mercoledì 17 giugno 2015

Fibromialgia- Sono io il Problema?

Sono io il problema? Certo che no!!!

Questo articolo parla di un lungo periodo di fortissima ansia, causato da una psicologa che mi ha tenuto in sospeso per mesi, senza farmi sapere quale intervento voleva effettuare su di me... sono passati sei mesi e ancora non mi ha comunicato niente! Già le avevo detto che aspettare la prima visita era stato ansiogeno, ma è sparita con un "devo pensarci, poi ti chiamo" e non si è più ricordata che ero lì a consumarmi nell'attesa. Di solito sono forte ma questa estate ero a pezzi e lei lo ha visto benissimo, lo sapeva... cosa dovevo aspettarmi da una persona che è arrivata prevenuta e con una cattiveria mai vista, accusandomi di essere una persona che odia i medici, che gode a essere negativa, e sostenendo che è tutto un fatto psicosomatico!!! Grandissima cafona incompetente! Leggerete qui sotto quanto era riuscita a rattristarmi, a spezzarmi. Ci ho messo tanto a tirarmi su, c'è voluto un altro psicologo. Bravo e preparato, stavolta! Attenzione sempre: se i dottori non capiscono la situazione "fibromialgia" arriveranno a conclusioni sbagliate, tipo che una madre vuole rovinare la vita ai figli! Scegliete specialisti che conoscono questa malattia. Sono troppo felice di essere uscita da quella sensazione soffocante!!!

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Rimuginando su eventi futuri (che a rimuginare sul passato sono capaci tutti!)

Mi dicono che sono la classica persona che si fascia la testa prima di essersela rotta. Può essere. 
Non in senso letterale, per problemi di salute (nonostante sia un rottame vado dal medico solo in punto di morte, cioè una volta l'anno o meno, giusto se mi capita qualcosa di nuovo e tremendo), il fatto è che mi preoccupo per le altre questioni in ballo, e penso, anticipo, immagino, mi faccio venire l'ansia. 

Credo che chiunque, non avendo niente da fare, andrebbe col pensiero agli appuntamenti più prossimi, agli impegni in agenda.

Non è poi così maniacale se ogni due o tre giorni mi chiedo quando diavolo inizieranno i colloqui con la psicologa, colloqui di cui si parlava già da mesi, con quelle frasette tra i denti: "sarebbe il caso, vuole sentirti...". 

Non c'è mica problema, basta che si cominci perché l'attesa è snervante. Manco solo io da ascoltare, ma mi si dedicherà più spazio, del resto è convinzione generale che io sia il Problema. 

Secondo me c'è una disgrazia che si è abbattuta sulla famiglia, su di me coi dolori e le difficoltà motorie, sugli altri per effetto domino perché gli viene a mancare tutto il lavoro di colf, cuoca, baby sitter, taxi eccetera che avrei fatto se stavo bene. 

Dire che io sono la causa di tutti i mali è ingiusto e di certo non mi aiuta a sentirmi meglio.

Per il momento il medico e la psicologa, da una primissima chiacchierata, sembrano fermi su questa posizione. 

Risolto il Problema, staranno meglio tutti (ma come pensano di fare? sono proprio curiosa! Probabilmente dicendomi "smetti di essere un problema, impegnati, sii ottimista, pensa positivo..." e altre frasi fatte. È un classico). 

Beh, è difficile non pensarci. Sarò in difficoltà perché a parlare mi confondo, non riesco a seguire un filo logico, sono in soggezione (come ogni persona timidissima) e sarebbe molto meglio sostenere un esame scritto.

Quando scrivo riesco a concentrarmi, a spiegarmi come si deve. 
Per chi mi conosce solo dai dialoghi parlati (la mia famiglia ad esempio, figuriamoci se mi seguono su internet), sono una persona taciturna -no, non parlo così tanto! La scrittura abbondante compensa i monosillabi a voce! - brusca (perché mi interrompono dopo 5 parole e a me ne servono di più, e allora mi incavolo. Non posso parlare come un titolo di giornale: "guastata lavatrice, urge intervento" o "momento di tristezza, che fare?" O ancora:"Nuovo fumetto, i fan contenti" Non mi piace, lasciatemi dire, argomentare, commentare! Io ascolto tutti per ore, senza interrompere, pure i pettegolezzi più minuziosi su persone che nemmeno conosco, con educazione e il massimo rispetto e mi piacerebbe lo stesso trattamento) e risulto una persona vuota, che non ha niente da dire.

Ma per forza, non c'è il desiderio di conoscermi veramente, per come sono dentro. Invece sono una persona molto interessante, a volerci perdere un po' di tempo. 

E mi immagino che forse darò la stessa impressione scialba, alla psicologa, perché già i miei familiari mi hanno descritta così. Non ho dalla mia la parlantina, un modo affabile che piace alle persone... sarà un disastro.

^×^  ciao ciao, alla prossima!!! 


By Nadia Semprini dreamer
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(È ovvio, ma dopo i recenti furti di contenuti, meglio ripeterlo. Nessuno al momento è autorizzato a usare il mio materiale, per cui se lo vedete in giro segnalatemelo! Grazie)

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