mercoledì 25 febbraio 2015

12 /Seduzioni Virtuali - lettere d'amore, lettere di sesso

Puntata 12 -"Lettere d'amore, lettere di sesso"

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Era il giorno dopo. Dopo la serata movimentata e il regalo specialissimo!!!
Carol, quella mattina, stava guardando la tv, ma i programmi erano noiosi: arredare, cucinare, demolire, dolcetti... Era molto difficile comportarsi come niente fosse. Suo figlio ancora dormiva, una domenica normale. Sperava di non dover incrociare il suo sguardo. Lui non poteva sapere della nottata con Benji, ma avrebbe colto l'aria colpevole della madre...
Carol sapeva che se ne sarebbe comunque vergognata. 
Sentì rumori dal bagno: si era svegliato. Cercò di pensare ad altro. Le ricette in tv non le interessavano, frugò in borsa cercando le buste del gioco. 

Salutò veloce il figlio: "Buongiorno, campione!"
"La sera campioni, la mattina coglioni!" rispose lui. Non era proprio così il detto, ma lo trovarono entrambi divertente.
"Hai la t-shirt a rovescio..."
"Ah sì, hai ragione mamma, eheh".
Meglio attaccare, no?
"Il caffè è nella moka... vado a chiamare Wendy" lei scappò via veloce.
"Ok... hai comprato i cereali?"
"Sì, guarda nella vetrinetta!"
E via, dai reciproci imbarazzi!

Carol andò nella stanzetta del cucito. Ora che poteva parlare forte senza rischiare di svegliarlo, accese il computer e videochiamò l'amica: "Ciao! Sei tutta intera?"
"Insomma! Dopo una ginnastica così! Mi sono ritrovata un sacco di lividi! Guarda!" 
"Sì, anche io... stavo aprendo le buste. Devo ancora leggere le mie lettere!" disse ad alta voce. "Quante sono?"
Ne aveva ricevute due, all'inizio, poi ancora tre. "Saranno una ventina! Non sto più nella pelle!" 

"Dai, leggine qualcuna! Cosa dicono?" la pressava Wendy. Che intanto era al parco a correre. Ora si faceva una meritata pausa sulla panchina all'ombra. Dietro a lei, tanto verde...
"Carol, perché non vieni qua? È un delitto restare a casa in una giornata così!"
"Sì, certo. Ma io ho una casa, devo pulire!"
"Sai che sei una noia?" Sorrise la sportiva Wendy, mentre si beveva una bibita energetica.
Carol cercava una lettera carina da cui iniziare.

Tutte scritture simili, sulle buste. Gli uomini hanno grafie sghembe, tutte più o meno uguali. Difficile però stabilire con certezza se era la stessa persona. Del resto anche loro avevano incaricato Wendy di sbrigare le formalità, potevano esserci anche nelle altre compagnie degli elementi destinati alle beghe più noiose, tipo riportare i numeri sulle buste. 
E dove c'erano soltanto cifre era proprio un mistero!

Non erano venti lettere... ma una vera miseria! Cinque!!! Avrebbe fatto prestissimo ad aprirle e controllarne il mittente. Pensò tuttavia: "Non è importante, cinque fans sono meglio di un fan che scrive cinque volte!" Era una considerazione che aveva fatto Amber la sera prima. Un pochino brilla ma capace di perle di saggezza.

Avvicinò il tavolino, per aprirle con la giusta cura.
"Apro la prima! Ehi, è piuttosto volgare!"
"Cosa dice? Cosa c'è scritto?"
"Leggi tu stessa!" E le mostrò il foglio.

Accanto alla frase, solo un numero di telefono. Normalmente non avrebbe dato corda a uno che si presenta con "Vediamoci al cesso che ti trombo", ma l'orologio biologico ticchettava, l'età avanzava... a 40 anni non ci si può permettere di sciupare un'occasione. Non che dovesse fare altri figli, ma senza aiutini estetici era arrivata al capolinea.

"Wendy, era una proposta per ieri sera..."
"E tu non l'avevi aperta! Che peccato! Era un'occasione d'oro!" Ridacchiò l'altra.
"Ma figurati, così con uno sconosciuto?"
"Eh no, Carol, dopo quello che hai combinato con Benji, tutta questa favoletta dello sconosciuto non vale più, ahah!"
"Uffa, ma Benji non era proprio uno sconosciuto, dai... Era il mio regalo!"

"Sai cosa fai? Siccome c'è il numero, tu lo chiami subito." 
"Di domenica mattina? Wendy, non si fa... Magari è in famiglia, alla messa... " 
"Cavoli suoi, tu chiama. Per sentire la voce... Lo so che per te è un elemento importante!" Wendy era insistente. 
E la conosceva bene: la voce era importante per un 60%.

Magari scherzava sul fatto di chiamarlo in quel momento, però era vero che Carol doveva parlarci: allora compose il numero.
La curiosità era forte. 
Sarebbe stato così grezzo? Volgare e sbrigativo? Oppure più gentile, aristocratico... No, era proprio così, con quel linguaggio "da scaricatore di porto"...

"Pronto?"
"Sono Carol, mi hai scritto ieri..." esordì timida.
"Non ci posso credere! Quella gran troiona coi capelli rossi? Ma lo sai che ti sbatterei qui sul cofano della mia macchina?" 
"Ti ricordi, allora..." aggiunse con tono da vamp.
"Come potrei non ricordare quella bocca? Una bocca che sembra fatta apposta per..."
"Per baciare?" provò a indovinare. "Ma no! Per mio spadone, la scimitarra dell'amore! Devo fartelo assaggiare, porcona mia!"
"Ehm, ora devo andare, ciao" 
"No! Dove scappi? Scus... Ehi, Giacomo! Lascia andare sull'altalena anche tua sorella!"
Carol, un po' sorpresa, mise giù.

"Hai sentito, Wendy?"
"Certo! Fino alle ultimissime parole!"
"Era al parco coi bambini! O nel proprio giardino..." commentò Carol, "come poteva fare certi discorsi?"
"Oh, capirai... gli uomini sono sempre pronti al rimorchio! Te lo dico io!"
"Sarà. Ma allora chi ho di fronte: un maniaco o un buon padre di famiglia?"
"Antropologicamente interessante, devi tenere presente che esiste una grande fetta di mercato di quel tipo. Usano parole forti, ma spesso è gente insospettabile, tranquilla. Mariti annoiati, o separati di fresco. 
Si presentano così sboccacciati solo in queste occasioni libere e segrete, per trasgredire..." Wendy si atteggiava un po' a psicologa. Pedante. Irritante.

Aveva letto molti manuali di amore, autostima, successo e prendeva per buone molte teorie trovate in quei libri.
"Se non mi credi chiediamo a Sandra: lei ha la laurea ad honorem per queste cose!" 
"Ma sì che ti credo..."
 Invece no: 
quei manuali sbrigativi in cui si risolve tutto in dieci mosse, li detestava! 

"La nostra Sandrina fugherà ogni dubbio, vedrai!"
E così Wendy per sicurezza la cercò. Sandra si unì alla conversazione e sì, la tesi era più o meno quella: "Sono uomini che sfuggono da legami troppo stretti e monotoni... devi capirli."

Perché era nata tutta questa discussione, questo affare di stato? Per Carol era la stupidata di uno scherzo telefonico, di chiamare quel tipo così per ridere. Le amiche la volevano già sposata???

"Forse... e sono affranta per lui, ma davvero non mi piace..."
"Se non sai neanche com'è! " "Uffa, fate basta. Grazie" alzò la voce, nervosa.
Accartocciò il foglio e lo buttò via, cancellò il numero anche dal telefono, nessun ripensamento.

"Uh, che caratterino!" commentò Wendy. 
"Che decisione drastica!" le fece eco Sandra. 
"Donne, so fare scelte estreme, visto?" 
"Estreme! Adesso che chiamandolo gli hai lasciato il numero in memoria..." 
"Ahah Wendy, mi becchi sempre!" rise Carol. Ma non ci era arrivata subito.
In verità lasciare il numero era stato uno sbaglio, una svista! 
Non ci pensava proprio, dato che sul suo Aladino di casa non si poteva vedere chi chiamava, se non acquistando un abbonamento aggiuntivo.

Continuavano a parlare senza di lei, e Carol non era felice di essere scavalcata di nuovo.
"Sandra, hai smaltito tutti quegli eccitanti?" 
"Wendy, non ti sfugge niente, eh? Ma ne avevo provato giusto un paio, così... Benji era attrezzatissimo, c'era di tutto!"
"È vero! A me ne ha regalata una selezione, per i prossimi giorni."
"Funzionano?" chiese Carol, che in borsetta si era ritrovata pasticche e flaconcini.
"Anche troppo bene! O sono io che ho esagerato... fatto sta che  stamattina non ne potevo più e ho invitato il mio vicino di pianerottolo per una cosa veloce... è stato contento!" 
"Ci credo!" 
"Ma non dargli il vizio, Sandra, che non te ne liberi più!" 
"Lo so, lo so... adesso lo mando a casa sua". Spostò la telecamera e inquadrò il ragazzo.

Continua
Fine puntata 12 

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Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati.* anche sulle immagini e su tutti i contenuti del blog copyright = divieto di utilizzo!

 Buona lettura!!!

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