lunedì 2 marzo 2015

16 / Seduzioni Virtuali - Organizzazioni Segrete

Riedizione 2015 di Seduzioni Virtuali
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Carol stava per uscire dell'appartamento di Sandra. Il criceto Ham Taro (che fantasia!) stava benone. A pancia piena, ronfava. Carol era proprio stanca, era l'una. Non vedeva l'ora di arrivare a casa e guardare i messaggi sul computer. Il bellissimo Benjiamin il giorno prima le aveva mandato una sua foto in costume, al mare. (Che bonazzo! Statuario!) Aggiungendo che doveva dirle una cosa. 
Ecco, non era proprio la più raffinata delle strategie, ma per quelli fighi ci sono regole diverse...

Chissà se aveva scritto anche a Sandra... in fondo era giusto sapere, affinché lui non prendesse in giro nessuna. E il computer era lì, incustodito... e sarebbe stato facile: vivendo sola, a Sandra non serviva la password! 
"No, non posso. Anche perché se apro i messaggi per leggerli si vede!" Chiuse il portoncino e via. Benji aveva sicuramente contattato tutte e quattro le amiche. 
Quella notte brava, pur viziando per contratto lei, la festeggiata, si era diviso equamente. Quindi si poteva ipotizzare che la foto in costume fosse un promemoria, un biglietto da visita che mandava a tutte le clienti. Nessun reale interesse.

Tanto i pretendenti non erano finiti, il bottino di quella serata era stato incredibile! 
Già Marco le era piaciuto di più. Uno delle buste, quello più pratico, quello senza sentimenti, quello che era già pronto per concretizzare. Forse un po' sbrigativo, ma l'interesse per lei era evidente! Non si parlava del tempo o del carovita... 

Marco aveva una voce sexy e il tono sicuro di chi sa quello che fa.
Un cattivo ragazzo! Tipologia che aveva un certo appeal! Per Carol di sicuro.

Chiamarlo di nuovo significava accettare un flirt squisitamente fisico. E perchè no?
"Sono 120 km ma non importa, ti raggiungo lì." aveva detto nella prima e unica telefonata.

Con un po' di pazienza Carol aveva trovato una foto, al sito che aveva indicato sulla lettera. Era un sito di design, progettazione, di lavoro insomma. L'immagine era seriosa, un mezzo busto in giacca e cravatta, il viso era carino e giovane. Foto recente o no? Sarebbe stato interessante incontrarlo... ma chissà quali pretese!

E infatti, quando lo richiamò, qualche giorno dopo:" Tesoro, sono libero questo sabato".
"Perfetto! Così ci prendiamo un caffè, ci conosciamo..."

Marco era forte della sua giovinezza, non aveva neanche trent'anni: "Se vengo lì voglio che mi fai un lavoretto di bocca, almeno... "
Non era una richiesta esagerata, ma è comunque strano pattuirlo in anticipo! Carol ci era rimasta male: "Bah, si vede che si fa così.  Sono fuori dal giro e non so più come muovermi..."

Rimaneva lo spauracchio: e se invece non le piaceva, e la costringeva a contatti intimi? Lui le aveva inviato delle immagini, pezzi del suo corpo - come è usanza, le parti ritenute più interessanti - ma nulla a figura intera. 
E si sa che se una persona evita di ritrarsi integralmente c'è la fregatura: una pancetta prominente, brutte cicatrici, tatuaggi imbarazzanti, peluria da orso, chiappe brufolose ... al solo pensiero le veniva da vomitare! 

Troppo pericoloso, così a scatola chiusa. Però doveva rischiare, magari sarebbe andata con un'amica. A un primo esame visivo non avrebbe potuto capire molto, ma già poteva verificarne la reale età, i modi. Se proprio era uno Shrek si sarebbe fermata al caffè. 

"D'accordo, ci vediamo sabato alla stazione dei treni, ti vengo a prendere. Fammi sapere l'orario appena lo sai"
"E dopo il caffè? Prendiamo una camera in un motel?"
"A casa mia va bene?"
"Basta che scopiamo."
E questo era Marco. Coerente tra scritto e orale, bisognava vedere poi come si sarebbe comportato una volta lì.

"Ma non ti vedo molto convinta... sei sicura?" le domandò Wendy, al parco, una volta aggiornata sulle novità più frivole. - I primi giorni erano stati occupati dalle questioni più serie, Sandra e l'incidente.- "Uffa, hai ragione, è rischioso, ma non posso aspettare il principe azzurro tutta la vita!"
"Ti vedo cambiata, hai tutta questa fretta addosso... e poi sei poco selettiva, ci stai anche con chi non ti piace." le faceva notare Wendy.
"Non vengo più a correre con te, se ogni volta mi fai la visita psichiatrica!" rispose ridendo. "Lo sai da dove viene tutta questa prescia, la fretta insomma... mi dimentico sempre che il dialetto di qui non lo sai"
"Il fatto che hai 40 anni non deve diventare un'ossessione, non sei in scadenza come una mozzarella. Adesso stretching... fai come me."
"Ahia, tira da bestia... da una parte penso a Nicholas e a quanto gli serve un padre, dall'altra volevo divertirmi un po' anche io..."
"Allora se ti vuoi svagare meglio rivolgersi a persone fidate... corsetta sul posto, un duè... ci sono dei ragazzi, belli e giovani, sui 30-35 in media, che sono disponibili per una serata diversa, massima discrezione..."
"E che organizzazione sarebbe? Si paga una quota di iscrizione? Ahah! Miseria se siete attrezzate!" 
"La tua fervida immaginazione lavora, eh?" la prendeva in giro l'amica. "Quasi quasi ti chiederei a che organizzazione stai pensando!"

"Mi veniva in mente un film, dove uomini e donne in carriera avevano questo sistema di incontrarsi random la sera... senza nomi, senza impegno, gente selezionata..." 
"Devo deluderti, Carol. Niente di così raffinato."
Finita la corsa, tornarono accaldate e col fiatone alla macchina. "Ti spiego: è una specie di agendina nera collettiva, sono i ragazzi che abbiamo provato negli anni. Quelli validi, belli e bravi - e sottolineo bravi - ma soprattutto che hanno avuto un comportamento giusto, complice e discreto. Non si può andare all'avventura ogni volta, cara mia..."
Carol cominciava a comprendere molte cose: "Quindi non si va a caccia ogni sera..."
"Certo che no! Tutta quella fatica per ogni scopata? Ma sei pazza?" Wendy la guardava divertita. "Davvero pensavi che cercassimo uomini nuovi ogni volta? Ahah! Anche perché ormai, qui in zona, quelli disponibili ce li siamo fatti tutti... non ci sarebbero neanche tutti quelle prede, e sai che siamo sempre qua, a parte quel mese scarso di vacanze. 
Calcola 3 uomini a settimana, siamo in 3, 52 settimane l'anno per 25 anni... dico davvero, prendi il cell e fai il conto!" 
"Ok, 11.700. Però! No, non credo ci sia tutto questo materiale umano in giro... non ho tolto le vacanze, ma è già indicativo..." "che poi ultimamente le ferie non si fanno più, la crisi..."

Erano arrivate da Carol. "Sali per una tisana o un caffè? " 
"No, Carol vado a casa. Poi stasera sono da Sandra, le faccio le meches." 
Era scesa. Con una mano sullo sportello, scambiava le ultime parole: "Per fortuna si è ripresa. Ciao! Alla prossima! " 
"Ciao! E attenta all'Organizzazione, 007!"

Un uomo, un vicino, la stava guardando da dietro le tendine.

By Nadia Semprini Dreamer

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 Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati.* anche sulle immagini copyright = divieto di utilizzo!

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