lunedì 7 ottobre 2013

Latte e Nesquik, dolce risveglio

diviso in: 1.Storie di tazze e colazioni
            2.Storie di guru e motivazioni
            3.Storie di mucche e correzioni

Buongiorno, cari lettori, la cifra raggiunta dal contatore (oltre 15mila visualizzazioni) mi commuove. Grazie, davvero.
Affetto immeritato, visto che ultimamente non ho potuto scriverci molto -e quel ci significa che ho scritto altrove, in supporti cartacei tradizionali che posso fotografare - ma so che mi capirete: se una persona malaticcia si ritrova una insperata forza ed energia non sta seduta,si occupa dei progetti più pratici e fisici. Cogli l'attimo. Poi sono così stanca che crollo, normale.

A forza di contare pecore... zzzz

------------1.Storie di tazze e colazioni------------

Ecco l'ultima confezione che ho comprato. E sotto, forse la prima! 

1984, avevo dieci anni.
Un miliardo di EURI a chi ritrova il mio puffo-borsellino in cantina. Ce l'ho, ma dove caspita l'ho messo? Carinissimo, uscivano tutte le monetine ma era carinissimo, bianco e puffoso. Uffa.

Beh, un progetto che mi faceva penare erano gli armadi, lo sapete quanto mi scocciasse, senza un minimo di energia i vestiti, lavati e stirati da mamma che io non riesco, poi si perdevano stritolati nei meandri di quei mobili caotici. Non la porta per Narnia, ma dell'inferno. E finalmente (ma se stai bene ci vuole poco, un paio di pomeriggi)  li ho domati e riportati alla disciplina, ordine, coerenza. Bello, molto bello.

Raro caso in cui un titolo inglese suona male quanto quello italiano... e comunque torniamo al buon Nesquik, con la tazza d'ordinanza, stilosa, grafica e capiente (la mia è quella rosa).


E se c'è anche qualche biscotto, non guasta! Consiglierei le Zuppole o le Gocciole, però.



Sono appassionata di tazze, ma non posso farne la collezione. Questo mi rende molto nervosetta... (uno dei tanti motivi per cui mordo!)
Guardate che romanticose, e vagamente tirolesi, queste: 
Mi piacerebbe anche questa dei regalissimi 2014, sembra scomoda ma è così wow!


Questa ti fa sentire imbattibile:
E per correre a bere il lattuccio nel mug di Superman, indispensabili i calzettoni con mantello:

Ma torniamo alle tazze. Bello il design di questa serie sui sette nani:
E poi c'è questa genialata per essere superingioiellate già dalla colazione:
E si può regalare alla fessa di turno per San Valentino in una confezione che è tutto un programma...
 


C'è tanta scelta, perchè non optare per qualcosa di cuoriccioso?
Tazze Maiuguali                                                  

Tazzine Brandani

Ma questa è decisamente più interessante! Forse la ragazza gradirebbe di più :D 
(Chissà se si può scegliere il modello che questo non mi garba)


------------2.Storie di guru e motivazioni------------

Colazione e poi si parte per la giornata. Cosa devo fare? In via di riordino anche il mio archivio artistico, lì ci vorrà di più che con gli armadi. (Ricordate i post sulla casa? Ora sono molto meno incasinata, evviva)
Con calma. Con tante pause antisclero. E allora ci si può fermare a giocare, a disegnare!

Giocando alle stiliste...

-Creazione di Pinkpikachu99-

Mi sono tolta un peso enorme. Importante non tanto l'armadio, per quello che esco io (cioè non ho l'ansia da "cosa mi metto" e "quello me l'hanno già visto addosso"), ma la soddisfazione di avercela fatta. Da sola, che nessuno mai ha voluto affrontare il mostro. E con qualche incoraggiamento dal web, in pagine con chiave "storage ideas", "closet" e "organize"...
 
Foto 1: armadio ordinato perché scatole, bastoni e camicie sono coordinati. Questo uomo veste verdolino tutto il tempo.
Foto 2: Idee economiche, come storcere le grucce della lavanderia per appendere le infradito... Utilissimo.

Quando riesco nei lavori come le altre donne, sono felicissima! Ovvio che per un'ora di lavoro me ne devo riposare tre ma non importa. Anche se poi fa male dappertutto, mi piace fare come le altre. Che palle essere malata e invalida, non si riesce a fare mai niente. Spero di pulire abbastanza prima del nuovo crollo fisico. Ogni tanto anche morale, è pesante. 

(Per capire il discorso, vai ai vari post sulla fibromialgia. Adesso lasciamo stare, voglio pensare ad altro, a risollevarmi.)
by dreamer

Un trucco efficace (lo dice anche lui, Son Set Per Son!) è immaginarsi in una realtà diversa, per esempio vorrei essere una donna in carriera molto capace. Bello, no? Così e la cyclette del mattino diventa la palestra esclusiva, le mie ricerche in rete dei corsi molto fighi, i miei riposini la lezione di meditazione, ronf... 
Molte volte funziona, e mi diverto molto ad essere una manager importante. E poi comunque lavoro alle mie occupazioni solite, per esempio l'ultima volta ho progettato il nuovo piano del blog, le nuove rubriche che avremo, i cambiamenti. Insomma, è anche divertente. Solo che in certi giorni proprio non va, non c'è gioco che tenga, mi sembra così stupido...
Allora mettiamo in pratica questo primo insegnamento: immaginare. In qualche modo gli studiosi hanno scoperto che ingannare il cervello ci permette di fare le cose per bene, di visualizzare situazioni, di imparare a gestire ansie o manie varie. La chiamano focalizzazione, meditazione o con nomi sempre nuovi e suggestivi. Però non è facile concentrarsi e immaginare, specie se si è tristi o preoccupati, o agitati. Eccetera, non sto ad elencare le sfumature di tristezza che riscontro nove giorni su dieci. Ci vuole per forza una persona che ti si metta davanti (il motivatore) e ti dica di farlo, di muoverti, di impegnarti. Io da sola non riesco a dirmelo, posso essere solo da una parte, o sono il motivatore convinto o sono quella a cui non importa niente. Non capisco chi sostiene che dobbiamo essere noi i motivatori di noi stessi, ma come? Se sono smarronata non mi dico: Dai, dai, forza, muoviti! Boh, non mi torna.



La soluzione motivatore è la più gettonata, ho letto tantissimi articoli già dalla mia era pre-internet, dalle riviste cartacee degli ultimi quattro lustri. Oppure ci sono le frasi che ci dovrebbero far stare meglissimo. Ecco un esempio. Cito integralmente da facebook, pagina Autostima&Motivazione: "Vivi pienamente la tua vita ogni singolo giorno. Fai esperienze, gioisci, sogna! Abbi cura di te e dei tuoi amici. Divertiti, fai il pazzo, non aver paura di essere considerato strano. Esci, viaggia, impara! Vai dove desideri e godi ogni singolo istante, ogni singolo passo. Cogli l’opportunità di imparare dai tuoi errori, non essere così cocciuto da credere che non li farai. Immagina la vita come tu la vuoi e costruiscila un mattoncino al giorno, te la meriti! Non cercare di essere sempre perfetto, perché ti do una buona notizia, nessuno lo è. Sii semplicemente un buon esempio per chi ti sta intorno. Ama le cose che fai e sii felice." 
ok, ma adesso? A cosa mi serve se sono demotivata? Divertiti??? Gioisci??? Ma se ho un muso che striscia per terra... A me serve uno bravo, e non posso organizzarmelo per i soliti problemi logistici e di vile pecunia. Indi per cui, uso i consigli gratuiti della rete. Decisamente non questi. A me non danno la carica, nelle giornate no non mi smuove niente. Ah, ecco una cosa che condivido: 
Ma condivido fino ad un certo punto. Io amo le definizioni, mi servono. Diversamente da tante persone che si sentono già inquadrate e definite, io mi sento spesso inutile, nessuno, senza uno scopo nel mondo. Tanto sto male, non posso lavorare, non ho più dignità e mi avvilisco. Certo, per chi ha malattie croniche e invalidanti è un lusso sapere chi si è, avere una etichetta. Magari! Cosa fai? Niente. Che lavoro? Niente. Che hobby? Niente. Che sport? Niente. Che vacanze? Niente. Che corsi? Niente. Chepppppalle!



Insomma, se avete avuto dei periodi incerti sapete di cosa parlo. Sarebbe bello se io non fossi un tipo che si deprime parecchio, forse avrei dei benefici. Invece se la giornata è no, resta no fino a sera, hai voglia a immaginare... Forse con voi funziona, i motivatori hanno molto successo e questo può voler dire solo una cosa: alcune persone riescono a seguire le linee guida. Altre no.  Uffi uffi. E anche chepppalle. 


Sono troppo scettica, non crederò mai a niente... sbuff. No, dai, parlo così perchè sono in fase demotivation. Se considero tutto, devo dire che molte volte ci riesco. Insomma, come vedete, ci sono due Nadie opposte che si litigano il comando, e l'organizzazione della giornata: faccio grandi cose o torno nel letto? L'eterno dilemma. Cercate di voler bene ad entrambe :) 



Sono venuta a completare questo post dopo aver finito quello su Voghera, ma non vi stresserò con gli inserti "ti potrebbe interessare". Preferisco iniziare un post nuovo, dove spiegare che razza di idea ho avuto per fregare la Nadia pigra e inconcludente. 

Anzi, diciamo che l'ha detto il guru, ma poi sono io che l'ho creato con gli elementi da guru che preferisco. Accidenti è così complesso! Se non è complicato non ci gioco... 


------------3.Storie di mucche e correzioni------------


brocca originale

Abbiamo parlato di Nesquik (quanti ricordi) e di tazze, ma non di latte. E il latte? Si può ricollegare a questo goloso e nutriente argomento la storia della mucca Elly, per esempio. C'è già qui nel blog? Non mi ricordo. Ad ogni modo, eccola qua. Se la conoscete già saltate la staccionata in stile olio cuore e ci vediamo al pronto soccorso... ehm, no, al prossimo appuntamento :)
(La staccionata da saltare. Modalità: o emergendo dalle acque con un triplo salto mortale a coda di porcello, o dalla strada sfracellandosi contro i primi scogli, o quelli subito sotto...)

LA MUCCA ELLY
by Dreamer - Nadia Semprini 2010

(Prima la recensione, su Fumetto Disney DeAgostini, o la storia? decidete voi. La recensione sta in fondo, la storia subito qui)
La mucca Elly  Risatona
Questo soggetto lo sto scrivendo per Edmunda, che tempo fa mi propose di creare una storia coi suoi personaggi e seguendo un certo schema.
I personaggi sono: Anna, Simone e Flavio, undicenni. Alessia e Fabio sono i genitori di Simone, separati ma che ancora si amano. Sofia e Valerio sono i genitori di Flavio, molto attaccati ai soldi. I due ragazzini abitano in città. Nonno Rico è intuitivo e sa dare buoni consigli, vive con Anna in montagna. Di Anna sappiamo anche che è diffidente verso gli estranei, è un maschiaccio, ama le aquile e le mucche, è un'esperta di matematica.Il giallo inizia quando la vecchia mucca Elly viene rapita. La storia parla di amicizia a distanza tra questi tre ragazzi.

Ecco come l'ho svolto:
Ci sono delle scene iniziali già definite, con i tre in controluce nella prima vignetta col titolo e alcune didascalie introduttive. 
Ci spostiamo in città (descrizione della città) e vediamo Flavio che discute con i genitori sulle vacanze: lui vorrebbe andare a Eurodisney per due settimane mentre loro (lo sappiamo bene) non vorrebbero spendere molto!
Al massimo si andrà dalla nonna in Trentino (o altro posto), dove sono ospitati gratis! Durante la sfuriata, squilla il telefono: risponde Flavio. E' il suo amico Simone che gli chiede impaziente se anche lui ha ottenuto il permesso per la gita.

Suo padre Fabio, da quando si è separato dalla moglie, lo vizia come non mai e di settimane gliene paga addirittura tre! Purtroppo per Flavio è andata male e l'amico è dispiaciuto di non averlo con sè a Parigi.
Appena mette giù il telefono, suona di nuovo: stavolta è il sig. Danarotti per una nuova polizza assicurativa e Valerio, il papà, si precipita all'apparecchio e sta lì per ore a parlare di soldi...
Sfumiamo da questa situazione (intanto la faccia del figlio è furiosa e sconsolata) per tornare a casa di Simone: è nella villa del papà, in piscina, tra lussi e comodità e parla col maggiordomo Gervaso (non si possono chiamare tutti Ambrogio come la famosa pubblicità!) di questo fatto. Lui suggerisce di scegliere una meta più economica che vada bene anche per le tasche di Flavio, mentre Simone pretende che suo padre paghi la vacanza per entrambi.
Contemporaneamente... Idea! Sia Flavio che Simone hanno un'idea grandiosa: tornare in montagna dove hanno conosciuto Anna! E li lasciamo lì, tra ricordi e cuoricini, ognuno all'insaputa dell'altro.

                                                       da Harvest Moon!!!

A questo punto la scena si sposta di nuovo su Anna e le montagne (se c'erano montagne nella prima vignetta grande)Comunque si vedono Anna e il nonno Rico nella loro casetta tipica ( molti si aspettano una vita in stile Heidi : invece Anna studia matematica e gioca alla playstation, si connette a internet o addestra la sua aquila come fanno i falconieri. Alla prima occasione si dimostra odiosa verso gli estranei come quando arriva la signora Lucilla con le sue torte per nonno Rico! Quante gliene dice!)
Come ogni sera Anna va a correre giù al torrente, raccoglie dei fiori, mette dentro le pecore e la mucca... e si accorge che il campanaccio è sparito! Che strano...
Poco lontano, nel buio del bosco, due personaggi che non si vedono bene stanno dicendo che il campanaccio è magico e che il capo sarà contento di loro. Poi arrivano nel loro covo e il capo li sgrida perchè non è la campana a portare felicità ma la mucca che l'aveva al collo! Ancora confusi, tornano alla stalla ed effettuano il colpo.
La mattina Elly non c'è più e il nonno non capisce cosa possano farci con una mucca così vecchia. E' rassegnato, ma Anna no: vuole ritrovarla! Gli servirebbero degli amici in gamba però: e gli tornano in mente Simone e Flavio... (senza cuoricini! Lei è una dura, un maschiaccio, ancora li vede solo come amici)


Torniamo in città: dopo la scuola Flavio è seduto mogio mogio sulla panchina del parco e invece Simone sta raccontando a tutti che andrà in Francia e poi anche a New York col papà, e in crociera con la mamma... (Però non è uno che se la tira molto e gioca con tutti lo stesso) Va infatti da Flavio a chiedergli se vuole fare una partita a calcio. Accetta e gli torna il sorriso, finchè non è ora di tornare a casa e viene a sapere che le vacanze estive si svolgeranno a Rocciaguzza, la spiaggia più scomoda del mar Tirreno!!! E la montagna? Se proprio vuole la montagna, che vada da solo dalla nonna in Trentino: loro hanno i buoni sconto per il mare e andranno al mare! Flavio è contentissimo: poco lontano da casa della nonna c'è la baita di Anna! Cuoricini...
Simone, a mollo nella sua piscina, conversa ancora con Gervaso (i genitori non ci sono mai!) sulla storia delle vacanze separate: gli fa un certo effetto vedere mamma e papà che viaggiano per conto proprio, è il primo anno di separazione e ovviamente (i grandi ragionano così) fanno le cose in grande per dimostrare che si divertono tantissimo senza il partner!
Il maggiordomo, nel suo pensiero, esprime le proprie perplessità, gli sembra che si guardino ancora con amore, ma non dice troppo, per non illudere il ragazzino. Arriva una mail di papà che dice che non potrà accompagnarlo in Francia perchè in quel periodo ha un viaggio d'affari in Giappone. Simone chiede alla mamma, se lo porta lei, ma questa si rifiuta categoricamente di accettare un viaggio pagato da Fabio. Per la madre Alessia è una questione di principio.
Così, visto che anche Gervaso rifiuta (alla sua età è davvero troppo!), Eurodisney salta. Che si fa? Simone pensa al campeggio superlusso in montagna, vicino al quale abita la bella Anna... cuoricini... lì può andarci anche da solo!

I due amici partono in giorni diversi senza parlare delle loro nuove mete, così Flavio ancora crede che Simone vada a Parigi mentre Alessia, mamma di Simone, impara dalla parrucchiera che i genitori di Flavio hanno vinto la vacanza al mare, e lo riferisce al figlio. Così una volta arrivati in montagna i due ragazzi incontrano Anna, in momenti e posti diversi, finchè lei, che non riesce a ritrovare la mucca, li chiama entrambi ad un appuntamento e dopo i primi attimi di sorpresa partono all'avventura.
Il ricco Simone ha l'attrezzatura giusta ma Flavio è più furbo e spericolato, così tutti e due danno una mano ad Anna. Gli indizi sono pochi (e da inventare), ma i nostri eroi riusciranno a capire di chi si tratta: Solitario e Addolorato, i banditi tristi! Ritrovata la mucca (per fortuna l'avevano trattata bene), i ragazzi chiedono cosa fare al saggio nonno Rico: questo decide di lasciare liberi i banditi (sono giovani e hanno sbagliato) a patto che rivelino chi è il loro capo.
L'offerta è accettata e si scopre che il boss è Silvano Valdipietra, un boscaiolo cattivo che vuole rubare ogni talismano che porta la felicità (quindi anche la mucca portafortuna) e infatti ne ha la casa piena! Anche qui emerge la saggezza del nonno che sistema la cosa senza l'intervento delle autorità: sarà sufficiente che Silvano lavori per tutta l'estate alla loro fattoria! Si scoprirà che non è poi tanto male!
Le giornate dei tre ragazzi passano veloci, all'insegna del divertimento. Non c'è neppure rivalità tra Simone e Flavio, non possono rovinare un'amicizia per una ragazza (questo magari può essere un consiglio telefonico di Gervaso a Simone). Sullo sfondo di un tramonto mozzafiato, promettono che si ritroveranno lì ogni anno per sempre.
Fine...

LA MUCCA ELLY
by Dreamer - Nadia Semprini 2010
la recensione, dal Corso di Fumetto Disney DeAgostini,* praticamente una lezione del corso che mi usa come esempio :) Figo!

-*Ricopio pari pari, tutti i diritti del sito di cui sopra, linkato e precisato-

Quota rosa
Sulla scrittura al femminile si redigono saggi e si tengono convegni. È il giorno adatto per vederla a fumetti.
in Fumetto | Correzione sceneggiature 
08/03/2012 09:04 - Di: Alessandro Sisti 



A volte mi chiedo se qualcuno, prima d’iniziare a scorrere questa nostra rubrica, dia un’occhiata all’immagine d’apertura e cerchi d’intuire di cosa caspita intendo parlare. So d’essere un tantino obliquo (nel senso del pensiero laterale), ma almeno, se per illustrare la gestione dei personaggi mi pare adatta una panoramica della Città Proibita di Pechino, o se una tecnica di scrittura del dialogo mi fa venire in mente il ragù, tento di spiegarlo e di giustificarlo.

Oggi però non lo farò, ed è inutile che vi sforziate di scorgere il nesso fra un possibile argomento del testo e le mimose nella foto che lo correda, perché non c’è. Date piuttosto uno sguardo al calendario: il riferimento è alla data in cui questo articolo va on-line, con l’intento di porgere un omaggio – virtuale, si fa quel che si può – alle Signore che hanno la gentilezza di seguirci; alle fedelissime come a quante capitano sul sito per la prima volta, a quelle che preferiscono leggere e restare in disparte e a quelle che partecipano attivamente, con domande, soggetti e sceneggiature. 

Fra queste ultime c’è la sempre produttiva dreamer, e io ho appena fatto un’incursione a sorpresa sulla sua pagina personale, dove ho trovato qualcosa d’interessante. Dreamer ha infatti organizzato un portfolio dei propri lavori, da cui ne ho estratto uno che si presta a qualche osservazione che credo possa servire a tutti. É un soggetto a due mani – qui ve ne propongo solo alcuni passaggi – realizzato con edmunda. Suoi sono i personaggi e lo schema che dreamer ha sviluppato in una storia.
I personaggi sono: Anna, Simone e Flavio, undicenni. Alessia e Fabio sono i genitori di Simone, separati, ma che ancora si amano. Sofia e Valerio sono i genitori di Flavio, molto attaccati ai soldi. I due ragazzini abitano in città. Nonno Rico è intuitivo e sa dare buoni consigli, vive con Anna in montagna. Di Anna sappiamo anche che è diffidente verso gli estranei, è un maschiaccio, ama le aquile e le mucche, è un'esperta di matematica. Il giallo inizia quando la vecchia mucca Elly viene rapita. La storia parla di amicizia a distanza tra questi tre ragazzi.

Flavio discute con i genitori sulle vacanze: lui vorrebbe andare a Eurodisney per due settimane mentre loro non intendono spendere! Al massimo si andrà dalla nonna in Trentino (o altro posto), dove sono ospitati gratis! Durante la sfuriata, squilla il telefono: risponde Flavio. E' il suo amico Simone che gli chiede impaziente se anche lui ha ottenuto il permesso per la gita. Suo padre Fabio, da quando si è separato dalla moglie, lo vizia come non mai e di settimane gliene paga addirittura tre! Purtroppo per Flavio è andata male e l'amico è dispiaciuto di non averlo con sé a Parigi.
Sia Flavio che Simone hanno un'idea grandiosa: tornare in montagna dove hanno conosciuto Anna! E li lasciamo lì, tra ricordi e cuoricini, ognuno all'insaputa dell'altro.
La scena si sposta su Anna e le montagne. Si vedono Anna e il nonno Rico nella loro casetta tipica (molti si aspettano una vita in stile Heidi: invece Anna studia matematica e gioca alla playstation, si connette a internet o addestra la sua aquila come fanno i falconieri). Come ogni sera Anna va a correre giù al torrente, raccoglie dei fiori, mette dentro le pecore e la mucca... e si accorge che il campanaccio è sparito! Che strano...


Poco lontano, nel buio del bosco, due personaggi che non si vedono bene stanno dicendo che il campanaccio è magico e che il capo sarà contento di loro. Poi arrivano nel loro covo e il capo li sgrida perché non è la campana a portare felicità ma la mucca che l'aveva al collo! Ancora confusi, tornano alla stalla ed effettuano il colpo. La mattina Elly non c'è più e il nonno non capisce cosa possano farci con una mucca così vecchia. E' rassegnato, ma Anna no: vuole ritrovarla! Le servirebbero degli amici in gamba però: e le tornano in mente Simone e Flavio... (senza cuoricini! Lei è una dura, un maschiaccio, ancora li vede solo come amici).


A questo punto gli antefatti ci sono tutti. Il soggetto è molto più articolato di così (l’ho sforbiciato brutalmente) e proprio in questo sta uno dei suoi pregi principali. Per capire alcuni elementi tecnici importanti non ci occorre leggerlo per esteso, chi volesse farlo può trovarlo sul blog dell’autrice, per il momento a noi basta sapere che Flavio, anziché seguire i genitori al mare, decide di passare per conto proprio l’estate dalla nonna, che abita dalle parti di Anna,  ma anche Simone – a causa d’un viaggio d’affari del padre e del fatto che la madre non vuole accompagnarlo in una vacanza pagata dall’ex-marito – finisce per ripiegare sulla montagna.

    
I due amici partono in giorni diversi senza parlare delle loro nuove mete. Così una volta arrivati in montagna i due ragazzi incontrano Anna, in momenti e posti diversi, finché lei, che non riesce a ritrovare la mucca, li chiama entrambi ad un appuntamento e dopo i primi attimi di sorpresa partono all'avventura. Il ricco Simone ha l'attrezzatura giusta ma Flavio è più furbo e spericolato, così tutti e due danno una mano ad Anna. Gli indizi sono pochi (e da inventare), ma i nostri eroi riusciranno a capire di chi si tratta: Solitario e Addolorato, i banditi tristi! 


È il momento giusto per fermarci e capire alcune cose. La storia funziona, è perfettamente costruita e senza incongruenze e i personaggi sono ben modellati e differenziati (complimenti a edmunda). Flavio e Simone hanno vicende personali molto diverse e Anna è credibile e non ricalca stereotipi banali:spegne il computer per portare nella stalla mucca e pecore! Nel soggetto c’è un elemento un po’ stonato quando, subito dopo essersi telefonati, tanto Flavio che Simone pensano alla possibilità di andare in montagna. Per il primo è verosimile, ma il secondo – per quanto Anna possa piacergli – dovrebbe essere troppo preso dalla prospettiva del soggiorno nel parco a tema per immaginare già un’alternativa.
È comunque soltanto un particolare, che si può facilmente eliminare o spostare. Al contrario, c’è qualcosa di molto più cospicuo che può lasciare perplessi e che sicuramente qualcuno ha notato: se la esaminiamo come una trama avventurosa – l’impresa del trio al salvataggio della mucca rapita – il peso della ricerca e della missione di recupero sembra insufficiente, sia in senso quantitativo (se ne parla relativamente poco nell’economia generale della narrazione, rispetto agli altri temi) sia in quello qualitativo: dreamer non ha neppure preso in considerazione gli indizi e lo scioglimento del mistero, rimandandoli come fossero aspetti secondari! Che storia è mai questa?

Semplice: è una storia squisitamente al femminile (ragion di più per analizzarla proprio l’8 marzo), adeguatamente congegnata per un pubblico di lettrici coetanee  dei protagonisti, o meglio ancora, un po’ più giovani, poiché è sempre preferibile che i personaggi, per risultare aspirazionali, appaiano “grandi” a chi legge. Ci sono parecchi dettagli rivelatori, per esempio sono i due ragazzini a essere “innamorati”, mentre l’eroina è tosta e superiore, caratterizzazione utile da prendere a modello se appunto si scrive per questo target. Ancor di più, però, alle giovani lettrici rispetto ai lettori della stessa età, la vita di tutti i giorni con i suoi problemi, i litigi e gli eventuali “amori”, la quotidianità immedesimativa, o come si dice nel solito gergo tecnico anglofono, la componente daily life, piace e interessa almeno altrettanto della parte avventurosa. È un dato oggettivo, accuratamente rilevato, per cui quando si progetta qualcosa per questo pubblico ci si ritrova a soppesare quanta daily life è  il caso di metterci. Il 50%? Il 70, o anche il 75%? Meno di metà e metà – è opportuno prenderne nota – rischia di non essere una buona idea, mentre anche a fare degli aspetti d’avventura e azione poco più che un pretesto sul quale intrecciare linee narrative realistiche, difficilmente si sbaglia.

Ma non possiamo lasciare Elly nelle mani dei cattivi, quindi avanti con l’ultimo atto! 
Ritrovata la mucca (per fortuna l'avevano trattata bene), i ragazzi chiedono cosa fare al saggio nonno Rico: questo decide di lasciare liberi i banditi (sono giovani e hanno sbagliato) a patto che rivelino chi è il loro capo. L'offerta è accettata e si scopre che il boss è Silvano Valdipietra, un boscaiolo cattivo che vuole rubare ogni talismano che porta la felicità (quindi anche la mucca portafortuna) e infatti ne ha la casa piena! Anche qui emerge la saggezza del nonno che sistema la cosa senza l'intervento delle autorità: sarà sufficiente che Silvano lavori per tutta l'estate alla loro fattoria! Si scoprirà che non è poi tanto male!


Qui c’è ancora qualche vite da stringere e qualche ingranaggio da oliare. Per quanto l’abigeato – sì, vabbé, il furto della mucca, adoro “abigeato” e non ho mai l’occasione d’usarlo – e la conseguente indagine non siano la vera chiave della vicenda, introdurre a sorpresa il boscaiolo talismaniaco non è corretto: una soluzione di cui i lettori non hanno avuto la minima avvisaglia per tutta la storia e in particolare un colpevole che non avevano neanche potuto sospettare, rischiano nella maggioranza dei casi di essere insoddisfacenti. É indispensabile inserirli a monte, magari addirittura quando il bovino fatato se ne stava ancora a pascolare in santa pace. Per esempio, all’inizio, Flavio potrebbe lamentarsi con Simone che per riuscire ad accompagnarlo nella sua favolosa vacanza gli servirebbe una collezione di portafortuna come quella di Silvano il boscaiolo, discorso che li porta a quello – più interessante – della montagna e di Anna.



Da qui alla conclusione, i lettori avranno il tempo per… dimenticarsene! Ma rinforzando la traccia con qualche indizio lungo il percorso (quelli che dreamer si riserva d’inventare) quando si scoprirà che il colpevole è Silvano, diranno “ma certo! Chi, se non lui?”, non “e chi è”?

O ancora, perché non scoprire che il mandante dei due tristi figuri (Solitario e Addolorato! Più tristi di così…) non è il tagliaboschi, bensì… Fabio, il padre di Simone, che grazie alla mucca incantata sperava di poter riconquistare l’amata ex-consorte? Il perdono finale sarebbe ancor più giustificato e lei, commossa da un tentativo tanto disperato, accetterebbe di tornare insieme. Oppure deciderebbe d’aver fatto proprio bene a mollare uno così squinternato da rubare una vecchia mucca anziché fare qualche riflessione sul loro rapporto. Questa però è una conclusione un po’ troppo cinica, specie in un’occasione come quella della Festa della Donna… o magari no? La risposta a dreamer, edmunda e a tutte le altre nostre amiche autrici, che sicuramente possono dirlo meglio di me. 



E torniamo a noi, dopo tanto testo (che nessuno ha letto, trallallà). A presto con me e con il guru Son Set Per Son e le sue sedute di psicologia estrema: "Archivia te stesso". 
Funziona davvero. Ciaooooooo


[mer 5 febbraio 2014]
P.S. tutto mi aspettavo dalla mia avventura di blogger tranne che mi venissero a chiedere i prezzi delle tazzine! E che ne so? Sono buona e cara e anche alle tre di notte mi metto a cercare le immagini con google :) Una santa, donne mie, che amica! Trovate tutte, anzi ormai che lo so ce lo metto direttamente il link, o almeno la marca di quelle che ho cercato. Ah ah erano solo cose carine emerse da una ricerca selvaggia sul caffè, ma certo, le comprerei per prima se avessi un discreto budget. No, poi non costano nemmeno un'esagerazione, ho visto. Con 15-20 euro passa la paura. Eh già, siamo di nuovo a San Valentino!!! 

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