martedì 7 luglio 2015

Seduzioni Virtuali 8

Siete arrivati alla puntata 7? Tutti in pari? Ok, si continua!!!

Seduzioni Virtuali 8

Un bacio molto reale... 

"Tu?" disse Carol sorpresa. 
Sorpresa e arrabbiata. "Tu mi stai seguendo? Adesso ho la mia vita e..." 

Lui la spinse dietro una colonna e la zittì con un tenero bacio.
Appartati, nascosti, in quella bella nicchia piena di arabeschi e suggestioni esotiche. Un attimo di paradiso.

Era Carter, il suo ex fidanzato. Uno dei suoi ex fidanzati, non l'ultimo.
Erano passati due anni dall'ultima volta che l'aveva visto di persona.
Ma come stalker era andato avanti a lungo, appostamenti, messaggi, fiori.

Si lasciò baciare, docile. Carter baciava così bene! 
Poi però lei: "Devo andare, sono in compagnia" sgusciò via dall'abbraccio, "Lui mi aspetta".
"In compagnia, eh?" Le chiese con aria divertita. 
L'aveva già vista con le amiche, l'aveva seguita tutto il tempo (era uno stalker professionista ormai) da quando era entrata, e non c'era nessun uomo.

"E com'è questo tuo amico?" la prese in contropiede, cosa poteva inventarsi? 
"Ehm... lui è... molto meglio di te, e poi non sono affari tuoi" rispose agitata. 
E uscì dalla stanza orientale.

Raggiunto il tavolino delle amiche, buttò giù il suo drink - anzi quello di Sandra- tutto d'un fiato. Doveva riprendersi, e dimenticare, forse.
"Vacci piano, Carol! Sai che non lo reggi, l'alcol!" si preoccupò Wendy.
"È successo qualcosa, guardate come è sconvolta" indovinò Amber.

Sputò subito il rospo:" Ho incrociato Carter." 
E sospirò, preoccupata."L'avevo visto, prima... ma non ti ho detto niente perché dai... ti ha fatto così male..." 
Carol sorrise, di gratitudine.
Amber le si avvicinò e le mise una mano sulla spalla: "Per fortuna ha una nuova ragazza e ora ti lascerà in pace. Comunque non è un granché, l'hai vista".

Se faceva male! L'aveva ingannata ancora.
Il solito Carter, egoista, bugiardo, traditore!
Non raccontò del bacio, si sentiva troppo stupida.
Continuava a incontrare gli uomini più sbagliati, per questo non voleva più saperne.

"Pronto? Per me? Sì, mi chiamo Amber, tu?" 
Il telefono continuava a squillare e le amiche si divertivano tantissimo. 

"Beh, almeno per loro è una bella serata..." pensava Carol, improvvisamente triste. 
Tristezza che credevano collegata alla sbornia, nessuna domanda.
Se avessero indagato un po', avrebbe tirato fuori tutta la rabbia per esserci cascata, tutto l'amore-odio che provava per Carter, quella storia durata cinque anni.
Anni bellissimi, anni di ferite continue.
Anni da scordare.
E comunque era un pessimo padre per Nicholas, meglio così.

Si guardò attorno, la sala telefoni era meno ordinata che in partenza, la gente si spostava, socializzava, c'era un'occasione di parlare faccia a faccia, dopo tanto virtuale.
Interessante.

E infatti: "Aspetta, ti raggiungo lì!" metteva giù Amber vittoriosa.
"Carol, Wendy, indovinate?! Sì, era il biondo del tavolo 3!!! Non ci posso credere!" 
"Dai, veloce, ti aspetta" Wendy la spinse via ridendo.
Riso amaro, dato che piaceva anche a lei! Lui poi, che tipo: prima le fa gli occhi dolci, poi fa lo stupido con la sua amica!

Amber era biondina, carina, chiunque l'avrebbe preferita a Wendy.
Rimaste sole, visto l'umore strano dell'amica e il proprio, con le scatole girate, Wendy sorvolò: "Ah, questi sono i moduli per lo speed dating? Bene, vi conosco abbastanza per compilarli tutti!" 
Inforcò gli spessi occhiali:" Non resta molto tempo, velocizziamo..." 

Tanto Carol non l'ascoltava, era assorta nei pensieri.
Guardava la folla, il posto era piccolo e prima o poi sarebbe passato anche Carter con la sua nuova tipa. Voleva proprio vederla.
Quella stronza.

Niente da fare, quel bacio aveva fatto risorgere un sentimento forte. Da combattere o da assecondare?
Da quel momento il tavolo 15 perse ogni appeal. Sembravano una zitella disperata e un'acida bibliotecaria.

L'altra, Sandra, era al tavolo di Benjiamin, a tentare la sorte. 
Lui però non cedeva."Ahah, tutte mi vogliono! Forse, se mi paghi abbastanza..."
"Ma sei scemo?!? Dovrei pagarti?" scattò offesa. "Ma cosa credi, che non troverei lo stesso? Cioè, dico, pagare?!?" 

Era difficile lasciare Sandra senza parole, ma questo proprio non se lo aspettava.
"Ti ho detto come funziona, poi decidi tu. Sono fotomodello, sono bellissimo, se vuoi usarmi paghi."
Alla faccia del romanticismo! Sandra stava per dargli un pugno nei denti. Ma che gente...

Girò i tacchi senza neanche rispondere, lo sentiva ridere.
Poi, a due tavoli di distanza, fu raggiunta dall'ultima frase: "Quando cambi idea, sono qui!"

Sandra tornò al loro porto sicuro, il 15. 
"Grrr! Gli uomini come quello mi fanno imbestialire!" 
Carol la guardò, mordendosi la lingua per non lasciarsi sfuggire un "A chi lo dici".

 No, era una serata di festa, doveva divertirsi, lo doveva alle sue amiche: "La pista è bellissima, andiamo a ballare un po'?"
"Fantastico!"esclamò Wendy, "passo anche a consegnare i moduli compilati" 
"E cosa hai scritto di me? Fammi vedere!" 
"No, Sandra, lascia, devo portarli subito sennò non ci inseriscono" 
E corse via coi cartoncini.

"Chissà che uomini troveremo! Avviso Amber..."disse allegra Sandra, resettando in fretta lo strano incontro con Benjiamin il gigolò.

Stava per prendere il cellulare dalla borsa, "anzi no, usiamo questi bei catorci, giro la rotella, chiamata per il tavolo 3!"
"Mi manca fare i numeri sul telefono a disco..." commentò Carol, "dieci cifre, dieci giri, era divertente!" 
"Shh, risponde... sei il biondino? Me lo passi? No, non mi importa se ha la ragazza! E non lo so come puoi interromperli, ma fallo..."
Carol guardava la faccia imbarazzata - non era lontano, lo vedeva dal tavolo - del ragazzo al telefono, anzi un uomo, ma ugualmente in difficoltà. Che ridere!

 "Diglielo, dai!"
E Sandra smise di infierire: "Ahah scherzo, sono un'amica di Amber, la ragazza che è lì..."
"Ma che significa?" disse lui.
La bionda rubò la cornetta: "Scusale, si divertono così!"
" Ehi bella!" le disse la sexy Sandra "Ti lasciamo il tavolo, andiamo a fare due salti di là, latino americano!" 

E poi: "La aspetto qui, ragazze! Il biondino dice che se lasci il tavolo ci mettono altra gente... ordino qualcos'altro. Tu, Carol, prova questo mio rossetto, che il tuo è già andato via"
"Davvero? Me lo mangio a volte... Che bel colore! Grazie, torno subito". 

Da sola, davanti al grande specchio del bagno, era di nuovo preda dei suoi pensieri, contenta di poter cancellare le tracce di quel bacio.
Insignificante, inutile, clandestino, stupido, meraviglioso.

Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati. 

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Leggi la puntata 9 (presto qui, ma potete leggerlo intanto nella pagina facebook Dreamer s&f)

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