lunedì 16 febbraio 2015

9/ Seduzioni Virtuali - Bailando Lambada

Puntata 9 di "Seduzioni Virtuali" by dreamer
Riedizione 2015

--> prima puntata

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Eccole tutte e tre in pista. La musica era vintage e si sentivano ancora delle ventenni spensierate. Sandra e Wendy si ricordavano ancora tutte le mosse della macarena! E c'erano i Doors, la lambada... un autentico viaggio nel tempo! 
"Siete incredibili!" applaudiva Carol, "nei balletti non vi batte nessuno!"
Anche da giovani, erano sempre preparatissime, provavano a casa le coreografie per potersi esibire ballando sui lunghi tavoli delle birrerie! A Carol invece non interessava.

Entrando nella sala, tutta luci stroboscopiche e mattonelle luminose, anche le amiche avevano avuto un numero: 260 e 261.

Molte donne non lo volevano, ed era un bene! Meno giocatrici, più montepremi...
Restava comunque molta concorrenza. Anche per colpa di una comitiva di giovincelle! 
"Che scorrettezza, sgambettarci davanti con quelle cosce acerbe e sode! Come sono magre!!!" Disse Wendy. Che non era mai stata grassa, ma nemmeno così anoressica.
"Per forza! Le ragazze di oggi sono abituate fin da piccole a fare la fame, il loro peso forma è 40 chili, non 55!" spiegò Carol. Lei poi era più burrosa, sapeva bene quanto fosse diverso negli anni 90, che nessuno l'aveva mai considerata obesa. Le amiche del figlio, della stessa corporatura di una giovane Carol, erano tormentate in rete e etichettate come "schifose obese". Che mondo assurdo... Guardavano tutte verso le ragazze secche, pensose. Quelle si sentivano osservate ma superiori: "Che vogliono quelle vecchie puttane?"

"Uffa! Non dovevano lasciarle entrare!" protestava Wendy, ripartendo. Un broncio scherzoso, perché tanto non c'era niente da fare.
"Non ti preoccupare, siamo ancora delle belle donzelle!" la rassicurava Sandra. Che si guardava intorno affamata, cercando il tipo del guardaroba.

Le raggiunse quasi subito Amber. 
"Ciao donne! Per fortuna non siete ancora entrate nella pista! Non vi avrei trovate più!"
"No, cara! Questa scusa non regge più! " rideva Carol "Ehi, vi ricordate tutte le volte che andava a casa coi ragazzi con la scusa che non ci aveva trovato?"
"È vero, eheh..." ammise, "ora ci sono questi cavolo di cellulari, ti trovano ovunque!"
"E il biondino? Dove l'hai lasciato?" 

"Al nostro tavolo. Sta facendo una telefonata lunghissima, di lavoro. Dice che è reperibile e che stanno vedendo se il guasto alla centrale si puo sistemare per telefono o se deve andare via..."

"E che lavoro farebbe, che lo disturbano la notte?" Non le importava niente, a Wendy, ormai glielo lasciava; ma qualcosa bisognava pur dire... "Ehm... è un tecnico in un grande depuratore... e non fate battute!"
"No, Amber, ce l'avevo! Che cattiva che sei!" "Sandra, mi dispiace ma le faccio solo io..." 

In quel momento ebbe un lieve giramento di testa. 
Le altre tre ripresero il discorso delle buste: "Allora Amber, dicevamo che qui si va a caccia..."
"Come la zona safari dei pokemon?" voleva chiedere Carol. No, non avrebbero capito: si riferiva a un videogioco del figlio e loro non erano mamme e neanche giocatrici. Lasciò perdere. Anche se l'idea di catturare gli uomini con una pokeball non era malvagia... e l'opzione maniere forti o dolci era la stessa che si riscontrava nella realtà. Potevi lanciargli un biscottino o combattere finché fossero così deboli da arrendersi! 

Sandra intanto spiegava:
"Il sistema per acchiappare è semplice: basta un pochino di memoria! Guardate il tipo, ricordate il numero".
E lo disse guardando Carol, perché prima era assorta in altri pensieri. Voleva capire se era tornata tra loro.

"Ehi, Wendy! Sono entrata negli Anta ma ancora mi ricordo come si fa!" Si offese, per finta, Carol, "E poi sono stata l'ultima a compiere gli anni, per cui siete tutte più vecchie di me!"

"Sì ma tu li porti malissimo!" sghignazzò Amber. Non faceva ridere.

"Accidenti Amber, sei già fuori come un balcone..." la prese per mano Sandra. "Ti porto a prendere un caffè, non stai bene."
"Come hai detto? Mi porti al bancone?". 
"No, Amber..." 
E iniziò la sceneggiata per cui era famosa... non riuscivano a trattenerla. Gridò:
"Ma quello è proprio il bancone del bar, guarda! 
Ehi tu, Tom Cruise di Cocktail, dammi un whisky!!!"
"Scusala" sorrise imbarazzata al dj che era alla sua consolle. Decisamente non era il bancone del bar! E il dj, rivolto ad Amber, togliendosi le cuffie: "Come dici, bionda? Volevi dei dischi?"
A Sandra veniva da ridere: ma che bella coppia di rintronati!

Wendy era rimasta con Carol, e le spiegava quel discorso della memoria...

" Serve la memoria fotografica! Guardare bene chi passa e ricordarsi il numero del tipo, quindi scrivergli".
"Ho capito, ma se non voglio fare il primo passo?"
"Puoi aspettare che qualcuno ti noti, e ti scriva. Oppure può tagliare corto e attaccare bottone..."
"E che è? Un sarto? Ahah!" Rise di gusto Carol. Che bello vederla ridere. Anche se era una cavolata.
Il peggio era passato.

"Tu che tattica adotterai?" chiese Wendy. Cavolo, era scivolata subito... adottare faceva pensare ai bambini piccoli, quindi al suo Matteo... "Voglio dire, pensi di buttarti, se capita un bell'uomo? Ti immagini? Un bel bacio appassionato!"

Carol non si accorse della gaffe, era ancora scossa dopo l'incontro con Carter, il suo ex. E dopo quel bacio! Nonostante la rabbia, e l'affronto, doveva riconoscere che quelli di Carter erano baci speciali. Baciava molto bene!

"Oh, che faccina contenta! L'idea ti alletta?" chiedeva Wendy.
Sì, baci che li allettavano letteralmente! Li facevano finire a letto, come una forte influenza... una febbre... rovente...

Carol si riprese dai pensieri torbidi di loro due abbracciati davanti al camino del rifugio di montagna. Indagò sul conto dell'amica:

"Tu piuttosto, è un po' che non ti vedi con nessuno -che io sappia... o c'è un uomo segreto?"
"No, non c'è. Lo sapresti."
"Quindi?" Incalzò Carol.
"Quindi mi propongo e incrocio le dita!" Avrebbe voluto aggiungere che tanto è inutile perché poi passa Amber e glieli frega! Confidava però in una seconda chance, e doveva essere più svelta stavolta.
"Brava Wendy! Chi l'ha detto che devono fare tutto gli uomini?"

Gli uomini passavano, loro guardavano sorridendo. Si fermò un tipo belloccio, davanti a Carol: "Sposta i capelli, che non si vede il numero..."
Non se lo aspettava! Lui sorrise, scostò da solo la ciocca di capelli dalle punte rosso-fuxia, e lesse: "260". Poi sparì tra la folla.
"Ma... cosa?" Carol era davvero divertita. Anche Wendy! Un bel sorriso lo aveva riservato anche a lei, sussurrando un "E 261..." che l'amica non aveva colto, essendo lui già di schiena. Perché dirglielo? Era la sua festa e doveva sentirsi speciale.

Sandra e Amber ritornarono dal bar. La biondina sciocchina stava meglio. La serata procedeva, tra balli in pista e lettere inviate o ricevute.
Wendy era determinata a tornare a casa con una nuova conquista, quindi per andare sul sicuro scrisse a una decina di uomini attraenti.

Sandra non cercava, preferiva vagliare le offerte. Era la più appariscente, quella che non aveva bisogno di fare niente...

Carol rivangò nel passato: "Vi ricordate che da ragazze la Sandra riceveva venti buste mentre noi restavamo a bocca asciutta? Come andrà stasera?"
Non era un bel ricordo, forse avrebbe dovuto tacere. Ma tanto era sicura che ci avevano pensato. Erano cambiate molto negli anni e adesso forse la più carina era Amber... era legittimo immaginare un rovesciamento della classifica! 

L'età non scalfiva però la sicurezza di Sandra: lei sapeva di essere fantastica e convinceva anche chi aveva davanti.
Il display mostrava i numeri che avevano già posta, c'era anche il suo, ovvio.

"Ovvio!" sottolineò lei, compiaciuta. La modestia non le apparteneva, nemmeno quella finta.
Corsero tutte a controllare. Una specie di postino consegnò le missive.
Comunque non era urgente come nel passato, che bisognava trovarsi subito. Non tutti lasciavano il numero di casa.
Ora era solo curiosità, nessuna fretta: ognuno lasciava non solo il telefono, ma la mail e recapiti vari. Ci si beccava poi in giro.

"Chi li va a cercare adesso nel locale?" domandò Carol. Chi si sarebbe aggregata?
"Io ci penso lunedì, in ufficio" la caccia poteva continuare nel mondo virtuale. "Anche io!".

L'occasione di vedersi subito era interessante, infatti in molti lasciavano un recapito immediato: al bar, vicino al dj...
Carol preferiva le cose all'antica, gli sguardi, il profumo, la pelle. I baci.

Si sedettero sui divanetti. Wendy le leggeva in anteprima: "Sandra mia, a parte questo che ti ha scritto tre volte, gli altri sono tutti diversi! Complimenti!"
E continuò a controllare:
"Qui c'è anche il tavolo, è uno del 3, dove era andata Amber"
"E qui il 20, hai notato dov'era?" anche Carol sbirciava curiosa.

"Guarda! Il 136! Carol, è il tuo numero!" Lei guardò in su: effettivamente sul display appariva il 136, e per ben due volte!
E adesso chi era che cercava proprio lei? 

Fine puntata 9
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Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati.* anche sulle immagini copyright = divieto di utilizzo!

Buona lettura!!!

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