lunedì 22 gennaio 2018

FM - Discorso da amica ad amica

😙👍🐞Discorso da amica ad amica con me stessa
Se potessi parlare con la Nadia, cosa le direi? 

"è gennaio, ripartire, ogni anno è difficile", mi dicevo.
"Infatti sei una fallita, non mi aspettavo altro". "Non ce la puoi fare" "tutte scuse, il fatto è che fai schifo in ogni stagione" Di solito le rispondo questo, inconsciamente. Cattiva, eh?

Se però ci penso, scelgo la strada dell'affrontare il problema insieme, del sostegno. 
Credo che abbia un ruolo importante la percezione, più che le parole che si dicono. 
Voglio che la mia amica Nadia si senta tranquilla, che le malattie succedono e si superano.

Ieri infatti le ho chiesto che problema c'è. 
Niente di definito, ma sente più "pericolo" (ha usato questa parola). 

E il corpo reagisce così male al pericolo: insonnia, mal di pancia, stanchezza. Anche i sani. Reazione universale.  
Come punizione è più che sufficiente, non voglio infierire. E poi punizione di che? Le paure non vanno punite. Neanche premiate, è una questione diversa.

😇Una volta mi parlavo diversamente. Credevo di essere positiva e utile, dolce, ma amplificavo la cosa all'infinito: "eri partita così bene, guarda che succede come l'altra volta", "muoviti, se no arriva la scadenza"... 
Non davo sostegno, era come andare allo stadio e caricare i calciatori con "giocate bene, se no vi retrocedono!" "Corri, che altrimenti perdi come domenica scorsa!" "Vedrai che loro sono più forti di te..." "Adesso se non ti impegni sbagli il rigore" "te l'avevo detto di allenarti meglio!" "Sei brava, Nadia ma perdi ogni volta"

Non dà esattamente la percezione di sostegno, di tifoseria entusiasta...
 prospettavo la catastrofe a me stessa, continuamente, e lo dicevo a una persona già molto allarmata di suo... 

C'era la buona intenzione forse, pro e contro, "sei intelligente ma non hai carattere" "hai le capacità ma non ti applichi" "hai la volontà, ma non ci capisci niente, è troppo difficile... ma sappiamo quanto il cervello evidenzi in fosforescente le cose negative e ignori gli eventuali complimenti. 

😕 "hai scoperto delle cose sul cervello, usale!" Si dice la Nadia, che è molto teorica e poco pratica. Per questo non interviene in aiuto della sua amica.

Quando lo sai, ti puoi regolare. 
Di base, il cervello vuole avere ragione e cerca conferme, se è già negativo ascolterà solo il negativo. 
Ora che è ancora in bilico tra neg e pos, è solo questione di dosi, se c'è abbastanza input positivo prevarrà quella idea. Perchè il negativo è percepito doppio.

Ho provato a dire a Nadia, la parte malata, di essere pos anche lei, ma non può. 
È il dolore che impedisce questa positività? Forse. Spesso disturba, in effetti. Fa male.
Il dolore la rende passiva, ferma. Non collabora a nessuna strategia. 

Un tempo avevo solo una missione:  "glielo devo dire (ogni volta che penso però!)", dicevo alla Nadia che aveva infiniti difetti da correggere. Così poi lo sapeva.
Li conosceva già.
Ma continuavo, come se cambiasse qualcosa. Certo che cambia, diventa soffocante! Sapeste quanto posso essere assillante...
Col risultato che la mia amica non mi parlava più.
Era cambiata l'atmosfera intorno, e anche nel dialogo interiore, si sentiva sotto pressione, giudicata e colpevole di dare una delusione.

😣Mai una gioia!!!! 
Solo questa ansia perpetua, mai una risata, mai un complimento, un gioco, tempo insieme. E le coccole? E un bel film? Musica? Un regalo per sè? 
"Non posso, non valgo, non ho la precedenza, prima gli altri", dice.

Già questa mia amica è in cima, già si odia perchè non ha il controllo di questo fatto (malattia, ingiustizie relative), non le fa bene vedere che tutti si allarmano, che se stessa si allarma!!! 
"È finita! Affondiamo!" Basta uno sbaglio ed è già Titanic.
Il panico generale le ritorna indietro come un boomerang. 

Per quel molto che la conosco, in quei momenti reagisce meglio all'atteggiamento protettivo, fiducioso e incoraggiante: "hai fatto dei buoni mesi quest'anno, hai una bella rincorsa di cose belle e impegno e non devi fermarti per così poco, credo che minimizzare e tornare presto in sella sia la soluzione giusta." "Sei una nave indistruttibile" :)
Non si sa mai quale sia la ricetta giusta, ma comportarsi da amica (e mamma, anche) con questa entità che vive con noi, col nostro 'io' può essere un inizio. Siamo tanto crudeli con noi stessi. 

😈Non tratterei così male neppure la mia peggiore nemica! Ha senso? 

( Tutto questo vi può sembrare stupido ma fidatevi, è una riflessione a cui ti costringe anche lo psicologo, nel percorso terapeutico. E ti spiazza. Assurdo, strano, innaturale.
Ma se non sai come trattarti con dolcezza, come puoi amare il tuo prossimo?)  

Nadia Semprini  * dreamer
Nuovi post 2018

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