giovedì 16 luglio 2015

Seduzioni Virtuali 13

Puntata 13 (nuova, più ricca!)
Seduzioni Virtuali 13 - altre lettere d'amore


Lasciarono Sandra col suo amichetto della porta accanto. Avrebbero voluto saperne di più, ma non era il momento...
Lei se lo stringeva al petto, il suo amore di una notte. Gratificata, felice.
"È bellissimo avere sempre un uomo pronto a farmi sognare. Per quanti ne scarichi e abbandoni, ce ne sono continuamente di nuovi. E non devo fare proprio niente! Nessun corteggiamento, intrigo... le altre devono faticare tanto, aspettare, e poi può non funzionare! Invece è così semplice... Mi vogliono. Ogni uomo mi vuole!"
Il suo fascino era straordinario, quasi infallibile. Non si sentiva una donnaccia, come la vedevano in tante. Se la desideravano, era colpa sua? Era una fortuna da sfruttare.

Guardò il suo uomo "temporaneo"... ora dormiva beato. Studiò il suo petto muscoloso, la peluria, i nei. Tanto se ne sarebbe dimenticata in fretta, dopo un po' i ricordi diventavano confusi, gli uomini perdevano la loro individualità.
A volte scattava delle foto, erano per le amiche, per vantarsi.
Di ragazzi particolarmente giovani, o uomini con fisici incredibili, oppure si trattava delle dotazioni generose.
Non lo faceva per tornare con la mente a quelle notti. Non tornava mai indietro, non aveva rimpianti nè rimorsi.
Il passato si allontanava portando con sé emozioni, lussuria, giochi. E lei passava oltre. Perché era pronta una nuova avventura, da prendere al volo.

La "mammina" stava valutando attentamente le lettere ricevute la sera prima."Wendy, ne apro un'altra?" 
"Sì, dai, Carol! Non saranno tutti porcelli..."
"A proposito... Giro l'arrosto e ti chiamo fra cinque minuti" si inventò. 
C'erano le lasagne della rosticceria per pranzo, in verità. 
Verso mezzogiorno suo figlio sarebbe passato a prenderle, là dalla signora Piera, non doveva affatto cucinare.

Considerato quanto si erano impicciate le amiche con la prima busta, Carol preferiva godersi il momento e decidere da sola il da farsi. Capire le proprie sensazioni. Era combattuta tra il bisogno di un marito posato, per sistemarsi, e l'esigenza di vivere emozioni forti e selvagge.

Lesse la seconda lettera... fantastica! Educata, elegante, galante! 
"Che bello, un corteggiamento d'altri tempi!!! Hai visto, Nemo?" disse al gattone arancione acciambellato sulle sue ginocchia. Non poteva crederci, un vero gentiluomo... si firmava Fabrice Amboise II.
Anche lui, come il primo tizio, si aspettava di incontrarla subito, in serata, ma solo per un drink o una passeggiata nel parco dietro al locale. 
Ok, impressione positiva. Ora poteva chiamare l'amica.
"Questo era meglio... che peccato!" disse a Wendy.
"Stile bravo ragazzo?" 
"No, direi gentiluomo dell'Ottocento!" 
A Carol piaceva il romanticismo...
"Allora è antico!" obiettò l'amica, che amava il nuovo, tutto ciò che era innovativo e moderno. E cercava un uomo intelligente e di cultura, ma volto al futuro.
"No, dovevo incontrarlo!" scattò nervosa. Carol era pentita, che rimpianto... perchè non lo aveva cercato la sera prima?
Farfugliò delle parole: "Non avevo idea che si potesse incontrare subito un uomo, lì in serata..."
"Eravamo lì apposta, mia cara!" rise Wendy.
"Sì però ricordi? Il sistema ti portava a rimandare. Così tanti modi di ritrovarsi successivamente, troppi input in poche ore..." ragionò ad alta voce.
"Ma che dici? Carol ti vedo confusa, ahah!"
"Si poteva correre da uno e dall'altro... certo che lo sapevo! Dovevo cercarli? Avrei potuto uscire con tutti in quel poco tempo? Sicuramente no! Uffa, non riesco a capire cos'è che mi dispiace in realtà..."
Stava accarezzando con violenza il gattone che, dopo averla avvisata più volte con un "Meeu" nervoso, le morsicò la mano. Lo lasciò andare senza cambiare espressione, come in trance.
Wendy osservava curiosa la sua amica che perdeva la sua proverbiale sicurezza. La sicurezza di aver fatto la scelta giusta.
Stavolta credeva di aver commesso un errore enorme. Non aver pensato che in mezzo a quella follia generale poteva nascondersi un'incontro serio, intenso.
Aver perso l'occasione di vivere una serata dolce e romantica... con uno almeno!

"Non è giusto!" brontolò.
"Lo conoscerai, non ti disperare!" la consolava Wendy, attraversando l'atrio del suo palazzo, "Sono tornata a casa, mi faccio una doccia ora. Oh, guarda, delle nuove bollette!"
Le mostrò la cassetta delle lettere traboccante di buste. 
E poi, spostando di poco l'inquadratura, lo splendido culetto di un condomino che stava salendo le scale. Gli slip fuori dei pantaloni, fuori moda ma notevole!
"Autentico degrado urbano, mmmmm!!!"
Carol però non si lasciava distrarre: "Vedo, vedo! Hai per caso qualche lettera da consegnargli?"
"È vero!!! Sei una criminale nata! Fammi controllare se c'è qualcosa, qui in giro... no, niente, ma domani fammi avere quel depliant dei profumi, le essenze ispirate ai grandi marchi... non li vendeva quella tua amica?"
"Sì, l'amica di mia sorella. Posso rimediare anche qualche campioncino se vuoi improvvisarti venditrice! Vuoi anche un paio di contenitori Tapperware?"
"Ahah! Simpatica. Trovami presto tutto l'occorrente, piuttosto. Devo fare irruzione in quell'appartamento!"
"Certo! Tesserino, divisa e pistola per rapinare i pensionati!" scherzò Carol.
"Giornata fortunata per i condomini, eh? Prima Sandra, poi tu... Invece io sto per conto mio, che sfortuna!"
Non diede troppo peso a quei piani criminosi: Wendy non diceva sul serio, non sarebbe stata capace di farsi avanti. La conosceva, erano solo parole.
L'intermezzo le aveva fatto bene. Tutta quella disperazione ansiosa era svanita.
Tanto non c'era soluzione al dilemma. Non avrebbe potuto vederli tutti in una sera, nemmeno facendo il 4x1 di Benjiamin! Era pronta a riderci su.

"Ma perché non si può avere tutto? Se fossi andata a conoscere Fabrice, mi sarei persa Benji!!!" Le fece una smorfia ridicola.
"Gentilmente offerto da noi! Che care, vero? Ormai è andata così, ma vedrai che l'interesse del tuo francesino sarà ancora vivo. Hai il numero?"
"No, facebook."
"Allora divertiti a cercarlo, ci sentiamo dopo!" 

La nostra Carol aveva internet da poco, ma si arrangiava. Aveva cercato già molte vecchie conoscenze, amiche ed ex fidanzati. Carter non c'era, per esempio.
Molti usavano il vero nome, alcuni no ed era impossibile rintracciarli. Conoscendolo, poteva aver scelto un nick tipo "Ferrari Macho" o "Seduttore suadente". Ma chissà, forse ci avrebbe pensato lui... lui poteva messaggiarla in qualsiasi momento, lei su internet era Carol Antonioni. Nome e cognome, facilissimo.
Fino a quel momento - era passata mezza giornata- Carter non si era fatto vivo.
Bene. Lo odiava.
Ma quando l'avrebbe chiamata? Gli ultimi avvenimenti le facevano pensare, aspettare, sperare che arrivasse un segno dal baciatore migliore del mondo.

Accantonò un attimo il suo ex, anche se era dura non incantarsi a rivivere quel momento, assaporare le sue labbra nel vuoto... ecco, ci pensò solo un po'. Dopo cinque anni ci stava dedicargli un minuto, o due.
Non sarebbe stato un uomo tanto sbagliato, se lei non avesse avuto un figlio piccolo. Era un perfetto fidanzato, per fare una vita di concerti rock, viaggi in moto, vacanze con gli amici... Carol però era già una mamma.

Proprio per suo figlio si era tenuta lontana dalla rete il più possibile, attaccandolo a un tablet a 15 anni, non a 15 mesi. Saggia e coscenziosa. Doveva proteggerlo.
Quando lui lo piazzava davanti a sé sulla moto, senza casco, senza protezioni, e se lo portava a spasso, lo avrebbe ucciso! E iniziava a impennare, solo per il gusto di vederla terrorizzata! Un bambino, quel Carter. Da evitare come la peste, da evitare più di internet. Se per stare tranquilla doveva tagliare i ponti, lo faceva. Quindi era rimasta un po' isolata, negli anni.

Connettersi le aveva aperto nuovi orizzonti, aveva impostato un nuovo tipo di rapporto con le amiche ritrovate, Wendy, Amber e Sandra. Messaggi, chat, tweet, webcam, tante nuove modalita oltre al classico telefono.
Era stato divertente vedere che ne era stato dei compagni di scuola, delle amiche... qualcuno l'aveva recuperato, e con successo, con un certo dialogo.
Di molti ricordava solo il soprannome: come trovare il "Sex machine" della sua vecchia compagnia? Troppi omonimi, in tutto il mondo! Avrebbe voluto fare un lavoro accurato, ma cognomi, indirizzi, numeri di telefono, tutto era andato perduto nei tanti traslochi.

Arresasi alla rete, restava da sperimentare la funzione relazionale. Come Wendy, viveva i primi periodi di entusiasmo e diffidenza, mentre per le altre era normale, ci erano cresciute. Quasi non concepivano come si potesse socializzare senza. Come si era riprodotto il genere umano nei millenni senza il web?

Ora Carol stava per scoprire quanti elementi le dava Fabrice per poterlo contattare. L'avrebbe trovato?
"Certo, Fabrice Amboise! Questo è francese come me!" sorrise, però le piaceva quella scelta barocca.
Se doveva individuarlo su facebook, il lavoro era abbastanza semplice, iniziò la ricerca... le pagine no, solo persone... "Ti adoro Fabrice! Non mi costringi a telefonare! Troppo pratico! Cioè, meno imbarazzante".
Dato che forniva anche la città, Pordenone, il risultato apparve abbastanza in fretta: "Eccolo qui, mandiamo un messaggio. Uffa, che cosa gli scrivo?" 

Nemo si dimenticava presto i torti subiti ed era tornato sul tavolino accanto allo schermo.
Aveva fame? Sì, perché la sua padrona non gli aveva riempito la ciotola quella mattina. Troppo stranita dai recenti avvenimenti!!!
Poi se ci aggiungiamo un Fabrice Amboise da Pordenone! Poteva mai chiamarsi Fabrice? Sarà stato un Fabio, Fabrizio, un Fabienzo, un Fabiandrea... Non c'erano fotografie credibili, apparivano giusto dei ragazzi ventenni, in gruppo o in tre-quattro alla volta, in abiti anni novanta. Decisamente vintage!
Chi era l'uomo che la cercava? Uno di quei ragazzi, ora cresciuto, che faceva il galante...

Non amava chi non metteva le foto, perché poi era difficile averne.
"Che strano il mondo! Che strani gli uomini! Quelli belli ti ubriacano di fotografie, sono dei Narciso... e poi ci sono quelli invisibili." Pensava.
Nemo miagolava, ma Carol era distratta.
Jim era una via di mezzo, si parlavano con la webcam, ma non amava mettersi in posa. Non si vedeva bellissimo, era un tipo... L'aveva conquistata in modo strano, un po' di prepotenza. Si vede che nel profondo cercava il suo cavernicolo che la prendesse per i capelli, un uomo che sapesse imporsi.
Era anche una reazione comprensibile, dopo i bambinoni irresponsabili che le erano capitati. Un uomo sicuro, affermato, volitivo e maschio come Jim era forse la risposta giusta. Nemo però non poteva aspettare che lei passasse in rassegna tutti i pretendenti passati e futuri!
L'animale faceva le fusa e strisciava il musetto contro il cartoncino del biglietto romantico. Poi iniziò a morsicare gli angoli.
"No, Nemo! Gatto cattivo!"

"Ciao! Ho ricevuto una tua lettera ieri sera al club, vorrei conoscerti"
Prima stesura... non era convinta. Troppo diretta, un uomo legge 'conoscere' e pensa già a qualcosa di fisico... voleva fare amicizia, ecco. Canc canc canc. Riscrisse.
"Ciao, sono Carol. Avevo il numero 136 ieri al club, ti ringrazio della tua lettera. Ti posso telefonare una di queste sere?"
Molto meglio. Invio.
E questo restava in sospeso finché l'uomo (se di uomo si trattava!) non rispondeva. Non si sa mai chi sta scrivendo! Dopo aver seguito tutte quelle puntate di Catfish in tv, sapeva benissimo che dall'altra parte avrebbe potuto trovare amici, nemici, colleghi, parenti, sconosciuti, pazzi! Non doveva illudersi.

E non doveva avere fretta. C'è anche chi va su internet una volta al mese, inutile stare in attesa come una ragazzina innamorata degli anni Ottanta accanto al telefono fisso. Le veniva in mente sempre quel periodo emozionante, il suo Andrea, il primissimo amore!!! Era giovanissima, non si erano neanche baciati eppure già ascoltava i primi "Ti amo" dalla cornetta... l'emozione era la stessa.
"Avevo dodici anni nell'86, e ancora mi ricordo, ero in piedi in corridoio, non esisteva la privacy... che imbarazzo! Ero così impacciata..."
L'adolescenza... Quando l'amore era ancora ignoto e coinvolgente! Adesso iniziava una fase nuova, di amore online.

Il figlio di Carol entrò nello stanzino, già vestito e pronto a uscire: "Ma! Allora faccio un giro al porto dai miei amici."
"Va bene. Ah, tieni i soldi" e gli allungò 20 euro.
"Cosa c'è per pranzo? Che così so quante brioche farmi al bar! Se fai i carciofi mi ingozzo... "
"Ci sono le lasagne, non ti ricordi più? Te l'ho detto ieri sera..."
"E devo passare io? Che palle... Allora 20 non bastano. Sgancia!"
"Immaginavo...tieni."

Finché riusciva, non voleva fargli mancare niente. Non era semplice essere una mamma single. Per i soldi, certo, ma anche per il 'tenore di vita emotivo'.
Lo salutò e fu presa da un pensiero rapido, secco: "Faccio mancare molto a me stessa, finché non mi butto in una storia seria."
Nicholas strapazzò un po' il micione, mentre la madre armeggiava con la borsa."Mi sa che fra un'ora torno, ti smollo qui il cibo e poi evaporo... forse restiamo al porto tutta la giornata."
Carol non voleva fargli attraversare tutta la città solo per portarle una porzione di lasagne... e Nicholas contava su questa reazione.
"Senti, Nick, mi arrangio con gli avanzi. Resta pure con gli ami..."
"Grazie ma! Sei pro!" urlava lui chiudendo il portoncino.
Normale amministrazione, ma i soldi per la rosticceria li avrebbe voluti indietro, non poteva permettersi certi regali.
Con un compagno benestante sarebbe stato diverso.
Non cercava il miliardario, bastava un onesto lavoratore con cui dividere le spese.
La casa la metteva lei, aveva una villetta piccolina ma indipendente, completamente pagata. Bastava solo trovarlo, questo onesto lavoratore...Sicuramente non era lì in quelle buste, l'uomo giusto. E nemmeno tra quella gentaglia da discoteca... però doveva darsi una mossa.

Gli incontri occasionali non andavano più bene, voleva una famiglia normale. Andò a prendersi uno yogurt in frigo, aveva già fame. E vedendo che Nemo strisciava il musetto sul bordo della sua ciotola, finalmente gli aprì un barattolo di bocconcini di manzo:
"No, amore, non è coniglio! Lo sai che non voglio renderti cannibale... le creature carine non si mangiano! Nemmeno noi mangiamo i conigli e i bambi!"
Riempì il piatto al gattone, che però aspettava l'antipasto per iniziare: il coperchietto di latta dello yogurt alla banana!
Era golosissimo di yogurt e panna montata, e ad ogni compleanno bisognava calcolare anche la fetta di torta per lui! Del resto, era il terzo componente della famiglia.

Nicholas era ancora un bambino quando avevano accolto il gattino in casa, e voleva chiamarlo Meo.
A Carol avrebbe ricordato troppo Matteo e propose il nome del famoso pesciolino arancio.
Nicholas inizialmente fu contrariato, fece i capricci, ma un peluche del gatto Meo lo convinse: "Questo è il tuo Meo, mentre il micino, che è arancio, a righe, e ama l'acqua, sarà Nemo".
Un buon compromesso.

Il micione pulì il coperchietto con la sua lingua ruvida e veloce, poi tornò alla ciotola, dai suoi gelatinosi bocconcini. Era cicciottello, il destino dei gatti di casa. Usciva nel giardino a volte, senza allontanarsi mai troppo. D'inverno comunque preferiva dormire sul termosifone.

Ora toccava alla terza lettera. Semplice, forte:
"Ti trovo sexy, voglio incontrarti
E farti tutte le porcate che la mia fidanzata non vuole fare!
Telo metterei in culo ti piace?
Michele."
Le piaceva anche questo tipo di uomo, molto chiaro, niente di più e niente di meno, nessun coinvolgimento sentimentale e nessun impegno.
Neanche un pizzico di magia, certo, ma a 40 anni bisogna crescere, non è più tempo di credere alle favole. Neanche un pizzico di ortografia: telo?!?

Sembrava organizzato, metodico: c'era un primo appuntamento all'una al bar del locale, più un recapito telefonico in caso gli avesse dato buca.
Era colpita dall'offerta trasparente e dalla totale assenza di corteggiamento. Così onesto, dava un nome verosimile, vendeva un'avventura. Il contratto era cristallino.
Doveva subito contattarlo. Anche se non era un tipo da famiglia, anzi l'esatto contrario! Gli errori erano così invitanti...

Chiamò: "Ciao, sei Michele? Ero al club ieri sera, mi hai mandato una lettera, ero il 136..." Lo disse tutto d'un fiato, agitata.
"Ciao dolcezza!" Che voce interessante! Sussurrava quasi. Una di quelle voci che sanno accarezzarti...
Carol si sforzò di essere obiettiva, considerò quel tipo di risposta con l'atteggiamento del detective che aspetta che il sospettato commetta un errore. Era abbastanza generico, nessun riferimento a luoghi o date: lui non aveva idea di chi lei fosse!
"Volevo scusarmi..." disse lei.
Michele la interruppe, gentile, per toglierle il peso della conversazione.
"Non ti sei presentata all'appuntamento, ma non sono arrabbiato..."
Carol cominciava a cambiare opinione: lui una mezza idea doveva averla.
Quindi meritava una spiegazione: "Tecnicamente non lo sapevo che avevamo un appuntamento! La tua lettera, l'ho aperta in questo momento." si scusò Carol, cercando di essere vivace e interessante.
"Quale delle due? L'invito al bar o a vedersi fuori all'alba per fare colazione insieme? "
"Ehm, la prima che hai detto. Perché, ce n'è un'altra?!?"
Aprì veloce la quarta busta ed era tutto vero!
"Mi dispiace, ero con delle amiche ed avevamo già dei programmi..."
"Non fa niente, dimmi quando sei libera e ti raggiungo."
Pensò "oh mamma! Subito?"
Correva troppo! Bello però quando fanno così... comodo, talmente pratico!
Senza essersi mai visti, annusati, studiati, però no: troppo facile. Non era una donna così facile...
Dettaglio non trascurabile: lei non sapeva chi fosse!!! Figo? Rospo? Atletico? Lardoso? La voce era fondamentale per Carol, ma non poteva bastare.
"Allora? Ti va di vedermi? Devi solo dirmi dove e quando."
"Ok, ti faccio sapere, ciao".
Chiuse la comunicazione in fretta, con sollievo.
Aveva sbagliato. Qualche altro minuto, forse... altre domande...
Pensò che aveva troncato troppo presto. Voleva informazioni.

Nemo mangiava ancora. Lei annotò degli appunti sulla sua agenda: le conversazioni, le impressioni, cosa doveva fare. Cosa doveva chiedere.
Non era abituata a gestire molti uomini in contemporanea. Già il suo Jim virtuale le risultava impegnativo, spesso indigesto. Ora stava aprendo troppi file: il paparino arrapato, il francese di Pordenone, questo Michele così disponibile!

Doveva ammetterlo, l'ultima non era stata una telefonata come le altre. Si sentiva conquistata da quella voce particolare, sebbene sapesse di dover stare lontana da uomini così vuoti, immorali, perduti.
"Questa gente qui, pratica e sbrigativa, ha i suoi vantaggi..." Era indubbio.
Dopo le paranoie di Jim e i mille piccoli ricatti, ringraziava il cielo di poter vedere un uomo solo per copulare! E poi via, fuori dai piedi! Come con Benji, le piaceva questa modalità.

Lei stava cambiando. Ognuna delle sue amiche la vedeva seria, e immutabile! Nessuna avrebbe capito: "no! non può funzionare con un uomo del genere! Trovati un brav'uomo da sposare... Vogliamo prendere al volo quel bouquet!"
Carol aveva fame di sentimenti, e una storia"tanto per fare" non assomigliava ai suoi sogni di ragazza, ai fumetti di Candy Candy con cornici di rose e passeggiate sotto una pioggia di petali di ciliegio... L'avrebbero spinta verso un candidato più serio. Doveva decidere senza coinvolgerle.
"Boh, ci penserò". Pranzò sola, le cotolette avanzate dalla sera prima.

Leggi la puntata 14, Errori


♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡sd

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