lunedì 26 gennaio 2015

4/ Seduzioni Virtuali - Virtuale non conta

Seduzioni Virtuali -4 - 
Virtuale non conta


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E così le quattro amiche, in qualche modo, erano riuscite a dare il via alla grande serata. Compromessi e aggiustamenti, come in ogni compagnia di amici. Qui era difficile perchè nessuna aveva l'indole da pecora, che segue e basta (i grupponi funzionano solo per questo motivo!), e andava accontentata ogni singola esigenza. 
Ancora una volta, avevano fatto funzionare la loro alleanza.

Scoccava la mezzanotte. Tra la lite, la fila chilometrica per lasciare i cappotti (e giustamente l'inesperta guardarobiera era andata nel panico!) e i vari disguidi, un'ora era passata come niente.
"Andiamo in bagno noi! Solo un attimo!" dissero Amber e Wendy. La festeggiata fece un cenno di assenso con la mano, Sandra sorrise pensando che sicuramente la piccoletta andava a vomitare. Con estrema facilità, la recita convinceva.
Quando avrebbe smesso?

Aspettando il ritorno delle due, si fermarono al bar. Carol aveva bisogno di qualcosa di forte. Neanche il tempo di ordinare, che Sandra la fermò: "Fermo, bellezza di un barista! La mia amica non può bere, stasera. Un'aranciata è sufficiente. Ehi, che capelli strepitosi che hai!"

Il barman gradì il complimento. Era evidente quanto ci tenesse alla sua lunga chioma bionda, fermata da un codino alto. 
Non era tutta questa bellezza, in verità. Sandra parlava in quel modo in ogni caso, con fare sexy e simpatico, che la gentilezza (con un tocco civettuolo) serve sempre! 

"Ma come? In ogni film che si rispetti, dopo uno shock le donne si tirano su..." si giustificò Carol. Ne sentiva l'esigenza, era provata.
"Non siamo in un film e hai già trincato abbastanza prima. Ascolta una ex alcolizzata..."
"Esagerata, dai... quei drink a casa, altro non erano che i primi brindisi per la mia festa!!!"
"Non trovare scuse." Sandra si fece seria.
"Comunque ti ascolto... Ehi, tu, la mia aranciata?!"
"Arriva, arriva!" rispose scocciato il barman. Dopo le dolci moine di Sandra, che non smetteva di sorridergli, quella frase doveva sembrare un insulto! Mai viziare un uomo...

"E allora siamo qua. Ti piace?"
Chiese la gran corteggiatrice all'altra. Carol si appoggiò con la schiena al bancone, guardando per bene il posto:
"Molto attuale e minimalista, questo primo ambiente. Non mi dispiace. Vorrei una stanza così anche a casa mia!"
"Poi senti che pace... l'ideale per flirtare!" Neanche a dirlo, Sandra valutava i fatti coi suoi soliti criteri: uomini, avventure, trasgressione, emozioni, sesso.

Musica bassa, divanetti e tavolini, schermi dove passavano i video musicali del momento. Era sostanzialmente un bar, questa hall che portava alle varie situazioni. Tutto blu, luci blu e bianche, molti led. Accogliente seppur essenziale. A giudicare dal baccano che le aveva accolte all'entrata, non potevano immaginare esistesse anche una zona più tranquilla.

"Bello, eh?" Si inserì nel discorso il barista, avvicinandosi a Sandra. Anche lei gli volgeva le spalle, e lui si sporgeva sul bancone fino a sussurrarle nell'orecchio: "Nelle serate romantiche ha un'atmosfera magica. Poi torna punk rock come d'abitudine."
Lei non si voltò, per non inciampare per sbaglio in un bacio. Non voleva avere niente a che fare con quel tipo!

Anzi, aspettava di veder passare il ragazzo del guardaroba! Tra la gente, poche facce conosciute, erano perlopiù turisti. Carol si stava annoiando. Le prime volte poteva essere stato anche divertente passare del tempo con Sandra, che sapeva parlare solo di quello. Ormai era un clichè troppo usato.
Possibile che non sapesse discutere di altre cose? Era una donna tanto intelligente! Tornò alla frase di poco prima: "Dimmi tu come dovrei ritrovare un po' di forza..."

"In tanti modi! Ti sconsiglio però il bicchiere! Poi non bere è una reazione piu originale, no?" 
"Sì, mia dea, so io come farti stare bene..." disse il barman, accarezzando la spalla nuda di Sandra.

"Intendevo piuttosto la meditazione, o un bel viaggetto" Continuò ad argomentare lei, senza fare una piega. Lui ora giocava con la piuma dell'orecchino, e le sfiorava delicatamente la guancia.
Carol la guardava: incredibile come potesse ammaliare ogni maschio! Ma perchè lo faceva?

"Andiamo a vedere l'altra sala, Carol?" chiese improvvisamente.
"Certo... con le altre ci dovevamo trovare qui" poi notò lo sguardo di Sandra, che la pregava di salvarla dalle grinfie, letterali, del biondone. 
Non aveva clienti in quel momento e si dava molto da fare: quasi arrampicato sul bancone, la baciava sul collo. Non era difficile immaginare quale sarebbe stata la tappa successiva di quella "travolgente storia d'amore"... la toilette! Ci arrivava anche Carol, perciò: "Sì, portami a fare un bel giro! Stiamo facendo le radici, qua!" 
"Subito, mia cara!" E sgusciò via dalla scomoda situazione in cui si era messa.
Regola fondamentale: lasciarsi bene! Quindi regalò un bacetto a stampo al barista, gli sorrise e sparì nella notte. 

La "mammina" Carol non credeva ai propri occhi, e appena furono lontane un sufficiente numero di passi: "Ma che diavolo fai? Vuoi che ti salvo e vai a baciarlo?"
"Dai, era un bacetto innocente..."

Sandra aveva una logica, una sua morale, quella attenzione a non ferire mai le sue conquiste. Però non svelava questa sua filosofia di vita. Spiegarsi avrebbe forse cambiato l'opinione che la gente si faceva. Le sarebbe tornato utile. Al momento non ci pensava, erano idee personali, intime.
Potevano spogliare il suo corpo, non la sua anima. La proteggeva in ogni modo.

Erano uscite dalla stanza soft, il rumore cresceva.
"Che gusto ci provi, me lo spieghi?" le chiese ancora Carol. Solo curiosa, non poteva avere un tono di rimprovero. Riuscì a modulare la voce, sebbene l'abitudine la tirasse verso altri comportamenti, i soliti pieni di preoccupazione e lavate di testa.

"Non dirmi che a te non piace sedurre! La ricordi quella sensazione di potenza? Non posso farne a meno, è inebriante!"
"È compulsivo, piuttosto! Sandra, credo che tu abbia una dipendenza"
"Drogata di attenzioni? Può essere..." L'amica ci era andata molto vicino. E quasi quasi si stava aprendo uno spiraglio, la possibilità di una maggiore confidenza tra loro.

Poi però incrociarono Stella, una loro conoscente. 
"Ohi! Guarda chi c'è qua! Le vecchione della quarta C!!!"
"Ciao Stella! Anche tu qua? Cerchi marito? Ahah!" chiese Sandra, monopolizzando la conversazione. Carol del resto era una che stava volentieri in secondo piano.

"Ma cosa dici? Perchè fanno i giochini con le letterine di San Valentino? Ti pare che mi presti a queste stupidaggini? Ridicoli!"
"Noi è la prima volta che veniamo qua! Ci sono anche Amber e Wendy!"
"Tu hai qualcosa di diverso, Sandrina... Certo, i capelli!!! Stai così bene che sembri nata per quel taglio!" Continuava Stella. Una riccissima spilungona ossuta, dalla voce profonda e roca. "Adesso vado, ragazze... è un periodaccio, sto smettendo di fumare e sono isterica! Mi scarico in pista, vediamo se giova..."

"Eppure la soluzione è così facile! Potresti sfogarti su un uomo!"
"Mah, non c'è della gran merce... Cioè, credo... non ho neanche guardato bene."
"Fidati, ho gia adocchiato dei bei maschioni! Il barista della hall non è male, se ti piace il genere grunge. Mani delicate... Una bella avventuretta e ti passa tutta la sclero!"
"Beh, se lo dici tu! Sei un'autorità in materia..." E lo sapevano tutti, fin dalla loro adolescenza, che Sandra era specializzata nell'altro sesso.

Non era una zoccola, ma al confronto delle altre spiccava per esperienza e competenza.
Aveva viaggiato, abitato da sola in una grande città, libera di conoscere potenziali compagni senza sentirsi addosso lo sguardo soffocante del paese.
Si era divertita in ogni modo! Era tornata, pulita e candida, come se l'estero fosse chissà che paradiso.


SANDRA by dreamer*

"Oh, devi vedere che brava la Sandra, ha studiato all'estero, ha lavorato a Londra" si stimava la zia. Carol si ricordava bene, il paese, che ammirava la sua pupilla che era all'estero (a trombare, drogarsi e a fare la cameriera ogni tanto, che di più non sapeva fare, solo con le medie), mentre lei, brillante all'università, raccoglieva solo la pena delle comari: "Dopo lo scandalo, chi se la sposa piu? Ha un bel coraggio a presentarsi in giro, dovrebbe andare in un convento..." 
Qualche anno dopo, con la nascita di Nicholas, la musica cambiava in:" Perché non la chiudono in quei posti per ragazze madri..."

Sandra non aveva colpa di questa assurda mentalità, però non era giusto. Carol la guardava in modo strano, pensierosa.

"Ho detto qualcosa di male? Ti sto rubando la scena, scusa!" sorrise.
"No, Sandra, tutto ok... davvero"
Continuò ad osservare in silenzio: chiacchieravano ancora e Stella sembrava un clone della sua amica sciocca, segno che non era una cosa strana, eccezionale, anzi la norma! Quante donne senza principi morali! 
È sconvolgente la banalità del male...

La conoscente sparì e tornarono le altre due: "Allora, capo? Dove andiamo a broccolare?"
"Wendy!" la fermò Sandra," se vuoi essere vintage, allora dì che si va a cuccare!" 
"Più o meno!" rise Amber, un tantino più presente rispetto a prima.

"Ehi ma non dovevate aspettarci al bar? È un'ora che giriamo per trovarvi!"
"Ecco..." stava per spiegare minuziosamente Sandra, del tocco gentile del barista e del bacio, e forse anche del tizio del guardaroba, ma si rendeva conto che erano solo cavolate, di nessuna importanza. 
Inventò: "È una lunga storia... No, dai, c'era Stella e l'abbiamo raggiunta qui".
"Stella la secca?" chiese Amber. Perchè esistevano varie possibilità: la secca, la balena o l'africana. Era un nome molto diffuso e in questi casi era proprio la svampita Amber a risolvere, coniando soprannomi
"Stella la balena non sarebbe passata dalla porta!" Rise Wendy.
"Guarda che ricordi male, quella obesa era l'africana, la patita delle vacanze a Sharm. Invece la balena era la nuotatrice..." spiegava con accuratezza Amber.
"Potevi affibbiare i nomi con un po' più di logica però!" Rise Sandra.

"Ahah, siete uno spasso... siamo vecchie, mie care!" Se lo ritrovò ancora in mano, quindi Carol alzò il bicchiere, "il vostro capo brinda - con l'aranciata! - a 40 anni di stupidità!"
"Ma no! Stupida tu?" "No, tu non lo sei mai stata! Eravamo con te e lo sappiamo!"

"Sciocca a non fare sciocchezze..." pronunciò lenta e con tristezza.
"Ah ah, la nostra Carol scherza!" Sandra le diede una pacca sulla spalla. Non era affatto cosi, ma nel dubbio, le altre sposarono questa tesi.

"Già... Allora correte a fare pazzie!" sorrise, poi si nascose veloce dietro il bicchierone di carta, fingendo di bere. Sapeva di avere un viso che parlava troppo.
"E tu no?" chiese Sandra.
"No, ragazze, stasera ho già fatto il pieno di emozioni!"
"Allora sarà la seratona di Sandra!" annunciò Amber.Tanto era sempre la sua serata...

"Lo fai tu il pieno, anche per noi, eh Sandra?" aggiunse Wendy.
"E fa il pieno, fa... Ci sa fare con il gelato, ci sa!" canticchiava Amber, (finta) ubriaca. Era una loro invenzione, un motivetto allegro.
"Che scema, dai..." la riprese Carol. "Cantala piano almeno!"

Non perché non fosse vero, ma perché gli uomini avrebbero potuto sentire! Solo per quello... Un rimasuglio di pudore. Ma perchè? Ormai come donna era finita, che importanza poteva avere essere santa o indiavolata... Si accorse che per fare la persona a modo, si era persa tutti i piaceri della vita. Avevano fatto molto meglio Sandra, Stella e le altre ragazze disinvolte.

 "Guarda e impara! Farò una strage!" disse convinta Sandra.
Poteva sembrare sbruffona ma, in effetti, ci sapeva fare. E concluse con la sua frase classica:
"All'estero si imparano tante belle cose..."

Carol ci stava male. Ogni volta che la ex viaggiatrice si ritrovava a sfoggiare le sue doti di seduttrice, la invidiava fortemente. Doti coltivate in patria, veramente, ma nulla avrebbe tolto dalla testa di Carol quel preconcetto sull'estero. Del resto Sandra non permetteva di entrare troppo nel suo privato, e degli "stage" italiani non parlava mai. Faceva figo solo quello che era successo lontano, quindi correggeva un po' i fatti collocando le sue storie più hot in quel di Londra, Amsterdam, Praga e Ibiza. Alcune avventure erano state solo virtuali, ma non puoi vantarti di quelle... il virtuale non conta.

"Chi è single si scateni!" disse Wendy. Pur sapendo che nessuna di loro era impegnata! Amber infatti - e ne erano al corrente solo lei e Sandra - era di nuovo libera.

"Ragazze, io mi sono lasciata..." dichiarò lei, sorridente, bruciando il pettegolezzo di Wendy. Che rabbia, lei era pronta con un discorsetto talmente sfizioso!

"E allora siamo tutte single!" 
esultò Sandra.
"Magari Amber vorra aspettare, è presto..." insistè Wendy. Prendendo la parola, voleva aggiungere alcune considerazioni dal discorso che aveva preparato.
"Non ti preoccupare", le sorrise subito la biondina, commossa da tanta delicatezza, "se trovo qualcuno sarà solo per sesso!"

Sandra fu entusiasta della risposta: "E brava Amber! Così si ragiona!". 
Il cuore non va dato via facilmente.

Wendy rimase un pochino interdetta, non per le questioni su amore o divertimento (erano idee che condivideva) ma perché voleva sputtanarlo, quell'amico del suo moroso, che non era stato zitto...  le stava anche antipatico! Ci saranno state altre occasioni. 

"Uomini o no, stasera sarà una grande sera!" concluse Carol."Cin cin, a noi!!!"

Cin cin, dlin, Jim, tilt! 
Intanto arrivò quello che Carol stava aspettando dall'inizio della serata, il dlin del messaggio in chat di Jim: 
"Ciao delizia. 
Mi manca la tua dolcezza, 
la tua voce, il tuo sguardo..."
Quell'uomo del mistero la mandava in tilt!

"Jim, non possiamo fare webcam tutte le sere, no?"
"A me non dispiacerebbe ;) "
"Devo andare"
 "E io ti sognerò, stasera
visto che hai preferito le amiche. 
A domani." 
Molto dolce, ma voleva farla sentire in colpa! Troppo soffocante. Uffa.

"Chi era? Eh? Abbiamo uno spasimante?" investigò Sandra.
"No, non e nessuno". Carol mise via il telefono. E mise anche il broncio.
"E dai! Diccelo!" Insistè Wendy.
"Un tipo su facebook, niente di che".
Virtuale non conta.

Fine puntata 4, versione gennaio 2015
SV 2015 - puntata 4
By Nadia Semprini dreamer
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