aiuta.

Dove lo Stato nega diritti fondamentali e costituzionali,
ci mette una pezza la famiglia.
Dove i malati sono lasciati soli,
senza soldi e senza cure,
ci pensa la famiglia.

Ora una famiglia ha perso tutto,
una vedova pensionata
che già non se la passava bene,
ha visto andare in fumo la sua casa.

Su di lei poggia un'altra famiglia di 4 persone.
Su questa casa bruciata poggia la possibilità
per una persona fibromialgica
grave, costretta a letto 11 mesi l'anno,
di vivere la malattia in un habitat bonificato
(che evita ulteriori sintomi di sensibilità chimica multipla e fotofobia) e senza la preoccupazione di non sapere come risolvere i problemi pratici.

Il vostro contributo sarà investito nella ricostruzione, o se vi piace in qualche cura medica costosa che la persona malata sta rimandando da anni, in attesa di mettere da parte i soldi necessari. In ogni caso, per rimettere in piedi due famiglie,
cioè la "grande famiglia fibromialgica", che comprende per forza di cose anche un elemento esterno che si occupi della cura dei bambini, della casa, delle esigenze quotidiane, sostituendo la malata-casalinga-madre.
In tempi di crisi è più frequente che si pesi sui parenti, è difficile permettersi di stipendiare il personale dipendente (babysitter, lavanderia, cucina, badante nei periodi acuti). 



Non è equilibrato né giusto, una donna di 70 anni dovrebbe stare tranquilla davanti al camino coi suoi acciacchi, invece di correre dalla mattina alla sera, ma non si può fare diversamente.
Ovvio, poteva lasciarmi nei guai. Invece mi ha sempre aiutato. È un grande gesto, un'enormità di lavoro mai ricompensato, ora come minimo si merita di essere aiutata a riavere un tetto sulla testa. Voglio aiutarla, voglio vendere quello che ho, i miei lavori (se può esserci qualcosa che può piacere), poi devo trovare una specie di lavoro sfruttando le mie poche abilità residue. Mi servono soldi. Datemi qualche idea, qualche consiglio, non so da che parte cominciare... 

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