domenica 25 gennaio 2015

2/ Seduzioni Virtuali - Luce sul passato

2 - Luce sul passato

Leggi la puntata 1

Commento impertinente... cosa avrà detto mai?

Amber era una amica sincera, ma se beveva anche solo un cocktail perdeva ogni inibizione. 
Le sue amiche lo sapevano bene, e fu data all'alcol la colpa di  quella brutta e crudele frase.
"Mi stai sul caxxo! Ogni volta devi farci la morale! Ma chi ti credi di essere?" aveva iniziato. 


Disegno "Jessie Mix" by Nadia Semprini Dreamer *

"No, Amber, tranquilla..." la prese sotto braccio Sandra, "abbiamo esagerato, adesso basta..."
"Lasciami! Ha esagerato lei! Non capisco con che coraggio ci rompe le palle dopo che è stata così stupida da farsi mettere incinta a 16 anni!"

Ecco, lo aveva detto. Non si doveva dire ma lo aveva detto. Ed era risuonata forte, quella offesa. Le persone attorno si erano fermate ad ascoltare. Per poi tornare agli affari loro: sai che notizia, una sedicenne incinta, ai giorni nostri. È normale amministrazione, situazioni che si aggiustano facilmente, come si vede in quel programma tv.

Per Carol però, per loro che avevano vissuto altri tempi e la vergogna dello scandalo, era grave. Era un ricordo che andava sepolto, come sepolto era il piccolo Matteo, che a venire al mondo non c'era riuscito.

Lo choc fu intenso. 
Non che Carol non ci pensasse comunque, bastava davvero poco per riportare alla mente il passato. Mamme coi neonati, i suoi stessi figli grandi e quella domanda: "Matteo come sarebbe stato? Più simile a me o al padre?". Non solo, le domande erano infinite: e se mi fossi sposata allora, e se nessuno si fosse messo in mezzo... 

Dopo la sofferenza patita, dopo essere stata additata da tutto il paese come una puttana, dopo gli anni di analisi che non avevano saputo cancellare le ferite, non le serviva certo una pugnalata del genere.
"Amber, come ti è venuto in mente?" la riprese Wendy, mentre Sandra era andata ad abbracciare Carol, ancora pietrificata e tremante. 

La fila andava avanti, loro ferme davanti alle porte. Le persone passavano accanto, uno sguardo tipo "guarda ste sceme", senza il minimo interesse, dispiacere, empatia. 
Nessuno si interessa degli altri.
"Che meraviglia" pensò Carol in quel momento di shock, "avrei voluto passare inosservata come adesso, quando la gente ha saputo della mia gravidanza! Era il 1990, non il medioevo, eppure...".

"Cosa è venuto in mente a me? Hai iniziato tu, Wendy, con la storia della predica!" gridò Amber.

"Sì, è vero..." dovette ammettere Astrowendy, in un grande sospiro. Si girò verso Carol:" Scusa" 
E anche Sandra si unì alle scuse: "Idem. È anche colpa mia."
"Mi dispiace Carol" disse Amber, più lucida, come se quella lite la avesse svegliata dall'intontimento. Alle amiche, quella ripresa così innaturale, sembrò molto strana... Amber si guardò intorno preoccupata: sicuramente a qualcuna era venuto il dubbio.
"Tu non sei sbronza, soltanto stronza!" si aspettava di sentire. Invece niente. Meno male! 

Carol non aveva iniziato a piangere solo perché troppo sconvolta. 
La testa china, lo sguardo fisso sui lastroni di cemento del marciapiede, i mozziconi di sigarette, le cartacce. Era molto delusa. 
"Ma guarda che serata, che compleanno." pensò.

Furono pochi minuti probabilmente, ma per lei sembrò un'eternità.

Non aveva voluto fare bilanci, per i suoi 40 anni, proprio per non ricordare il passato.
 Ma era lì, era successo. 
E non era colpa delle sue amiche se non era stata fortunata. 
Doveva lasciar perdere, era solo una frase infelice, inappropriata. 
Se credeva di essere la più saggia (e per come la vita aveva infierito su di lei, pensava proprio di esserlo), doveva dimostrarlo in quel preciso frangente.

"Scusatemi voi, sono pesante, faccio la mamma con tutti, è vero... E poi è stata una settimana stressante, non so che dire..."
Qualche altra frase di scuse reciproche, che stabilì una tregua solo apparente, perché le emozioni dovevano ancora sbollire. Per cui si sentiva quel fondo di tensione, di ostilità. Le liti uniscono però ci vuole tempo.

Entrate, fila alla cassa, fila al guardaroba. Momenti di attesa, di nulla, che cercavano di riempire di chiacchiere leggere. E impacciate, ancora. E torniamo al punto in cui le avevamo lasciate: "Ricominciamo da capo!" "Ok!"

"Avete visto che occhi il buttafuori? Di un bellissimo azzurro..." disse Wendy. Mascolina nell'aspetto, ma tanto femmina dentro! E superata la burrasca era di nuovo a caccia!
"Mi piace un sacco questa canzone!" fece Sandra sull'attacco di "I will survive". E l'entusiasmo cominciava ad essere vero, la tensione si allentava.

Carol ascoltava attenta le parole. "...I was petrified", ero pietrificata, sembrava l'avessero messa per lei. "I grew strong" sono cresciuta diventando forte. 
Ce la poteva fare, non era successo niente di grave. 

Era stato un interruttore che aveva illuminato i ricordi. E un interruttore non ha colpa di quello che si nasconde nel buio.

Sarebbe stata una bellissima serata, alla faccia del passato cattivo e ingiusto. Se la meritava, più di ogni altro in quella sala. Riprese in mano la situazione: "Sarà una grande serata! Amiche, mi promettete di divertirvi?" 
Tutte d'accordo con Carol. E mai più l'avrebbero chiamata mammina. 

"E si va a ballare..." canticchiava Sandra uscendo dalla ressa del guardaroba. 
In fila dietro di lei c'era qualcuno di molto furbetto: aveva sentito un gran palpeggiare! Aveva sbirciato ed era davvero carino, un bel ragazzone muscoloso dalla faccia dolce... la perfezione! 
E già pregustava il loro incontro, 
si sarebbero rivisti dentro, sicuramente. Ottimo motivo per cantare!

Un cartellone attirò l'attenzione di Wendy: "Serata vintage: phone, mail & speed dating" 
Sgomitò energicamente nel fianco di Sandra, che reagì in modo scomposto:"Ahio! Che vuoi? Devo andare subito sul cubo..." 
"Shhh! Vieni un attimo qua, Sandrina." 
Le indicò la scritta.
L'amica cambiò faccia: "Non ci credo. Questa serata è un incubo! Raduno di single?!?"

E all'improvviso aveva un senso anche la mano morta del ragazzotto muscoloso al guardaroba: si favoleggiava tra i maschietti che le donne che partecipavano a questi eventi erano facili e/o disperate. 

"Quindi mi ha preso per una tardona disperata? Adesso lo uccido!!!" urlò Sandra.
"Di cosa stai parlando? Ma mi ascolti? Ti ho detto che Amber..."
"Sì, ho capito: Amber è già fuori di testa, e appena si accorge di cosa succede qua, ci fa un'altra piazzata..."
"Sandra, io la vedo male."
"Solo male? Siamo morte! Si è appena lasciata e ha giurato che non guarderà più nessuno per almeno cinque anni! Ora crederà che vogliamo spingerla nelle braccia di un altro..."

"Quindi cosa facciamo?"
"Sai che ti dico, Wendy? La cosa migliore per non ferire i sentimenti della nostra Amber stupidina ma sensibile, sarebbe andare via..."

"Ma in questo momento dobbiamo pensare a Carol, le dobbiamo una bella serata. Come risarcimento..."
"Eh eh, tra due fuochi! 
Diamo la precedenza a Carol stavolta, è doveroso."
"Incrocia le dita!"

Fine puntata 2, versione gennaio 2015

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SV 2015 - puntata 2
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