mercoledì 1 luglio 2015

Seduzioni Virtuali 3

Autobiografia liberamente adattata all'indole ribelle di 4 donne intense e irrisolte. Verso la felicità. 

3- LE AMICHE HANNO LA PRECEDENZA

Wendy e Sandra si erano allontanate dalla festeggiata che, impegnata a chiedere il resto a una guardarobiera pasticciona, non si era accorta di niente.La serata di speed dating era un bel problema! Sandra considerò che poteva essere utile distrarsi con un gioco.
Quale migliore occasione per parlare a quattr'occhi col ragazzone muscoloso della palpatina di prima? 
Per vendicarsi, certo. Oppure no, perchè era veramente carino!!!

Wendy però sosteneva ancora l'idea precedente. Lei non cambiava opinione ogni cinque minuti come Sandra!
"Non siamo dell'umore stasera! E poi Amber si è appena lasciata e non puoi metterla a un tavolo a conoscere pretendenti..."
"E a me non ci pensi?" le sorrise ammiccante l'amica sexy. "La sottoscritta non ha mai indetto lo sciopero... io avrei tanto piacere a conoscere uomini nuovi!"

Wendy approfittò di quei tempi morti per ripescare dalla borsetta il cellulare. C'era quella foto misteriosa ad aspettarla!
Cosa le mandava SexyIronMan con la didascalia: "Te lo guardi e te lo gusti"?
Il brivido dell'attesa fu breve, stavolta: ecco lì, a tutto schermo, la foto di un cono gelato.
Allora? Doveva ridere? Cosa voleva significare?
Gli stava per rispondere qualcosa di terribile. Era arrabbiatissima.

Sandra intervenne appena in tempo: "Dai qua!"
"No! È personale..."
"Questo tizio ti ha fatto girare le scatole e non la passerà liscia!"
Lesse tutto, osservò la foto con attenzione... 
"Aspetta, questo non lo puoi buttare via così! Ha delle potenzialità. Guarda che fisico, e poi abita a due ore da qui, è un affarone!"
"Sì ma è uno stronzo!" sottolineò Wendy.
"Naaaa! Fa lo spiritoso, se la tira un po'. Gli ho risposto io, non ti preoccupare" disse restituendo il cell spento.
"Come, non ti preoccupare!? Certo che mi preoccupo!"
Controllò subito: l'amica aveva trovato, in effetti, un modo per mantenere il feeling. Lesse: "Cosa può fare un gelato al fuoco di passione che brucia nel mio corpo? Ci vuole ben altro per spegnere questo incendio! Ci vuoi provare tu?"

"Ci sei andata pesante, ma è perfetto, efficace. Dovrebbe esserlo, almeno. Se non si spaventa!"
"Cosa faresti senza di me?" la abbracciò. "Ora raduniamo la truppa che si va!"
Le altre due non erano ancora arrivate. Nell'attesa si guardarono in giro, tanta gente. Non erano tutti lì per conquistare, c'erano le coppie, quindi il giochetto forse non era proprio obbligatorio...

Sandra era molto protettiva nei confronti di Amber. Pur avendo tutte la stessa età, l'avevano considerata sempre la piccolina del gruppo, quella che da sola non ce la poteva fare. Sappiamo che gran parte di queste debolezze erano solo finzione, perché Amber era furba come una faina e ci marciava parecchio. L'enorme sofferenza causata dalla rottura di quel legame era in realtà puro sollievo: non ne poteva più. Ma le tre amiche erano all'oscuro di tutto.
"Bisogna farlo per forza?" Si preoccupò Wendy, in modalità ansiosa. 
Risolta la faccenda del suo supereroe si stava concentrando totalmente sulla fragile amica.
"A chi posso chiedere?"
"Quanto sei tragica! Partecipa chi vuole, non credo ti puntino una pistola alla testa!" la canzonava Sandra, che con lo sguardo cercava il suo bello tra la marea di personaggi più o meno stravaganti.
Non poteva perdere tempo, e se intanto glielo rubavano?

"Le cose sdolcinate e le coppiette sono sgradevoli se hai appena rotto..." continuava Wendy, decisa a salvare capra e cavoli. Era il compleanno di Carol però dovevano preoccuparsi anche della piccola Amber.
"Ecco a chi puoi chiedere!" Sandra le indicò la promoter di chewing gum.
"Come è organizzato il posto? Chi non gioca deve uscire?"
La ragazza spiegò - molto sorpresa e divertita per l'insolita domanda - che era facoltativo, anzi la partecipazione ai giochi era così scarsa da rendere necessaria la sua presenza.
"In che senso?" la interrogò nuovamente Wendy, che non brillava per intuizione e perspicacia quella sera...
In buona sostanza, in quelle serate a tema la partecipazione non era mai esagerata, ed era per quello che andavano a invogliare la gente con dei piccoli omaggi: ciche per chi spediva le buste, portachiavi allo speed dating e altri gadget assortiti.
"Prenda pure tutto, anche la penna coi cuoricini!" Le avrebbe regalato anche tutto il tavolino, pur di liberarsene!
"Oh, che gentile!!!" rispose con sincera gratitudine. Raramente le capitava di imbattersi in commesse gentili! 
Promoter, commesse, cassiere, impiegate, per lei era tutto uguale. Per fortuna lo aveva solo pensato, risparmiando la poveretta.

Intanto, alle spalle di Wendy, Sandra sorrideva complice alla ragazza, come per dire: "Che ci vuoi fare? Con certe persone bisogna avere pazienza...". 
Un atteggiamento antipatico che non era sfuggito agli occhi di Carol: era lontana per poter ascoltare (non avrebbe sentito niente nemmeno a un passo da loro) ma la gestualità non dava adito a dubbi! Chiarissimo il suo allearsi col "nemico".
Carol aveva visto... e per quella volta sarebbe stata zitta. Serviva una bella ramanzina, perchè non puoi prendere in giro le tue amiche con la prima stronzetta che spaccia caramelle.
Che razza di comportamento è? Per non sembrare troppo "la mammina" doveva condonare... o almeno rimandare di qualche giorno la discussione in proposito. Non poteva farci niente: quello era il suo ruolo, sentiva di doversi occupare di tutte quante.

Tuttavia Amber aveva anche dei veri complessi, non era tutto inventato.
"Avrò il trucco giusto" e "Vestita così sono ridicola?", queste le domande che si faceva ancora, nemmeno avesse quattordici anni... Le si leggeva in faccia, quella apprensione. Poi si faceva coraggio e nascondeva tutto.
Era machiavellica, nel suo piccolo: simulare e dissimulare, fingere cose e nasconderne altre. Era molto brava.
Si confondeva giusto un po' quando raccontava i cosiddetti "segreti" alle amiche. Non si ricordava di dire le stesse identiche frasi per cui sembrava sempre che ad alcune riservasse più confidenza.
Sandra si voltò accigliata per interrogare Wendy: "Sono venuta a sapere della gran sfuriata del suo ragazzo, da un amico di lui. Però mi risulta che tu ne fossi già a conoscenza! Perchè Amber lo ha detto solo a te? Questa cosa non mi piace!" 
"No, non è così, Sandra. Non lo sa che lo so, diciamo che l'ho scoperto."
"Ah, allora va bene. Perchè tra amiche bisogna dirsi tutto! Ogni particolare, ogni dettaglio, dobbiamo saperlo tutte e quattro. Ci tengo."
Amber l'avrebbe raccontato a tutte, della rottura, prima o poi. O a nessuna, ma senza riuscire ad avere lo stesso comportamento con ognuna delle amiche.
Timida, riservata, insicura - così appariva.
Confusionaria, di poca memoria, superficiale - definizioni più realistiche.

Wendy era quasi commossa: "La nostra Amber, tanto delicata ma capace anche di grandi pazzie!" - assolutamente vero.
"Quel tipo non andava bene per lei, ha proprio perso la testa!" disse Sandra. "Cosa ci avrà trovato, non si sa".
Capace di colpi di testa, sì. E di frasi spiacevoli, se l'alcol le annebbiava la mente.Per questo era meglio fermarla al secondo bicchiere (Quella sera doveva aver iniziato a casa, per la amiche non c'era altra spiegazione).

Era divertente portarsela a spasso, immaginando in quale guaio si sarebbe cacciata. Poi le amiche sarebbero state il suo paracadute.
Tutte amiche allo stesso modo, nelle intenzioni. Poi nella realtà non è mai così.

Wendy non è che fosse la sua migliore amica: lo sapeva per puro caso, avendo assistito al litigio. Se Amber avesse deciso di parlarne, non avrebbe iniziato da lei. Era uno strano caso di amicizia non corrisposta...
Una vuole essere una BFF e l'altra no!
Anzi nell'immediato sarebbe stato necessario aggiornare anche Carol riguardo all'episodio. Per non escluderla. Episodio che - rifletteva Wendy un po' in ansia: " Tocca a me... lo devo raccontare al meglio e senza trascurare nessun passaggio... Pur non ferendola ulteriormente... E come faccio?"

Arrivò Carol: "Allora entriamo?" Le cadde l'occhio sui cartelli e sulle prime si bloccò. 
Rimorchiare adesso? No! Non voleva uomini. Tanto meno in quella serata spinosa.
Poi pensò alle amiche, loro avevano tanto bisogno di... compagnia!!!
Sorrise e le spinse avanti, nella bolgia: "Serata vintage! Sembra divertente".

Veloce sui suoi tacchi altissimi, la gonna stretta e i passettini da geisha, un tantino incerti, le raggiunse Amber: "Roba da matti, avete visto?"
Momento di silenzio, Sandra e Wendy non respiravano neanche e Carol le guardava incuriosita: che altro c'era in quella serata iniziata male?

"Hai tenuto la borsetta? Come mai?" le chiese Sandra. Tanto per dire una cosa che non fosse 'appuntamento al buio'.
Nella mente di Carol, un flash, un pensiero assurdo:"Quando nei telefilm una bomba sta per esplodere, l'eroe corre a buttarla in acqua, affinchè faccia danni altrove. Si vedeva strappare la borsa dalle mani di Amber e lanciarla fuori nei campi, e poi un Boom che avrebbe illuminato a giorno le colline. Purtroppo il guaio non può essere lì. Quindi 'roba da matti' perchè???"

"Sì, non è tanto piccolina, ma non la lascio al guardaroba... ho anche la tua, Carol, dentro qua... borsetta nella borsa, come le altre volte. " rispose Amber un pochino scocciata.
Che cosa volevano sapere sulle borsette? Accipicchia che domande strane!

Sandra e Wendy ancora sulle spine, mentre la biondina Amber proseguiva e svelava -forse - l'arcano: "Proprio non le sopporto certe trovate! Tutti geni, nel mondo!"
Non si capiva se si riferisse ai cartelli, al tipo di serata, alla borsetta...
"È un errore in buona fede..." le disse Wendy. Che immaginava si riferisse alle indiscrezioni su di lei, divenute pubblico dominio per colpa dell'amico di lui. Invece no, non era nemmeno per quello.
E Amber: "Non credo proprio! Come si fa ad assumere gente così imbecille? Quella lì al guardaroba... proprio impedita: non ci vuole la laurea per dare il resto a cento euro!"

Sorriso liberatorio delle due che sapevano, e Carol sussurrò decisa nell'orecchio a Sandra: "Poi mi spieghi....".
Nel loro gruppo era di vitale importanza la parità dei pettegolezzi.
Amber era sempre un po' distratta: "Beh? Cosa ho detto di strano?"
"No, niente" farfugliò Wendy.

Di solito era la biondina, coi suoi commenti stile "in vino veritas", a scatenare liti e discussioni, e il fatto che stavolta fosse proprio Amber a rimanere come un'oca, lì confusa, era divertente. Una piccola eccezione alla parità di pettegolezzo.

Carol recuperò la propria borsettina, cercò di farci entrare di nuovo il portafogli ma la magica disposizione di partenza era compromessa: "Ah ah, ci riprovo... peggio di Tetris! Amber tienimi i fazzoletti per favore..."
Le altre la guardavano aspettando un segnale: era davvero il caso di restare? Magari, a effetto ritardato, Amber poteva arrivarci ("No ragazze, come avete potuto? È come portare un cucciolo nuovo a chi ha appena perso un cane! Crudeli!" aveva detto la volta precedente!) e arrabbiarsi tanto.
Magari a metà serata, mandando all'aria tutti i flirt delle altre...

Sandra finse di avere lasciato l'anello nelle tasche del giaccone e tornò indietro portandosi via Carol. Le spiegò tutto.
Anche secondo lei, Amber si sarebbe arrabbiata, dicendo che la forzavano a trovarne uno nuovo, e che Wendy era una spiona."Non la critico di certo: questa sera sono stata pessima, scusatemi ancora" Sandra la abbracciò (lei amava abbracciare tutti) e le sorrise di cuore: "Figurati, tutto dimenticato."

Quando tornarono nella visuale di Amber e Wendy, la prima si affrettò a dire: "Non fate quella faccia, ho visto che ci sono gli appuntamenti... se sono io il problema, non preoccupatevi! Mi va benissimo questo tipo di serata."
"Così ci piaci, bionda!"
Un sospiro di sollievo generale. Pensare a qualcosa di alternativo, all'ultimo momento, non sarebbe stato tanto semplice. Erano già al limite, ognuna pensava che era meglio andare a casa a dormire...
Carol le abbracciò contenta: "Dai, andiamo! Dobbiamo folleggiare! Ci meritiamo una bella serata. E una bella notte, anche!!!"
"Cosa dici?" la guardarono sorprese.
"Sì, tutte a caccia! Così vi vedo in azione!" spiegò Carol. 

Eppure non era un concetto complicato, com'è che non capivano?
"Ah ah, no... era quel "folleggiare" che mi spiazza un po'!" fece Wendy. Lei era schietta, maschiaccio, pane al pane e vino al vino.
"E come dovevo dire? 'Andate e scopateveli tutti'? Non è il mio stile..."
"Che carina, non riesce neanche a dirlo!" la prendeva in giro Sandra.

"È la nostra serata, delle amiche. Di una unione che vale più di mille uomini!" disse Wendy solenne.
"Stasera non si tromba!" Ribadì Amber, ridacchiando come una scema.
"Ma sentila, la nostra piccoletta, che lingua sciolta stasera... Ti dispiacerà non poterla usare!" Rincarò la dose Sandra.
"D'accordo ragazze, stasera le amiche hanno la precedenza!" si corresse allora la festeggiata Carol. "Adesso va bene? Ho detto giusto?"

"Ehm, sì... " annuì l'altra, "però vi avviso: se trovo un figo galattico io ci vado!!!"
La solita Sandra...

Fine puntata 3, versione gennaio 2015 Seduzioni Virtuali By Nadia Semprini dreamer Tutti i diritti riservati su testi, immagini, blog e contenuti vari.

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