domenica 12 luglio 2015

Seduzioni Virtuali 12

Puntata 12 -"Lettere d'amore, lettere di sesso"

Leggi la prima puntata

Era il giorno dopo. Dopo la serata movimentata e il regalo specialissimo!!!
Carol, quella mattina, stava guardando la tv, accoccolata sul divano, stringendo il cuscino. Agitata, emozionata, stordita. I programmi che guardava di solito, erano improvvisamente noiosi: arredare, cucinare, demolire, dolcetti... a chi importa, se fuori ci sono uomini così? Cosa si era persa, in tutti quegli anni!

Era molto difficile comportarsi come niente fosse.
Suo figlio ancora dormiva, una domenica normale. Rientrando alle tre, poi recuperava ampiamente. Se non aveva impegni, tirava dritto fino al tardo pomeriggio. Si augurava fosse una di quelle volte.
Sperava di non dover incrociare il suo sguardo. 
Lui non poteva sapere della nottata con Benji, ma avrebbe colto l'aria colpevole della madre...
Carol sapeva che se ne sarebbe comunque vergognata. 
Sentì rumori dal bagno: si era svegliato. "Uff, che ansia!"

Cercò di pensare ad altro. Le ricette in tv non le interessavano proprio, tutto l'universo non le interessava più. Quando conosci uno come Benji, la tua vita precedente può solo farti schifo.
Qualcosa doveva fare, frugò in borsa: c'erano le buste del gioco, ma tirò fuori la sua piccola agenda.
Salutò veloce il figlio: "Buongiorno, campione!"
"La sera campioni, la mattina coglioni!" rispose lui. 
Non era proprio così il detto, ma lo trovarono entrambi divertente.
"Hai la t-shirt a rovescio..." Nella fretta, quella notte si era rivestito così. Almeno non aveva messo la mini della morosa!
"Ah sì, hai ragione mamma, eheh".
Meglio attaccare, no? Sperava così che non l'avrebbe guardata bene negli occhi, dove brillava una donna nuova.
"Il caffè è nella moka... vado a chiamare Wendy" lei scappò via veloce.
"Ok... hai comprato i cereali?"
"Sì, guarda nella vetrinetta!" E via, dai reciproci imbarazzi!

Nicholas cambio canale: musica a tutto volume!
Carol andò nella stanzetta del cucito.
Ora che poteva parlare forte senza rischiare di svegliarlo, e senza essere spiata,accese il computer. Voleva videochiamare Wendy. Prima però le cadde l'occhio sui messaggi.

C'era Jim, ovviamente. Le aveva scritto ad ogni ora, in quella lunga notte.
"Perchè non rispondi?"
"We, ci sei? Sei tornata?"
"Mi mancano le tue dolci forme... ti desidero! C6?"
Tutti messaggi di questo tipo. Era una storia esclusivamente fisica, in quei due mesi non si erano conosciuti, lei non sapeva nemmeno la sua situazione sentimentale. C'era (o c'era stata) una moglie, però nelle foto e nei commenti più recenti appariva una donna più giovane e bella. E nonostante questa donna potesse avere venticinque anni al massimo, Jim cercava lei.
Era una bella conferma, essere preferita a quella lì. Carol sulle prime sembrava una casalinga normale, noiosa. Però riservava molte sorprese: passionale e devota, sapeva trattare bene un uomo e metteva al primo posto la di lui soddisfazione. Chi la trovava, non la lasciava più.

Non si erano mai incontrati ma lei iniziava a considerare la cosa... Dopo quella notte con Benji cambiava tutto. Era giusto che pensasse un po' a se stessa e a divertirsi. Era stato tutto così maledettamente serio, nella sua vita.

Videochiamò l'amica: "Ciao Wendy! Sei tutta intera?"
"Insomma! Dopo una ginnastica così! Mi sono ritrovata un sacco di lividi! Guarda!" E mostrò il braccio e il fianco. "Anche nella coscia ma non posso abbassarmi la tuta, c'è gente!" Era al parco a correre.
"Sì, anche io ho diversi lividi, succhiotti... troppo selvaggio quel tipo!"
"Ma no, va benissimo! Magari fossero tutti così!"
"Non per niente è un professionista... grazie ancora, un bel regalo, ma la prossima volta lo voglio tutto per me!"
"Hai ragione, siamo state avide, ma l'hai visto, come si poteva rinunciare? Con una o con quattro costava uguale..."

"Sì ok, stavo solo scherzando, va benissimo. Mi avrebbe distrutto dopo dieci minuti, per quelle cose bisogna arrivare allenate! Comunque... stavo aprendo le buste. Devo ancora leggere le mie lettere!" disse.
"Quante sono?" Ne aveva ricevute due, all'inizio, poi ancora tre. 
"Saranno una ventina! Ne ho ritirate altre prima di uscire dal locale. Non sto più nella pelle!" 
"Dai, leggine qualcuna! Cosa dicono?" la pressava Wendy. 
Ora si faceva una meritata pausa sulla panchina all'ombra. Dietro a lei, tanto verde...
"Carol, perché non vieni qua? È un delitto restare a casa in una giornata così! Il sole non scalda niente, ma fa allegria."
"Sì, certo. Ma io ho una casa, devo pulire!"
"Sai che sei una noia?" Sorrise la sportiva Wendy, mentre si beveva una bibita energetica.

Carol cercava una lettera carina da cui iniziare.Tutte scritture simili, sulle buste. Gli uomini hanno grafie sghembe, tutte più o meno uguali. Difficile però stabilire con certezza se era la stessa persona.
Del resto anche loro avevano incaricato Wendy di sbrigare le formalità, potevano esserci anche nelle altre compagnie degli elementi destinati alle beghe più noiose, tipo riportare i numeri sulle buste. E dove c'erano soltanto cifre era proprio un mistero!
Non erano venti lettere... ma una vera miseria! Cinque!!!
Avrebbe fatto prestissimo ad aprirle e controllarne il mittente.
Pensò tuttavia: "Non è importante, cinque fans sono meglio di un fan che scrive cinque volte!" Era una considerazione che aveva fatto Amber la sera prima. Un pochino brilla ma capace di perle di saggezza. Almeno questa era la sua personale convinzione, meglio il numero. Carol invece avrebbe scelto quell'uomo così interessato da scrivere cinque volte. Tendeva a preferire i personaggi più seri, convinti, il prototipo del padre ideale. Adesso però Nicholas era grande e non aveva più bisogno della figura paterna. E Jim era lo spartiacque tra queste due opposte convinzioni, da lui partiva un comportamento tutto nuovo.

Avvicinò il tavolino, per aprirle con la giusta cura.
"Apro la prima! Ehi, è piuttosto volgare!"
"Cosa dice? Cosa c'è scritto?"
"Leggi tu stessa!" E le mostrò il foglio.
Accanto alla frase, solo un numero di telefono. 
Normalmente non avrebbe dato corda a uno che si presenta con "Vediamoci al cesso che ti trombo", ma l'orologio biologico ticchettava, l'età avanzava... a 40 anni non ci si può permettere di sciupare un'occasione. 
Non che dovesse fare altri figli, ma senza aiutini estetici era arrivata al capolinea.
"Wendy, era una proposta per ieri sera... peccato, ahah!"
"E tu non l'avevi aperta! Era un'occasione d'oro!" Ridacchiò l'altra.
"Ma figurati, così con uno sconosciuto?"
"Eh no, Carol, dopo quello che hai combinato con Benji, tutta questa favoletta dello sconosciuto non vale più, ahah!"
"Uffa, ma Benji non era proprio uno sconosciuto, dai... Era il mio regalo!"

"Sai cosa fai? Siccome c'è il numero, tu lo chiami subito." 
"Di domenica mattina? Wendy, non si fa... Magari è in famiglia, alla messa... " "Cavoli suoi, tu chiama. Per sentire la voce... Lo so che per te è un elemento importante!" 
Wendy era insistente. E la conosceva bene: la voce era importante per un 60%.Magari scherzava sul fatto di chiamarlo in quel momento, però era vero che Carol doveva parlarci: allora compose il numero.
La curiosità era forte. Sarebbe stato così grezzo? Volgare e sbrigativo? Oppure più gentile, aristocratico... No, era proprio così, con quel linguaggio "da scaricatore di porto"...
"Pronto?"
"Sono Carol, mi hai scritto ieri... anzi stanotte, sai, alla serata vintage" esordì timida.
"Non ci posso credere! Quella gran troiona coi capelli rossi? Ma lo sai che ti sbatterei qui sul cofano della mia macchina?"
"Ti ricordi, allora..." aggiunse con tono da vamp. Era disgustata ma la faccenda la divertiva. Voleva giocare un po'.
"Come potrei non ricordare quella bocca? Una bocca che sembra fatta apposta per..."
"Per baciare?" provò a indovinare.
"Ma no! Per mio spadone, la scimitarra dell'amore! Devo fartelo assaggiare, porcona mia!"
"Ehm, ora devo andare, ciao"
"No! Dove scappi? Scus... Ehi, Giacomo! Lascia andare sull'altalena anche tua sorella!"Carol, un po' sorpresa, mise giù.
"Hai sentito, Wendy?"
"Certo! Fino alle ultimissime parole!"
"Era al parco coi bambini! O nel proprio giardino..." commentò Carol, "come poteva fare certi discorsi?"
"Oh, capirai... gli uomini sono sempre pronti al rimorchio! Te lo dico io!"
"Sarà. Ma allora chi ho di fronte: un maniaco o un buon padre di famiglia?"

"Antropologicamente interessante, devi tenere presente che esiste una grande fetta di mercato di quel tipo. Usano parole forti, ma spesso è gente insospettabile, tranquilla. Mariti annoiati, o separati di fresco. Si presentano così sboccacciati solo in queste occasioni libere e segrete, per trasgredire..." Wendy si atteggiava un po' a psicologa.
Pedante. Irritante.
Aveva letto molti manuali di amore, autostima, successo e prendeva per buone molte teorie trovate in quei libri.
"Se non mi credi chiediamo a Sandra: lei ha la laurea ad honorem per queste cose!"
"Ma sì che ti credo..." Invece no: quei manuali sbrigativi in cui si risolve tutto in dieci mosse, li detestava! E detestava ancora di più che miss Melifacciotutti vedesse le sue lettere e criticasse le sue conquiste.
"La nostra Sandrina fugherà ogni dubbio, vedrai!"
"Leggiamo una lettera tua, prima!"
"Ah beh, se ti interessa... sono quasi tutte di Roberto, quello che mi ha portato fuori... è molto dolce!" Non le aveva detto di Carter e del pugno. Le avrebbe fatto male sapere che aveva cercato di baciarla.
Prese una lettera e iniziò a leggere, recitando con enfasi le frasi. Voleva far capire che lo prendeva in giro, che non gli importava granché. Mentre invece il numero 200 faceva breccia nel suo cuore.
"Sei la donna che cercavo da sempre. Ti farò vivere il sogno."
"Non male! Sa cosa dire, il tuo uomo!"
"In effetti è molto convincente." ammise Wendy. Per un attimo fu presa da un dubbio: e se la stava solo abbindolando? Erano solo parole, in fondo, non gli costava niente dirle quelle cose.
"Per fortuna lo hai conosciuto davvero. Puoi farti un'idea."
"Sì, certo." In realtà, lui aveva continuato a sfornare stereotipi: fiori, tramonti, poesie... non ci aveva capito granché. La confondeva, sono proprio le cose che piacciono alle donne... E poi se l'era trovato addosso, una piovra, in quella macchina scomoda.
"Sono contenta per te. Quando lo rivedi?"
"Mi chiama lui."

Carol aveva capito che tipo fosse quel 200. Non l'avrebbe chiamata più. Una volta ottenuto un risultato, anche parziale, questi uomini sparivano.
Quando è troppo bello per essere vero, non è vero.
Erano entrambe troppo silenziose.
"Allora sentiamo Sandra?" propose Carol, "Saprà consigliarci al meglio"
"Ehm... sì, sentiamo che ci dice. L'esperta è lei.
E così Wendy la cercò. Sandra si unì alla conversazione e sì, la tesi era più o meno quella: "Carol, ho capito benissimo a che categoria appartiene il paparino. Sono uomini che sfuggono da legami troppo stretti e monotoni... devi capirli."
Perché era nata tutta questa discussione, questo affare di stato?
Per Carol era la stupidata di uno scherzo telefonico, di chiamare quel tipo così per ridere.
Le amiche la volevano già sposata???
"Forse... e sono affranta per lui, ma davvero non mi piace..."
"Se non sai neanche com'è! "
"Uffa, fate basta. Grazie" alzò la voce, nervosa.
Accartocciò il foglio e lo buttò via, cancellò il numero anche dal telefono, nessun ripensamento.
"Uh, che caratterino!" commentò Wendy.
"Che decisione drastica!" le fece eco Sandra.

"Donne, so fare scelte estreme, visto?"
"Estreme! Adesso che chiamandolo gli hai lasciato il numero in memoria..."
"Ahah Wendy, mi becchi sempre!" rise Carol.
Ma non ci era arrivata subito.
In verità lasciare il numero era stato uno sbaglio, una svista!
Non ci pensava proprio, dato che sul suo Aladino di casa non si poteva vedere chi chiamava, se non acquistando un abbonamento aggiuntivo. E il cell, lo usava quasi esclusivamente per stare su internet.
Continuavano a parlare senza di lei, e Carol non era felice di essere scavalcata di nuovo.
"Sandra, hai smaltito tutti quegli eccitanti?"
"Wendy, non ti sfugge niente, eh? Ma ne avevo provato giusto un paio, così... Benji era attrezzatissimo, c'era di tutto!"
"È vero! A me ne ha regalata una selezione, per i prossimi giorni."
"Funzionano?" chiese Carol, che in borsetta si era ritrovata pasticche e flaconcini. Era un omaggio standard per le sue clienti.
"Funzionano anche troppo bene! O sono io che ho esagerato... fatto sta che stamattina non ne potevo più e ho invitato il mio vicino di pianerottolo per una cosa veloce... è stato contento!"
"Ci credo!"
"Ma non dargli il vizio, Sandra, che non te ne liberi più!"
 "Lo so, lo so... adesso lo mando a casa sua".
Spostò la telecamera e inquadrò il ragazzo.

Continua
Fine puntata 12
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Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati. Anche sulle immagini e su tutti i contenuti del blog copyright

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