giovedì 29 gennaio 2015

7/ Seduzioni Virtuali - All'altro capo del filo

Continua il racconto improvvisato! Ci ho preso gusto...

(trovate la sesta puntata qui)
Leggi dall'inizio.

Sandra era al telefono. All'altro capo del filo, nella stessa stanza, il ragazzo con la camicia blu. Era difficile dire che età avesse, forse trenta, forse trentacinque anni.


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SANDRA E BENJI by dreamer*


"Non ti vedo da qui, siamo al 15, vicino alla parete viola... Se ti sposti un po' oltre il muretto..."
Ma lui continuava a guardare da un'altra parte, verso la fontana o verso la parete rossa.
"Ma è daltonico o cosa?" Si arrabbiò Sandra. "Non ci vogliono gli studi per trovare il muro viola, ce n'è uno soltanto! E se non è totalmente rincoglionito, dovrebbe capire quale muretto ci scherma la vista". 
"Mi sa che pretendi troppo da un solo uomo!" Disse sconsolata Carol. "Lo andiamo a prendere?"

Amber, impaziente, piantò un secco "Noo!!!", quindi prese il telefono e gli diede un ovvio suggerimento: "Ehi, ciccio, dovunque tu sia... alzati in piedi! Così ti rintracciamo, caxxo!"
Il poveretto ubbidì, del resto il tono di Amber non ammetteva repliche.
Se ne erano accorte anche le amiche, quella sera!
La biondina Amber era capace di un piglio deciso e autoritario, nei suoi momenti di lucidità. Dato che anche quella sera non era davvero ubriaca, le riuscì davvero bene. La piccola e tenera (secondo le amiche...) Amber veniva da una famiglia di militari e non era nuova a quel modo di fare. Forse, se proprio vogliamo trovare un difetto, avrebbe potuto risparmiarsi le parolacce, non sono mai fini.

"È lui!" gongolò Wendy. Finalmente si palesava. Bello come il sole. 
Si alzarono tutte in piedi, contente e curiose... Il ragazzo non fece fatica a identificare il tavolo delle assatanate.
Fece un cenno con la mano, un saluto. Ma per lui parlava il radioso sorriso.

La cornetta tornò a Carol, che non sapeva dove trovare il coraggio. "Ciao... noi siamo Amber, Wendy e Sandra, e io, Carol. Tu come ti chiami? "
"Benjiamin!" rispose baldanzoso. "Ho fatto colpo?"
"Sì!!!" gridò Sandra che era lì vicino ad origliare.

CAROL & AMBER by dreamer *

Le donne erano attorno al vecchio telefono, tutte intente a carpire i suoni del trogloditico strumento.
"Metti il vivavoce!" disse Amber. Ancora in modalità caporalmaggiore.
"Ma ti pare?" La apostrofò Sandra, "Già è un miracolo che questo coso abbia la voce!"
Carol impacciata nell'insolito problema: "Ragazze, ci sto provando. Ma è troppo basso il volume, rispetto alla bolgia di questa stanza!"
"Allora come facciamo? Che sfiga però!!!" scattò Amber innervosita. Quel tipo montato le piaceva proprio, voleva conoscerlo.
"Ehi!" aggiunse tranquilla Sandra, "Si risolve! Non so proprio che problema c'è! La preda è fisicamente qui, ci parleremo di persona!"

E così...
"Scusaci tanto, ma non riusciamo a sentirti, puoi raggiungerci al nostro tavolo?" gli propose Carol.
"Beh, non so..." prese tempo. Prima di accettare voleva vederle bene, esaminare la situazione. Sandra, davanti, sullo sgabello, era perfetta. Poi vide che anche le restanti tre non erano malaccio. Con enfasi, proseguì come faceva quando era interessato: "Non è certo l'unica telefonata della serata e le altre mie donne potrebbero restarci male..."
Certo, sembrava di no, ma vi assicuro che era questa la tattica consolidata del moro affascinante Benjiamin quando si voleva rendere disponibile.

"Cosa dice? Viene qui?"
 "No, fa il prezioso." riferì sprezzante Carol. Senza neppure coprire la cornetta.
Non aveva voglia di stare male per un uomo, mai più! Quindi il gioco non le piaceva affatto.
Le ragazze non erano molto ottimiste, credevano che la caccia a Camicia Blu fosse già fallita miseramente. Poi Benji continuò con tono scherzoso:
"Prezioso io? Guarda che valgo tutti i sospiri e tutte le lacrime!"

Aveva ascoltato tutto! Si vede che in quella direzione la linea aveva un suono forte e chiaro. Un uomo molto diverso dalle loro solite conquiste! Quanta personalità nella sua antipatia!
Scambiò qualche parola con la "mammina" Carol. Delle quali lei non riferì, perchè lui andava veloce, con una gran parlantina. Lei ascoltò attenta.

"Sandra, tieni." Carol le passò ancora la cornetta, nervosa.
"Ve lo cedo volentieri, non lo sopporto!"
"Ma come? Un così bel ragazzo..." le diceva Amber, mentre lei si alzava infastidita: "Vado a fare un giro".

Le ragazze si guardarono interdette: cosa poteva averle detto, il loro nuovo amico, di tanto terribile? 
Comunque Carol era lontana, mentre il bonazzo aspettava in linea, era chiaro quale fosse la priorità. "Ciao! Sono Wendy! Sei fidanzato? Di che segno sei? Che lavoro fai?"
"Ahah, dai, non lo soffocare!" 

C'era qualche piccolo segno di collaborazione, il bellissimo del 17 cedeva un po'. Ma impercettibilmente.

"Cosa dice?" "Passamelo!!!" Se lo litigavano allegramente, lui continuava a negarsi e più persisteva, più lo trovavano divino. E non si schiodava da quel tavolo!

Intanto Carol era schizzata nella direzione opposta, curiosando nella sala da ballo
CAROL by dreamer*


Nuova stanza, nuovo gioco!!! Appena entrata, le avevano appiccicato un adesivo sul petto, numero 136. La spiegazione fu concisa: qui numero, là fogli e buste, laggiù ritiro posta. Facile, esattamente come ai vecchi tempi. Sì, avrebbe ricevuto qualche lettera, esaminato i candidati... proprio come da ragazzina, era divertente. 

Ma quella volta lo speed dating non c'era, non lo aveva mai sperimentato... "È vero! Mi stavo dimenticando! Le devo iscrivere!"
Andò al bancone apposito, per fortuna procedure molto semplici, nessun questionario. Solo un altro adesivo, dove scrivere il proprio nome, e un cartoncino dove elencare le proprie tre doti principali. Ma che addetto antipatico. Comunque il pensiero tornò a Benjiamin. "Per il tipo prezioso servirà un papiro!" 

Non ce l'aveva con lui in particolare, non lo conosceva
le dava fastidio quel tipo di uomo strafottente. Ne aveva incontrati troppi. 

Anche quel Jim, l'uomo che frequentava su internet da circa due mesi, in un certo senso era difficile. Molto capriccioso, sapeva trovare sempre un motivo per dirle che era infantile, o stupida, o che si stava sbagliando. Aveva dalla sua il carisma, e il potere di farla eccitare come una ragazzina. E la sua prepotenza: lui la voleva e l'aveva ottenuta. Quella sera l'aveva sgridata per aver preferito le amiche a lui. Era geloso, possessivo: tempo un altro mese e l'avrebbe isolata dal gruppo, dalla gente.

Carol doveva prendere delle difficili decisioni. Sulla questione Jim. "Non ora. Stai concentrata" si disse.
Raccolse l'occorrente per tutte e quattro, tornò indietro, in quella nuova stanza, ammirando le belle pareti arabescate. Ne era rapita. Dei particolari incantevoli, lassù in alto, rosoni geometrici e sfondi oro. A lei piaceva quel tocco di orientale...
"Oh, mi scusi..."

Le finì addosso un uomo che stava entrando in quel momento, "Scusi non l'avevo vista".
"Non è niente, si figuri" disse lei automaticamente,  raccogliendo i cartoncini che erano caduti per terra. Poi lo guardò meglio: "Tu?"

Fine puntata 7
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Romanzo di Nadia Semprini dreamer, tutti i diritti riservati.
* anche sulle immagini copyright = divieto di utilizzo!
Buona lettura!!!

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