giovedì 2 luglio 2015

Seduzioni Virtuali 6

6/ se non ci fosse Sandra...

"Ammazza! Hai visto quello???" Sandra si era fermata... e per interrompere un discorso lei, ce ne voleva!
"Ho visto sì!" esclamò Amber. 
"Che bello... aww!"
"Dove si siede? Guardate dove va!!!" lo seguì con gli occhi Carol.

Roteando maliarda sul suo sgabello, Sandra si girò indietro, ma: "Porcapina! La colonna! Non si vede da qui!!!" E non serviva nemmeno alzarsi in piedi! "Dai, Wendy vai a vedere."
"Sempre io, uffa". Se a Sandra serviva una spia in incognito, mandava Wendy, la meno femminile di tutti. In questo caso, il suo essere insignificante era un vantaggio. Non si manda un'amica più bella a cercare il tipo che ti piace.

Ed era così da sempre, era un lavoro per Wendy. La pregavano tanto, e lei cedeva.
Però era contenta. Negli anni si erano perse di vista e sembrava che la vita le avesse trasformate irrimediabilmente, invece non era cambiato nulla! Eccole lì, le 4x4! Le quattro amiche a caccia di emozioni! In un luogo rassicurante, una serata telefoni come ai bei vecchi tempi! 

Wendy avanzava. Era un pochino imbarazzante camminare tra i tavoli da sola.Sembrava che tutti la guardassero. Sì, le gambe erano nascoste dai leggings, rinforzati per giunta nei punti critici, il top carino e nei colori moda: era perfetta.
Ma quella sensazione rimaneva, mentre dentro si sentiva anche qualcosa di strano, di positivo. Le piaceva quell'ondata di coraggio ed incoscienza che cresceva piano. Quel coraggio che l'aveva portata nei momenti più belli, ma anche rischiosi...

Si sistemò nervosamente i corti capelli sbarazzini... Si voltò verso il loro tavolo, le amiche le sorridevano per incoraggiarla. Sospirò e andò avanti. Osservò bene la situazione: la stanza era predisposta per dare motivi di pascolare avanti e indietro, non era così insolito vederla lì, anche se seguiva quel bel ragazzo...
Insomma le era successo anche di peggio, di seguire qualcuno nel modo più evidente possibile, in strade isolate o stanze vuote.
Qui almeno c'era movimento: in un angolo c'erano dei gadget, in un altro il bar, con tanta gente che si avvicendava.

"Ma sì, nessuno farà caso a me... " si disse.
Sentì vibrare il cell nelle tasche. "Chi sarà adesso? Oh, pensa..." 
Era un uomo conosciuto quella settimana su internet, in un gruppo sui libri. Avevano apprezzato lo stesso autore e così le aveva chiesto l'amicizia. 

Aprì il messaggio: "Ciao bellissima! - e fin qui lo aveva già letto nell'anteprima... forse troppa confidenza? Wendy non si sentiva bella, ed era diffidente quando trovava dei complimenti - ho letto anche il secondo volume! Hai whozzapp?"

"Uffa!" sbottò. Odiava quella domanda. Da lì in poi, di solito, il discorso si scaldava. Lo sapeva. Succedeva sempre così...
L'aveva tolta, quella applicazione. Anzi non l'aveva mai avuta. Per qualche motivo si era convinta che chiedere di passare sull'altro "canale" costituisse una esplicita richiesta di prestazioni sessuali.
Per questo si bloccava, trovava scuse, diceva di avere un tablet invece del telefono, perché le avevano detto - ma non lo sapeva per certo - che senza numero e sim non poteva funzionare.
Se avesse chiesto conferma ad amici sarebbe risultato solo un discorso di comodità, però leggendo quei vecchi messaggi di Herbert si poteva anche giustificare il malinteso di Wendy.

Se ti scrivono: "Voglio vederti tutta, hai la tale app?" o "Così è noioso, mi stufo a scrivere, ce l'hai la tale app che così ti parlo e ti vedo?", è automatico fare due più due. E pensare che sia un programma specifico per le 'distrazioni'.

E così Wendy si fermava lì, non andava oltre le chiacchiere audaci. Sapendo che era la mancanza di un app a farli demordere, aveva la perfetta scappatoia. Facile facile. Un modo come un altro per fuggire dalle attenzioni indesiderate.
Evitava di inventarsi complicate questioni, poteva fermarli subito, e senza ripercussioni. Alcuni erano anche uomini carini, ma era un sistema innaturale per lei. Preferiva di gran lunga conoscerli realmente, di persona, senza passare per queste tappe obbligate. 
Mise via il cell. Tornò a spiare il tipo di Sandra. 

Nonostante la noia del messaggio, anzi fortunatamente distratta da esso, Wendy procedeva nell'inseguimento, più tranquilla di quando era partita. Quel punto in particolare era di accesso alle due sale, trafficato, per cui ci si poteva confondere benissimo tra la folla.

Non l'aveva confusa con le altre un bel biondino del tavolo 3, che sia all'andata che al ritorno le aveva sorriso! Lei lo aveva visto solo adesso, non male!!! Quasi meglio del buttafuori dagli occhi azzurri... Anzi molto meglio!

Questo incontro spazzò via il brutto pensiero riguardo all'appassionato di libri decisamente maniaco.
Non gli sorrise come fanno le civette, vistosamente, ma incrociò il suo sguardo, contenta e timida: il biondino però aveva capito.

Tornò alla base: "Missione compiuta: il tuo tizio è al 17".
"Alé! Il 17! Cominciamo bene!" commentò Amber.
La nostra amica che quando beve un po' di più combina disastri...
"Non siamo superstiziose noi, giusto?" sdrammatizzò Sandra, "Sono nata di venerdì 17 e guardate che meraviglia!"

Sandra poteva dirsi una leader, ma non esprimeva aggressività o prepotenza. Era una trascinatrice grazie al suo entusiasmo, il carisma, l'esperienza di vita.

Amiche fin da ragazzine, dai tempi delle medie, ma il lavoro dei genitori l'aveva portata lontano per vari periodi, dai quali lei tornava con mille avventure da raccontare. Probabilmente se le inventava, perché era impossibile avere argomenti nuovi ogni mattina!
E spesso il contenuto degli aneddoti erano stupidate o figuracce normalissime, come accadeva a tutte loro. Era Sandra, con la sua parlantina, e il suo charme a rendere tutto speciale, a radunare attorno a sé l'intera compagnia.
"Se non ci fosse Sandra, avremmo un po' di amiche anche noi! E più ragazzi!" Wendy e le altre erano così invidiose di quel carattere solare... 
"Tieni, Carol, ho fatto il numero" Wendy le passò veloce la cornetta. Avrebbe voluto avere il coraggio di fare subito il 3 e contattare il biondino, ma non l'aveva... quindi prima le altre. Andava sempre così.

Ovviamente, essendo un allestimento vintage, c'erano vecchi apparecchi, senza tasti. Carol non sapeva più neanche tenerlo, quel telefono, era strano...
"Pronto? Tavolo 17! Sono Paolo". 
E poi perché doveva sbrigarsela lei? Non le piaceva neanche, quel tipo! "Ehm... tieni Sandra parlaci te!" e le passò la patata bollente.
"Ok, faccio io..." non se lo faceva ripetere due volte! " Pronto, sei quello con la camicia blu? No? Allora sparisci, passami l'altro!"
"Che cattiveria!" 
"Sei tremenda!" risero le amiche.
In fondo, senza una Sandra, non si sarebbero divertite così tanto!!!

Fine puntata

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versione gennaio 2015 By Nadia Semprini dreamer
Tutti i diritti riservati.

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