lunedì 12 febbraio 2018

Alla ricerca di frasi felici - 2 (devi devi devi)

"Alla ricerca di frasi felici - 2"
💙 Sei costretta a ubbidire alla malattia. Se ti ferma resti ferma, anche se "DEVI" fare e vuoi fare.

Cominciamo da una delle principali fasi della mia rinascita. Ne conto tre o quattro in vent'anni, non sono state molte ma ci sono state.
Momenti importanti, pietre miliari, punti fermi, conquiste che non sono state perse, anche se poi la tristezza va a nascondere tutto e vedo solo disperazione. Non sono tornata indietro ed è grandioso. 

🌴🌊⛵ E diciamo che non importa se nei periodi critici e di tempesta mi sento persa, naufraga, non so dove sono e dove devo andare. Diciamo che la terraferma non è lontana, è sempre lì e appena torna il sereno la vedrò e potrò raggiungerla. 
Oggi mi sforzo di essere positiva, dai. 

📚📔📖 La fase che è più facile analizzare è quella dei quadernetti, nel 2015... sentivo di fare costanti progressi e li annotavo. La prima grande regola è stata questa: "Fare quello che è giusto per Nadia". 



Abbastanza ovvio, direte, ma quando sei pressata da tutte le parti che alla famiglia servono soldi e devi lavorare, 
che alla casa serve la tua manutenzione e devi fare le faccende, 
che alla famiglia serve che ci sia da mangiare e da vestire e che sia pulito, 
quando le persone vogliono che reagisci e riparti in fretta perché sono stanchi di sostituirti, 
quando alcuni medici ti vogliono convincere che il dolore che provi è solo un'impressione (!?), 
allora hai in testa mille "DEVO", 
senti pesante la colpa di non aver perso il controllo della situazione, 
vedi che tutti sono delusi dalla tua poca performance, 
ti fanno fretta, perché secondo loro non ti impegni, non vuoi guarire... 

Devi 😠 - Devi 😠 - Devi 😠 - Devi 😠 - Devi 😠

Forse qualcuno sa fregarsene, sa difendersi, ha più spirito di autoconservazione; io no.
Io ho sempre voluto essere brava, fare un buon lavoro e rendere tutti contenti quindi questo "DEVI" me lo dicevo anche da sola. 

Il problema è che con una malattia cronica cioè che prosegue nel tempo, non puoi fare i miracoli che vorresti, sei costretta a ubbidire alla malattia. Se ti ferma resti ferma, anche se "DEVI" fare e vuoi fare. 
Volere non è potere, le malattie non scompaiono perchè non ti è pratico conviverci. 

Alcune malattie restano e sei tu che devi cambiare. 
E io l'avrei anche fatto, mi sono spesso impuntata e imposta col mio "Non ci riesco, come devo fare?" 

Ma la risposta che ottenevo, era sempre "trova un modo, perché le cose vanno fatte ed è il tuo lavoro", 
fino all'assurdo "se la malattia è il problema, allora sbrigati a guarire" o "se vuoi che qualcuno pulisca al posto tuo, lo paghi te. Quanto mi devi costare? Hai lasciato il tuo impiego e ora vuoi pure che ti paghi la colf? Vuoi fare la bella vita! La signora!!" 

Una guerra quotidiana. 
Tutti contro di me. 
Nessun avvocato difensore. 
Il mio interesse, la mia salute, la mia condizione non avevano nessun peso. 



😠😡Tutto doveva continuare come prima, non erano ammesse storie. 😠😡
Mi sembrava che il mondo girasse a rovescio, nessuno che volesse capire che stavo male e che non era uno sfizio, una vacanza, uno sciopero.
Tutti a urlare le loro priorità, cosa andava fatto, cosa dovevo fare, quanto fosse già catastrofica la situazione, quanto non fosse sostenibile per la famiglia tutta. 
Sì, ma io?

😭😖😵 Quando sei ridotta ai minimi termini dal dolore, non riesci ad essere fredda e razionale, a discutere con calma (a parte che tutti gli altri non erano disposti a discutere, avevano ragione loro senza 'se' e senza 'ma'. E io, che già mi dispiaceva di creare problemi per questa malattia, ero costantemente chiamata pigra, cattiva, stronza, stupida, menefreghista, di tutto e di più. Erano infuriati, offesi, nemici). 
Se urlavo o piangevo, perché non c'era altro modo di esprimersi, ero disperata, uno straccio - e ciliegina sulla torta, l'abbandono generale 💔 e immotivato era un dolore fortissimo 💔, lancinante - ecco che questo eccesso di emotività confermava la mia pazzia, ai loro occhi ero impazzita. 
🔬🏨🚑 Non basta la diagnosi? No. 

Anche dopo la diagnosi effettiva e regolare, nero su bianco, non cambiava nulla, perché qualche medico genio aveva detto "non si sa, può avere cause psicologiche" e la gente comune e ignorante confonde psicologia con psichiatria, confonde le normali emozioni umane che hanno anche loro, con il disturbo psichiatrico che è una cosa molto diversa. 
Quindi questo bastava a confermare la mia pazzia e dovevo solo smetterla con questa cosa, doveva tornare tutto normale e in fretta.

Devi 😠 - Devi 😠 - Devi 😠 - Devi 😠 - Devi 😠



Impazienza, insofferenza, rabbia, rancore, liti, rinfacciare... pensate in quello stess di anni (sono stati 16 anni di questa situazione, non 16 giorni! Ti consuma) quanto sia stato bello trovare chi si mettesse davanti a te a difenderti: "Ma cosa è giusto per Nadia? Cosa è bene fare in questa situazione? Cosa pretendete che faccia, se la malattia non si può curare e la fa soffrire ogni giorno? Come la state aiutando emotivamente? Le state vicino?" 
È stata la svolta. Decisiva. Erano aggrappati tutti a un sogno impossibile di normalità che io non potevo rendere reale. 

Fine parte 2

Nadia Semprini dreamer 
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Febbraio

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