giovedì 19 febbraio 2015

11/ Seduzioni Virtuali -Il regalo perfetto

Continua il racconto romantic... hot! 
E si conclude la grande serata delle quattro amiche! Così intensa e confusa da lasciarle provate... e che conseguenze arriveranno! Mettiamo la parola fine a questa prima avventura :)

(In allestimento. Computer guasto, pazientate. Arriveranno belle foto e link)

Seduzioni Virtuali, la nuova versione 2015!

Leggi la prima puntata

Puntata precedente

Riassunto: nel corso di un'uscita tra amiche per festeggiare il quarantesimo compleanno di Carol, l'alcol crea situazioni spiacevoli, attriti, parole di troppo. Litigano nel parcheggio, ma vogliono provare a salvare la serata. Partecipano ai giochi vintage: le telefonate da un tavolo all'altro, le letterine. Incontrano molti uomini, anche troppi. Carter è un ex fidanzato di Carol, ed era meglio che non ci fosse. Amber ha trovato un biondino insignificante, mentre Sandra è impegnata nelle schermaglie con Benjiamin, uomo bellissimo ma troppo sicuro di sè. Wendy ha ricevuto dei messaggi allusivi, ma che figuraccia con l'amica! La serata procede...

Puntata 11

Carol avanzava lenta e furtiva, allungando il collo tra la gente accalcata. Doveva vedere dove si erano nascoste... Non poteva mancare il classico fattone che le si buttava addosso, chiedendo: "Cercavi me?". Peccato fosse su un altro pianeta, era quasi carino! Ma che alito pesante! Beveva forte!

Ritrovarle tutte era una parola! Sandra era di nuovo sul cubo, stavolta corteggiata da tre uomini d'élite, distinti. 
"Saranno ricchi o fanno solo finta di esserlo?" pensò subito Carol.

Appena la vide, l'amica saltò giù: "Allora? Dove siete andati?" "Solo al bar. Un cretino. E il tuo wrestler?" 
"Era andato a cercare Mario..."
"Sandra, non la fare difficile: chi è Mario adesso? Hai così tanti fans tu..."
"Mario è il tipo che ti sei quasi scopata in pista!"
"Eeeeh, non esagerare! Sbaciucchiato... ah, si chiamava così?"

I tre guardavano, in modo viscido, anche Carol: "Che tipi sono?" le chiese all'orecchio.
Sandra spiegò che si erano vantati di ville, auto di lusso, yacht. Di argomentare su altre cose non erano capaci. Che noia!
Quasi meglio i palestrati!

"Bella coppia comunque: Mario e Luigi!" osservò Carol.
"Luigi era il mio, giusto? Beh, adesso provavo con questi qua, ma insomma... cioè loro ci provavano con me."
"Non mi piacciono per niente, dai cerchiamo Amber e Wendy".
Carol prese sotto braccio Sandra e fuggirono via veloci, lasciandoli interdetti.

"A una certa età, una donna non può pretendere di trovare bellezza, intelligenza e status..." diceva la festeggiata. L'alcol la rendeva filosofica. E sibillina. 
"Allora torniamo indietro? Se vuoi provarci... "
"No, no, quelli facevano pena! Dico per i prossimi! C'è ancora tutto lo speed date!"
"Ma stai scherzando? Sono già stanca!"
"No, faremo tutto, poche storie!" Carol era risoluta.

"Ma lo sai che si sono presentati anche quelli delle lettere? Mamma mia che desolazione"
E ancora quella parola, 'mamma'... Si dice, è anche difficile trattenersi, ma risultava odioso almeno quanto lo è dire 'Arrivederci' a un cieco! Ma doveva portare pazienza. 

I consigli sentimentali però erano troppo, non voleva sentire la Sandra Sotuttoio.
"Non è che tu, Sandra, ti aspetti troppo? A una certa età..."
"Assolutamente no! Dall'alto della mia esperienza posso dirti che l'uomo a cui puntare deve essere..."
"Ecco Amber!" La interruppe Carol, sollevata. Con una punta di perfida soddisfazione.

Occupava ancora il loro tavolo 15, parlava con il bel biondino del 3. Tutto bene, tenerezze, bacini. Non sapevano se avvicinarsi, disturbare. 

Lui le vide e chiese qualcosa ad Amber, che fece cenno di sì col capo. "Sandra! Carol! Venite qui."

Quello che dovevano sapere, di urgente, era che un amico del biondo, un certo Gino, voleva conoscere Sandra. Era deluso perché lei non aveva risposto alla sua lettera nel gioco. La cosa sembrava tenera, perciò accettò di fare due chiacchiere con questo ammiratore coraggioso. Puntare a lei era ambizioso... 

"Ok, vado al suo tavolo", confermò e andò. Tanto per passare dieci minuti e scroccare una bibita, si disse interiormente, per convincersi. 

Mentre avanzava, elegante e pensierosa, il biondo avvisava l'amico: "Arriva. Sì, l'amica della mia ragazza! Non svenire!".
Amber era ancora un pochino stordita (il caffè non può fare miracoli) ma aveva notato con piacere che lui aveva detto 'la mia ragazza'... dolceee!!!

Carol era il terzo incomodo
 e pensò bene di tornare nella sala orientale per prendere informazioni sugli appuntamenti al buio, ormai imminenti. Il dj chiamava i partecipanti, l'inizio era stato spostato alle due abbondanti, perchè ancora non c'era nessuno. 
Una gentile addetta fornì tutti i chiarimenti del caso: seppe che grazie alle schede compilate, veniva fatta una prima scrematura. 
Per ogni donna erano proposte cinque scelte, non di più. Ora bisognava solo sperare che Wendy avesse scritto cose belle!

Lei dov'era? Era parecchio che non la vedevano, il numero 200, quello del pugno a Carter, se l'era portata via. Boh. 

Sandra si sedette al tavolo 3, vuoto. Aspettando l'amico del biondino. Dopo cinque minuti si presentò un uomo moro, in carne, arrabbiato: "Vedi come fa, quando la gente ti ignora?" 
"Già... Sei Gino? Piacere" 
Il tizio si sedette con stizza, non le tese la mano per stringerla. 
"No. Se davvero era un piacere, mi rispondevi subito." 

Di male in peggio! Questo aveva dei problemi... 
Rispose sicura: "Mi dispiace, ma avevo deciso di leggermele a casa, le lettere, con comodo." 
Ma lui non si lasciava intimidire dal carattere di Sandra: "A casa? E che senso ha? Il senso di queste serate è che ci si vede, si parla di persona! 
Bisogna seguire le regole, non puoi fare come ti pare." Chiaramente lui era preso dalle sue fissazioni, non era Sandra ad incutere meno paura e soggezione. Anzi lei era tosta come al solito, e non si sarebbe scusata.

"Senti, se voglio ballare adesso e leggere domani, sono affari miei." "Pure maleducata! Ti ho già segnalato all'organizzazione, non credere di passarla liscia". Era inquietante, arrabbiato e convinto. 
"Adesso taci? Dimmi qualcosa, parla! Zzz, mi sto addormentando!" 
Sandra si sentiva a disagio. Si alzò in piedi, cercando un modo sicuro per congedarsi: "Ehm, ora devo andare, ci sentiamo, ok?" 
"Che delusione, Sandra... non ti facevo così insignificante." 

Tornò al tavolo 15, perplessa. E preoccupata per Amber, se anche il suo spasimante era così fiscale e arrabbiato? Avrebbe voluto essere una mosca per poterli ascoltare... ma doveva farsi vedere. 
"Ciao, ragazzi. Ho conosciuto il tuo amico" sorrise forzatamente. 

"Sicuramente ti avrà sgridato per i tuoi errori. Noi partecipiamo alle serate per single da dieci anni ormai, e che le persone non seguano le regole internazionali ci fa infuriare. Specie voi vecchie, ancora non le avete capite? Sono le stesse da sempre!" 
Che screanzato! Che modi.

Anche Amber iniziava a guardarlo con sospetto. Sandra ne aveva abbastanza: "Vecchia sarà tua sorella, prima cosa! Seconda cosa, noi non siamo tenute a conoscere queste regole balorde, se erano importanti ci davano un foglietto con le istruzioni..." 
"Pfui! Queste cose si sanno!" 
"Le saprete voi, morti di fiqa, che non battete chiodo da dieci anni! Noi abbiamo una vita, uomini, relazioni..." 

I due fidanzatini avevano la stessa espressione allibita: "Da non credere!" lui, "Ma guarda te che elementi!" lei. 

Amber era già in piedi, pronta a portarsi via l'amica: "Ora c'è il gioco, andiamo di là... ciao..." 
"Sì, e manca ancora Wendy."

Biondino e amico si stavano parlando tramite il telefono del tavolo, le ragazze li guardavano di nascosto, con disprezzo, intanto che cercavano punti ancora più panoramici per localizzare le assenti.

"Gino? Sono io, avevi ragione! Anche Amber, che appariva regolare, poi ha seguito quella sovversiva. Vatti a fidare..." 
"E sono lì con te?" 
"No, ora vanno agli appuntamenti al buio! Ti dico di sì!" 
"È inaudito! Sandra dal momento che ha accettato la mia compagnia, era tenuta a concludere la serata con me! È la regola!" 
"Allora dobbiamo far valere le regole".

"Uffi, era tanto carino!" si lamentava intanto Amber. E Sandra: "Fidati, se uno così grazioso resta single, ci sono dei problemi, sotto sotto!"

All'improvviso, mentre lo speaker invitava i concorrenti nella sala degli arabeschi, ecco riapparire Wendy. Un pochino stropicciata e spettinata... 
"Ehi, come va?" 
"Bene, bene" sorrise eloquente. "Aveva la macchina bella?" chiese Sandra. 
"E come fai a sapere che siamo stati in macchina...si vede?" Era imbarazzatissima. 
"Si vede sì! Andiamo in bagno a rimetterci in sesto, dai" 
Make up rifatto, sistematina generale, tutte e quattro pronte per i giochi! 

"I vostri adesivi e le schede", porgendo con sollievo quei fogli che si era portata dietro dovunque, con la paura di perderli. 
"Tu non partecipi?" 
"Beh, no... Sto ufficialmente con lui, non posso tradirlo subito!"
"State insieme!!! Grande Wendy!!! Congratulazioni!"
"Non è tradimento, parli soltanto... Avanti, è divertente, facciamolo tutte insieme!" Capitolò: Sandra era molto convincente. E si presentarono allo speed date come quattro single interessanti... anche se già molto stanche!

Carol si augurava di non trovarci Carter, per il resto pensava che potesse essere importante, a 40 anni, ampliare il ventaglio di possibilità. Cercava un uomo intrigante, speciale. Serio, un padre per i suoi figli, concreto.Voleva trovarlo in fretta. La prospettiva di diventare habituè di quei ritrovi da single, con tutte le regoline e i codicilli, non era allettante!

Amber, ancora frastornata, si ritrovò cinque allegri chiacchieroni, non riusciva nemmeno a seguirne i discorsi! 

Siccome Wendy aveva differenziato le descrizioni sui moduli, non ebbero nessun uomo in comune. Per lei, i più istruiti e riflessivi, per Carol (la conosceva bene) tipi tradizionali e solidi, per Sandra anticonformisti e spirituali. Per una volta non venivano scelti per la bellezza, ma per valori e stili di vita. Pessimo criterio! Quasi un'ora di tortura, nessun candidato valido.

Finita la serata, nonostante aver tanto parlato e ascoltato, e aver conosciuto gente nuova e sorprendente, un vero uomo per la notte non lo avevano trovato... Sandra allora ebbe un'ideona: "Sapete cosa facciamo? Anticipiamo lo shopping per il regalo di Carol. Cacciate i soldi - e tu, festeggiata non guardare, non si dice mai quanto costa il regalo! - Benissimo, voi andate al guardaroba anche per me, io sistemo la faccenda; ci vediamo alla macchina". 
"D'accordo..." Non era molto chiaro, e siccome fino al pomeriggio erano dell'idea di comprarle una borsa firmata originale, si domandavano dove la potesse trovare, in piena notte. Aspettarono parecchio, in auto, Sandra non arrivava mai. 

Finalmente eccola trotterellare contenta in con un belloccio per mano. Era Benjiamin, il gigolò. Lui l'aveva detto a Sandra che sarebbe tornata!

"Ha fatto una conquista dell'ultimo minuto?" disse Wendy, mentre cercava di vedere, ma i finestrini erano appannati.
"Quello vende le borse sotto banco?" si lasciò sfuggire Amber. Aveva svelato il regalo...
"No, le borse sotto gli occhi!" sghignazzò Wendy. 

Erano curiose... era un bell'uomo, quello che si stava avvicinando, non si ricordavano più di lui, con tutte le facce viste quella sera! Anzi, vagamente: "Era quello con cui aveva parlato al tavolo! Già!" 
"Ma non aveva detto che era un imbecille?"
Ciarlarono ancora un po', fino al "cloc" della portiera.

Giunta all'auto, Sandra era elettrizzata: "Fateci salire, su!"
"Non ci stiamo... " disse Amber. Un po' assonnata e provata, come tutte."
"Hai sentito? Non ci stanno... vado via?" Chiese lui. 

"No, tu resti! Non prendere tutto alla lettera! Se ci stringiamo, c'è posto per tutti". Sandra si divertiva in quel botta e risposta. 
"Hai risolto per il regalo?" si informò Wendy. 
"Risolto, tranquilla". 
"Al pacco ci penso io..." disse Benji. Con un sorrisino ammiccante, una faccia da schiaffi adorabile...
"Ma te ne stai zittino cinque minuti?!?" Faticava a gestirlo, Sandra. Ma lui la faceva ridere.

"Possiamo andare da me per un ultimo drink? Così vi spiego" 
"Ok, Sandra, però... se vuoi restare sola col tuo amico, facciamo un'altra volta." Effettivamente, l'idea di tenerselo tutto per sè l'aveva sfiorata. Tra poco sarebbe stato lui a sfiorarla, e si sentiva morire nell'attesa...
"Potete resistere dieci minuti?" Ironica, Sandra sgridava le altre... "Capisco la curiosità, ma non posso dirvelo adesso, è una sorpresa..."
"E che sorpresa!" 
"Taci, Benjiamin!"

Fine 11a puntata

Leggi la 12a puntata



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