martedì 17 febbraio 2015

10/ Seduzioni Virtuali - Carol e Carter


Puntata 10 di "Seduzioni Virtuali" by dreamer
Riedizione 2015

Tutte le immagini ( disegni, schemi, curiosità ) sul mio facebook e su Pinterest!!! 

---> leggi la prima puntata

Febbre a febbraio (leggi il post!)
Un articolo riassuntivo sulle attività di questi due mesi. Sono ancora disordinata, ma sto lavorando moltissimo. Salute permettendo, il 2015 è l'anno in cui terminerò i progetti, darò un senso unitario alle raccolte, mi frenerò quando si tratta di fare cose nuove (accettando solo quelle importanti) per lasciare tempo ed energie alla postproduzione :) Non si dice così, lo so, voglio solo dire che dopo il disegno o la storia c'è molto altro, un grande lavoro di preparazione dietro le quinte (e lì resta) e poi renderle presentabili e carucce :) 

E ora leggete come ho sistemato il racconto :)

Vai alla Puntata precedente ( n. 9)

Wendy era di nuovo in fila per il ritiro della posta. Per lei nemmeno una lettera, pazienza. Almeno aveva parte attiva nel gioco. Ci aveva provato ma era andata male. 

I destinatari non l'avevano vista e quindi non rispondevano. Chi l'avrebbe notata, così banalotta? Non faceva niente per spiccare, per enfatizzare i suoi bei lineamenti o le curve. E forse, tagliare i capelli così corti era stato un errore.
E non era nemmeno furba: girare assieme a Sandra avrebbe garantito sicura visibilità. Doveva sfruttare l'effetto Mosè-che-separa-le-acque che avveniva al suo passaggio!

Però Wendy era fatta a modo suo, voleva piacere per com'era veramente, senza scorciatoie o mezzucci. 
E più di tutto, avrebbe odiato essere considerata l'amica di quella gnocca, la bruttina ma simpatica... mai più, ci era già passata, basta. 

Oh! A sorpresa, tra i tanti 260, ecco un 261! 
"Si saranno sbagliati..." diceva per scaramanzia, tesa e preoccupata. 
Era uno scherzo di Sandra? 

Lesse: "Roberto, 45 anni, giovanile, simpatico, numero 200. Telefono ecc. ecc."
Non era molto convinta.
"Una lettera per me, Wendy la racchia? Figurati..."
Mise in tasca e portò le altre buste alle amiche.

Il dj ricordava che era ormai il momento dello speed date. Guardò l'ora nel cellulare: l'una e venti. Erano un po' in ritardo ma era prevedibile.
Ma dove si erano cacciate le ragazze? Si guardò intorno: niente. Eppure non era da loro sparire senza avvisare... incrociò lo sguardo di un bell'uomo dagli occhi chiari. Si sentì pervadere da un brivido, la classica emozione improvvisa che ti fa sudare! 

Alla fine se ne accorse: "Che sceme, ballano sul cubo!" 
La invitavano a larghi gesti, ma lei no, non ci sarebbe salita neanche per un milione di euro!
Amber non c'era più. "È sicuramente tornata dal biondino col lavoro di merda" pensò e rise tra sé.

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Guardò ancora in direzione dell'uomo misterioso. Era molto elegante, giacca e cravatta, ma senza esagerare. L'aveva vista sorridere (per la battuta pensata... lui non lo poteva sapere e credeva fosse un sorriso spontaneo e genuino per lui!), ricambiò. Le fece anche l'occhiolino.
Che peccato! Non aveva l'adesivo col numero, quindi non era papabile
"Uffa, quelli belli sono sempre occupati!" 
brontolò tra sè. 

Come in chat... Wendy aveva più dimestichezza con i flirt a distanza, o forse bastava riprendere l'abitudine? Restava il fatto che anche su internet i più carini erano sposatissimi o gay. Uffa!
Anche quel SexyIronMan... era sposato, figli grandi, relazione stanca. Non era così difficile insinuarsi in queste realtà, gli uomini desideravano attenzioni, entusiasmo, apprezzamento. Ma non era mai facile coinvolgerli davvero.

Intanto Carol sul cubo si dimenava sensuale e divertita, frenata ogni tanto dal terrore di vedere ancora Carter tra i tanti volti sconosciuti. Se lui era davvero con una donna, come le avevano riferito, avrebbe goduto a farsi vedere da Carol assieme a lei... aveva sempre fatto così in passato, con ogni nuova conquista.

Si ricordava ancora quel lunedì, erano fuori ai giardinetti, atmosfera romantica... si erano lasciati da una settimana esatta e lui:
" Sei stata con qualcuno?"
"Ma no, è presto... e poi magari possiamo ripensarci..." rispose lei piena di speranza.
"Invece io sì, che scopata! Con Erica!!! È una cavallona!"

Crash! 
Il suo cuore era andato in pezzi, roba che ti fa cadere le braccia. Ma il cuore fa più male.

Chi diavolo era poi, quella Erica, Carol non lo sapeva. E voleva saperne il meno possibile. Pretendeva forse che diventassero amiche?


E dopo quell'assurdo discorso, si erano incontrati ancora per caso nei locali, alle feste (anche se non vuoi, la città è piccola), e lui era riuscito più volte a baciarla, anche a portarla a casa in macchina. 


Carol e Carter, CarCar per gli amici, una barzelletta, un amore   sbagliato...
Quei cinque anni assieme erano un prendi e lascia, litigi lontananze e brevi occasionali ritorni di fiamma. Finché la famiglia di lei non si era messa in mezzo. Ed era finita sul serio.

Insomma, Carter aveva avuto un potere assoluto su di lei. Lo aveva ancora? Che prospettiva squallida.

Carter non entrò nella sala. Lei riuscì a distrarsi, a concentrarsi su un paio di bei maschioni a petto nudo.

"Che muscoli!" 
stritolò il braccio a Sandra, che guardasse... è consuetudine che più stritoli, più provi entusiasmo per il soggetto...
"Dai, Carol, vai a ballare giù con loro!"
"No!!!" gridò nell'orecchio a Sandra. La musica era altissima e non sentiva nemmeno la propria voce!
Si sentì toccare una gamba. Era ancora in alto, a scatenarsi.
"Un maniaco!" fu il primo pensiero. Invece era uno dei maschioni che si offriva di aiutarla a scendere. "Ma sì!" cedette.
Si lasciò prendere in braccio, che strana sensazione, che fisico possente!

L'amico nel frattempo tirava giù Sandra. Tutto sommato era stata una fortuna, perché la discesa dal cubo non è mai elegante!

I ragazzoni avevano anche i jeans a vita bassa, e le due donne non potevano non guardare! Statuari! E continuarono a ballare con loro.

Da bordo pista, Wendy mostrava il pollice alzato. E sventolava un bel pacco di lettere, ritirate per conto delle amiche.

Wendy restò un po' a guardare le amiche, incuriosita.
Si sentì sgomitare, sul fianco, era Carter. Tutte conoscevano Carter, modi da cafone. Che voleva?
"Ehi, Wanda, come va?"
"Wendy... va bene, grazie" rispose fredda e scocciata.
"Ma se io ti bacio, dici che la Carol si incazza?"
"Sparisci!"
Carter era un bellissimo uomo, peccato il resto. Piaceva a tutte. Anche a Wendy. Che però non voleva prestarsi ai suoi giochetti. Magari in un altro posto, senza Carol presente...

"Dai, dammi un bacio!" insistette il bel Carter, cercando di bloccarla contro il muro. Un pugno in pieno viso, non così forte da spaccargli la mascella, ma eloquente, efficace. Era finito a terra.

Da dove era arrivato quel gancio? Era stato l'uomo con gli occhi chiari, che si era portato via via più vicino a lei, in attesa del momento giusto per parlare.

"Speravo in una occasione migliore per conoscerti..." esordì, mentre Carter si allontanava furioso urlando: "Non finisce qui!" Con quella musica assordante, la frase minacciosa si smorzò inascoltata.

"Mi hai difeso, che eroe! Grazie" Wendy non ci credeva, un principe azzurro, 
un cavaliere senza macchia e senza paura! E senza numero, 
però... ripensò che quindi non era disponibile. Che peccato! "Quante lettere! Tutte per te?" le chiese.
"Ehm, qualcuna... solo qualcuna..."
"Ti faccio vedere una cosa... apri la mia giacca".

Wendy esitò, è un passo importante mettere le mani addosso a un uomo.
"Dai, guarda la camicia"

Scostò la giacca e trovò un adesivo col numero! Il 200.
"L'hai ricevuta? Ti ho scritto anche io"
"Perché?"
La solita incredula e insicura. Perché devi chiedere perché, tonta???

Lui sorrise: "Perché mi piaci. Facciamo due chiacchiere?"
"Va bene. Lo dico alle ragazze."
Corse in pista ad avvisare Carol e Sandra, che erano ancora avvinghiate ai culturisti, poi si allontanò con lui.

Intanto il piano falliva... Carter si era preso un pugno; Carter non era stato visto dalla sua ex, e non poteva sopportarlo! Lei doveva soffrire, non strusciarsi contro quella montagna di muscoli. 

Recuperò la sua accompagnatrice, la trascinò in pista per ballare accanto a Carol. Quando iniziavano con le ripicche erano come bambini, non una donna di 40 anni e un uomo di 50. Facile immaginare l'escalation delle dimostrazioni d'affetto... di odio reciproco. Carol si ritrovò a baciare in modo provocante un uomo di cui non conosceva nemmeno il nome!

Beh, era la sua festa, era single... allora perché no? Carter, lì davanti e controllando che lei lo guardasse, si dimostrava passionale e dolce con la sua tipa. 

Per un po' aveva funzionato, Carol odiava non avere quei baci, odiava che le accarezzasse il collo... 

Proprio come piaceva a lei, era perfido! In seguito il ragazzone si stancò del gioco perverso, le offrì da bere per portarla via di lì. Una volta al bar, sorseggiando una birra piccola assieme (grande grosso e tirchio), le sussurrò una frase... la proposta indecente!

"Ci sono delle stanze, di sopra. Ti va, con la tua amica?"
"Fammi capire, io te e la mia amica?!?"

Non poteva essere, dai. Pensava Carol. Lo chiedeva, ma con la speranza di ricevere una risposta convenzionale. Tipo "che sciocchino, ti piacerebbe..." o qualsiasi cosa che smorzasse la richiesta.
Invece no.

"Luigi, il mio amico, è omosessuale. E la tua amica rimarrebbe a bocca asciutta. Allora ci penso io!"

Carol era indignata. "Che tipo fine poi, dire che rimarrebbe a bocca asciutta..." rifletteva, bevendo lentamente per prendere tempo.
"No, dai, è una frase che si usa, sono maliziosa io..."
Gli ormoni erano in subbuglio, non era da lei! Colpa di Carter, non di questo bullo.

Che continuava: "Dov'è il problema? Lo facciamo sempre.   Ti assicuro che posso soddisfare anche tre donne, quindi... Oppure facciamo tre, che idea, dai! hai un'altra amica?"
"No, senti, non mi interessa" 
Carol diceva addio a mister muscolo. Con questi ricatti, per forza! Tanto non le piaceva particolarmente. 
"E se le tue amiche guardano soltanto? Preferisci così?"
E iniziò ad abbracciarla.
"Lasciami andare, è stato un equivoco, scusa."

L'obiettivo, di farsi vedere con un altro da Carter, era raggiunto. Non c'era bisogno di immischiarsi in cose strane. 
Cose che l'avrebbero tentata in un altro momento, voleva provare tutto prima di diventare troppo vecchia... 
Quella sera era già stata ricca di emozioni! Si allontanò senza voltarsi.

"Chissà le altre cosa stanno combinando..." controllò l'ora:"No! È tardi! Gli appuntamenti saranno già iniziati ormai!" Carol andò a cercarle.
Camminare tutta sola, tra tanta gente... Si sentiva in pericolo, vulnerabile. E se il bullo la stava seguendo? E se le compariva davanti Carter?

Continua
Fine puntata 10

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Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati.* anche sulle immagini copyright = divieto di utilizzo! 

Buona lettura!!!

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