lunedì 22 gennaio 2018

Racconto / Stregata dal coach - 2

Quella prima lezione si era conclusa troppo in fretta.
"Le quattro?! Ho un altro impegno, ora devo andare." mi disse, saltando letteralmente sulla sedia.
"Sì, ma cosa devo fare per la prossima volta? Non abbiamo parlato per niente dei progetti del nuovo anno..." Stavo parlando da sola, la porta si era già richiusa alle sue spalle, sentivo il motore della sua auto. Perfetto.

Il giorno dopo non si fece vivo, il giorno dopo ancora gli mandai un messaggio: "Ciao, non mi hai dato indicazioni per la settimana, cosa devo fare?"

"Hey hey hey! Per quale ragione mi hai scritto?" 
Non era mai semplice capire se fosse contento di sentirmi o incazzato nero. (Ops, espressione infelice ma la lascio, del resto è normale non vedere più i colori una volta che si entra in confidenza con qualcuno, io almeno non ci faccio più caso dopo un pò, divento daltonica. E non trovo modo migliore di rendere quel tipo di arrabbiatura, si dice così e basta. Piuttosto si potrebbe discutere sulla confidenza, lui è assolutamente sfuggente)

"Ti ho scritto per sapere cosa fare, mi hai garantito assistenza..."
"Ti interessano i bitcoin?"
No, ovvio che no! Perchè voleva sempre cercare di vendermi qualcosa? Era irritante...
"Non avrei niente da investire, mio caro" 
Licenza poetica, si dice, colloquiale, non è un "mio caro" effettivo, non glielo direi mai di persona... ormai avevo inviato, pazienza. Potevo aggiungere che mi aveva pelato, che mi aveva fatto spendere tutto in quel coaching carente e sfuggente almeno quanto lui, colpa sua se non c'era più un euro.
"Mio caro?" Rispose.

Ecco. Ottimo. Come potevo rispondere, come giustificare quelle due parole?
Continuò: "Ma lascia che ti illustri le potenzialità dei bitcoin".
Tenace il ragazzo. 

"Davvero non posso investire adesso. Quando ci sarà la lezione settimanale privata? L'ultima è stata dieci giorni fa."
Eravamo d'accordo che oltre alle lezioni a domicilio ci fosse anche una lunga lezione su Skype. E doveva inviare altro materiale audio e video, ma non era ancora pronto con tutte queste risorse, c'era da aspettare.

"Ci possiamo sentire venerdì della prossima settimana." Cosa non gli era chiaro della parola 'settimanale'? 
Non sapevo più cosa pensare: quello che mi aveva affascinato i primi giorni, ora col senno di poi assumeva un significato diverso e amaro. 
Era stato uno zucchero i primissimi giorni, poi ricevuto l'accredito  (la somma totale per un intero anno) il suo interesse era sparito. Non avrei dovuto fidarmi, lo so...

Tornai ai miei lavori, non ci volevo pensare. C'era un articolo da scrivere.
Mi aveva fregata e ci ero cascata come una stupida... per chi mi aveva preso? 
Per una milf in cerca di un cioccolatino? Magari per la festa delle donne, ok, non ora. 
Stavo iniziando un percorso serio e un insegnante grazioso sarebbe servito solo da motivazione, tutto qui. 

Odiavo che mi credesse soltanto affamata... ed ero arcistufa di quella storia. 
Ce l'avevo forse scritto in faccia che potevo essere ingannata? 
Perché ci avevano provato tutti? dai militari USA dei profili fake, tutti di alto grado e vedovi con figli bla bla bla... ai ragazzotti africani in cerca di un matrimonio di comodo, o pronti a offrirti là ospitalità per una vacanza... senza dimenticare i connazionali, desiderosi di rendere più peccaminosa una vita che va benissimo com'è. 

"Davvero non lo so, meno provochi e più si fanno i loro film, non ha proprio senso." dissi tra me e me, accorgendomi che ci avevo pensato, e anche troppo, e il mio articolo si era fermato alla prima riga. E se mi dava fastidio che mi offrissero tutti sesso, stavolta mi scocciava che lui non ci pensasse proprio. Facevo così schifo? 

Quel coach era nella mia testa, ogni momento. 



Mi regalai una pausa, una passeggiata. Vicino a casa, senza telefono, solo le chiavi. Un giro tra le campagne, per distendermi. 

Quando ritornai, trovai un suo messaggio, di pochi minuti prima. Lui era ancora attivo, in attesa di risposta.
"Ho apprezzato tutti i cambiamenti che hai fatto in poco tempo, l'adozione di tutti gli schemi che ti avevo consigliato." 
Oh, meno male. 
Forse un briciolo di impegno voleva mettercelo, dopo tante belle promesse.
"Grazie, mi sto impegnando"
"Non è sufficiente, devi fare esattamente quello che ti chiedo. Se non lo fai, non posso procedere nel trasferirti le informazioni e ci vorrà molto più tempo."

Ma che ingegnoso! Come per magia l'abbonamento annuale diventava infinito. Del resto era stato furbo, mi aveva venduto la sua supervisione nel tempo senza garantire dei risultati o almeno un certo numero di nuove competenze. Poteva diluire quello che aveva da offrire a suo piacimento. 
Volevo penetrarlo, arrivare al suo vero io oltre quella freddezza. 
Doveva pur esserci una persona là sotto. Non sapevo come fare. 

"Ma cosa te ne importa? Lascialo perdere!" mi ripeteva la mia amica Lola. 
"Non so come spiegarlo, ma quando l'ho conosciuto mi ha colpito talmente tanto, mi sembrava..."
"Geniale, affascinante, simpatico! Lo so, mi hai fatto una testa così, col tuo Hollywood"
"Sì, ma prima di quelle cose, l'ho sentito affine, uguale a me in qualche modo..."
"E tu saresti geniale, affascinante e simpatica? Modesta, soprattutto!"
"No, Lola, su un altro piano... era intrigante, e lui lo ha pensato di me, hai sentito la diretta, diceva di aver conosciuto una persona "intriguing"..."
"Magari non eri tu." Ah, le amiche! 
"Magari sì."
"Anche se fosse, ma non è, allora perché non è più intrigato?"
"Mi è successo altre volte, lo so che faccio questo effetto."
"Ma davvero! La sirena incantatrice!! Smettila"

"Ti ricorderai dello scrittore, lui aveva detto che ero arrivata nella sua vita come un treno che lo aveva investito... quel giovane modello si era arreso in pochi minuti... l'altro giovane che subito mi raccontò il suo amore proibito per un amico... l'altro scrittore ci trovava anime affini..." 
Guardando indietro, era un'attrazione mentale e fisica che avevo sperimentato di frequente. A volte più squisitamente cerebrale, altre volte mista, raramente solo sessuale. 

Coinvolgente, esplosiva, una calamita, stesse idee, stessi sentimenti, sentirsi subito uniti come fratelli eppure attratti, conoscersi da sempre
Frequenti nell'ordine di una persona su cento, o duecento. Sul web si incontra continuamente gente nuova, ci si annusa e scarta velocemente. La maggioranza. C'è qualcuno che ti convince quel poco che basta a concedere l'amicizia, e poi c'è chi ti affascina completamente e ti porta su un altro pianeta. Sei già perdutamente sua. Non è amore, è rispecchiarsi perfettamente. Forse è ancora più intenso.
È per questi momenti che vale la pena di cercare.

"Queste storie me le hai raccontate mille volte..."
"E hai visto i messaggi, non mi sto inventando niente".
"Lo ammetto, sei brava a pescarli. Cosa succede dopo? Come mai ti scappano via?"
"Non lo so. Forse ci ripenso e mi spaventa che abbiano tanto potere su di me."
"Mah, sei strana. Non sarà che non ti impegni? Si creano alte aspettative e tu devi essere all'altezza di quell'inizio col botto."
"Sì, può essere anche questo."
"Un giorno me lo presenti il tuo coach?"
"Non credo. Già mi dedica pochissima attenzione, non vorrei distrarlo di più."
"Sei egoista"
"Prenditi un coach anche tu"
"Lo farò"

Altri giorni di silenzio. Il peggiore acquisto della mia vita. Completai tutti gli schemi, nel modo giusto, almeno non avrebbe avuto più scuse per sfuggire. 
Poi arrivò quel venerdì. La mattina, puntuale, un messaggio.

"Ecco che annulla tutto" pensai. Invece confermava. Fui sorpresa. E contenta. Potevamo finalmente continuare il percorso, e potevo vederlo di persona. Mi piaceva averlo lì, concreto e... sfuggente. Seduto lontano, con la testa altrove. 
Concluse in questo modo: "E assicurati che in casa non ci sia nessuno, per la meditazione è indispensabile il silenzio."

Attesi con trepidazione per quelle lunghe ore fino al pomeriggio. Finchè non suonò il campanello. 

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