sabato 2 maggio 2015

FM Una nuova vita. La nuova normalità con la fibromialgia

Fibro Life è una rubrica dove io, Nadia, quarantenne malata di fibromialgia da una vita (ma diagnosticata dal 2000) racconto la mia nuova normalità, la vita a cui ho dovuto abituarmi senza guardare più indietro, senza piangere più per quello che ho perso. Ne parlo rivolta alle malate storiche, come me, abituate alla versione più grave della sindrome, ma anche a chi ci si ritrova da poco e non sa dove sbattere la testa. Con affetto.

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Bentornati! Una nuova giornata in questa vita incredibile, la vita con la fibromialgia.

Conoscete la pagina di Fibro? È il mio fumetto su questo tema: qui

Oggi non è una delle giornate peggiori, anzi i dolori sono tenui, sto in piedi con facilità, e di conseguenza sono presa da una grande voglia di fare, di rimettermi in pari, di recuperare il lavoro non fatto, in casa e negli hobby... 
Non dovrei mai illudermi, lo so, però la felicità di potersi sentire quasi come prima, è una grande felicità. Sai che non guarisci, che  non se ne va, però se si mantenesse così poco invadente 
sarebbe bellissimo! 

Come potete immaginare,  come sapete già dalla vostra esperienza personale, lo sgambetto è dietro l'angolo. Mai crederci troppo, che la delusione è più grande. Purtroppo per me, sono una persona che ci crede tanto, che si illude, che fa subito grandi progetti... dovrò lavorare un po' su questo lato del mio carattere. 
Ecco cosa è successo oggi.

^_^

2 maggio 2015
E che cactus però... 

Pensavo che, visto che oggi sto in piedi, potrei dare una pulita: la casa fa paura! E allora ok, via, con entusiasmo!!! 

Mi piace avere la casa in ordine e a vederla invece così trascurata mi dispiace. Vorrei riportare tutto al suo antico splendore (si dice così, vero? Anche se mi sono trasferita qui che stavo già male, e lo splendore non c'è mai stato... ma ho in testa come dovrebbe essere, come immaginavo le stanze quando ho comprato i mobili... sarebbe una casetta deliziosa!!!).

E così mi dò da fare, c'è tempo buono e magari una stanza la pulisco a fondo, o anche due: la cameretta non la usano adesso, e così potrei sbaraccare tranquilla, ma forse è più urgente la cucina, ci mangiamo! 

Sono partita con tutta la mia determinazione e buona volontà - non sono una lavativa lazzarona scansafatiche! E ve lo dimostrerò, a voi che criticate... - e dopo 5 minuti ero di nuovo stesa nel letto, fiatone, dolori intensi. Ho solo dato una spazzatina in due stanze, il lavoro più stupido del mondo!!! 

Ma come si fa, sta cosa mi esasperaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!

Almeno fossi arrivata a lavare i pavimenti, che ne hanno un gran bisogno... ed era importante pulire il top della cucina, che è normale, un uomo lava i piatti ma alle altre cose non ci pensa... e nella cameretta, c'è una polvere che ci si potrebbe sciare... e no, non mi devo vergognare a dirlo, se sono nel letto non sto pulendo, è ovvio. 
Non ho mica la colf, dovrei lavorare per potermela permettere. 

Uff... respira, Nadia. Incazzarsi non serve a niente. Cercati un bel programma in tv e preparati all'ennesima giornata sprecata.

Non so neanche come mettermi, come piegare le gambe... già un ginocchio fa malissimo, assieme alla caviglia (dell'altra gamba!), sono azzoppata e dovrò starmene buona finché non passa. Fa male anche a riposo, ma se carico il peso di più. 
E che nausea forte, mi sa che quello che ho mangiato per pranzo, non lo tengo. 

Lo sforzo, la fatica -secondo il mio corpo erano cose al di sopra delle sue possibilità, e forse è vero, non camminavo da Natale e dovrei aspettare il recupero. Ma la casa non può aspettare più, dovevo provarci. 

E non puoi ragionare con la fibromialgia, non puoi aspettare di recuperare le forze, perché ti lascia pochi giorni di tregua (questi! Migliori non ce ne saranno, già essere senza dolori fissi, ma solo con quelli causati da sforzo, è un lusso! ), e poi ricomincia una nuova fase acuta... Non sai quanto tempo avrai tra un inferno e il successivo. Passa all'improvviso, e all'improvviso ritorna.

Saltato anche il giretto del tardo pomeriggio, che doveva essere il premio per i lavoretti fatti. Giusto così, perché di fatto non ho combinato ancora un cactus... logico: no lavoretto no giretto. Il destino è molto razionale (sto scherzando... il destino è doppiamente carogna).

Cosa pretendo, poi, io che sono diventata un rottame umano?

Non faccio niente di produttivo, di utile, che serva alla famiglia. Sono una parassita, vivo a sbafo. Questa vocina cerco di non ascoltarla mai, però in certi momenti mi ronza in testa feroce. Mi fa sentire uno schifo. Ma io non ero così, non lo sono neanche adesso, e non mi merito di essere vista e vissuta così...

E che cactus...

Vi aspetto per raccontarvi altre piccole grandi storie in diretta da questo strano mondo parallelo!!! 



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