venerdì 9 agosto 2013

Amori 7 - Sono tutta tua!

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Racconto a puntate - attenzione argomenti adulti
Amori, settima puntata
"sono tutta tua"
vietato ai minori :P
Si può dire “Sono tutta tua” a quattro uomini diversi , nello stesso giorno?
Jessie l'aveva detto a tutti, quel 5 agosto. L'aveva pronunciato a ognuno con il massimo della passione, del trasporto e della … sincerità! Come era possibile?


Era tornata dall'America, Jessie. Aveva litigato con Alan, l'aveva mandato subito al diavolo. Veloce e indolore. Non gli aveva lasciato il tempo di farle accuse, né gli aveva raccontato l'accaduto. Semplicemente era finita, estranei, basta.

La mattina aveva visto Kevin, il modello. Avevano parlato in modo diretto e amichevole come non mai. Quel muro di indifferenza e distacco era caduto.
Sei proprio una ninfomane” le aveva detto lui, senza girarci tanto intorno. 
E nel bar "Gelsomino" tutti avevano drizzato le antenne! Gli avventori continuavano ad ascoltarli e lui non faceva nulla per evitarle l'imbarazzo. 
Scandiva bene le parole, come se non si accorgesse che, seduto in posizione centrale nella sala, stava fornendo occasione di svago alla totalità della clientela. C'era una signora, in particolare, che ascoltava facendo delle smorfie di indignazione – però non si perdeva una parola! Se era tanto infastidita poteva anche tornare alla sua precedente conversazione...

In effetti, Jessie lo stressava per uscire da parecchi mesi, però avrebbe potuto essere più carino. “Da quant'è che non fai sesso?” sparò lui, ancora a voce alta. “Troppo tempo”. Sussurrò lei, e continuò: “Perchè, si vede?” “Si vede sì!” la canzonò lui. E le regalò un sorriso divertito.
Jessie sapeva di doverlo evitare, troppo dispettoso, ma ormai era destino. Dalla prima volta che l'aveva visto, da ragazzina, in discoteca, aveva capito che ne avrebbe subito il fascino per tutta la vita!

Tuttavia la sensazione che provava Jessie era, fin da quell'incontro mattutino, di gioiosa realizzazione, di vittoria: era finalmente accanto a un ragazzo bellissimo e sexy. Di più, un ragazzo di cui andava pazza. Si sentiva apprezzata, ammirata, interessante. 
 Kevin
Non c'erano posti dove restare soli: dovevano accontentarsi della toilette, molto pulita e con un rivestimento che sapeva di casa. Era il loro piccolo paradiso color verde mela. Il dove non conta, quando si ama.
Lui non la voleva abbandonare, la stringeva forte. Un tenerone, sotto quell'apparenza spavalda. Lei lo allontanava per ricomporsi velocemente, mentre gli diceva: "Sono tutta tua, Kevin, forever".

Erano lontane la routine e la monotonia della storia con Alan, il quale la considerava un mero soprammobile, un accessorio carino da mostrare in pubblico. Mentre nel privato, la trascurava, così preso dal lavoro e dalla sua imminente ascesa politica. Non aveva tempo per le sciocchezze, le diceva. 


Chissà se adesso che era solo, Alan stava riflettendo sui propri sbagli. Sicuramente no, prima di analizzare un errore bisogna accorgersi di averlo commesso.
E neanche a farlo apposta eccolo, Alan, che l'aspettava fuori dal bar. Kevin era rimasto all'interno, al loro tavolo, e la osservava curioso e divertito.
Alan e Jessie, quando stavano insieme

Lei cercava in tutti i modi di distogliere lo sguardo dell'ex fidanzato dalle vetrate, perché vedendo l'altro ragazzo, come la guardava (uno sguardo che dice "ora è mia"), avrebbe chiesto spiegazioni. Lei non era tenuta a dargliele, non più. Alan non era tipo da farsi scaricare tanto facilmente e sarebbe persino entrato nel bar per avere un confronto diretto col rivale. 

No, Jessie non poteva permetterlo. Alan avrebbe chiarito la situazione (“quella donna è mia”) e sguinzagliato i suoi gorilla, e addio faccino angelico da fotomodello! Certi uomini non sanno perdere.
l'auto di Alan
Per fortuna ha un'idea diversa. Alan la porta via da lì, in macchina. La stessa che avevano distrutto insieme, l'ha ricomprata uguale. Le deve parlare. Lei accetta, lo ascolterà, ma non vuole tornare sui propri passi, ormai è finita. 
in macchina

La conversazione verte sui soliti argomenti: torna, mi manchi, regalo. Quello non mancava mai, era il suo marchio di fabbrica. Tutto si compra, sosteneva.
Jessie lo scarica in fretta, dicendo di avere un appuntamento dal dentista. In realtà deve correre -è già in ritardo! - per incontrare Josh. Quello tanto affascinante ed esperto, quello che le serve per capire quanto è donna. 
Ci sono uomini così, che ti insegnano qualcosa, ti formano, ti aprono gli occhi. 
L'incontro si svolgeva, come al solito, nel piccolo appartamentino di lui, in Oxford Street.  Josh cosa rappresentava per lei? Era quello che più si avvicinava a un fidanzato ufficiale, si vedevano regolarmente, da quando era tornata. Erano ormai due mesi. A lui si era concessa, ma con tanti dubbi e insicurezze. 

In fondo aveva avuto soltanto Alan (e mr H? Contava?), e non poteva dirsi una donna smaliziata ed esperta! Ma il giudizio, dopo le loro effusioni, era ogni volta entusiastico:" Sei un portento, davvero non ti rendi conto!". 

Wow, erano parole che la facevano volare. "Sono tutta tua", gli diceva con tenerezza.
Tornando a casa in taxi, leggeva i messaggi. Era Alfred, il suo amico psicopatico, che solitamente si manteneva asettico e impersonale: quel giorno aveva osato scrivere "tvb kiss". Una giornata molto strana. Alla radio, le immortali note di "love is in the air"...

La sera era per Paul, finalmente. Era dalla mattina che lui la aspettava, e Jessie rimandava il loro incontro a causa degli altri. Se lui avesse saputo... Ormai era una bugiarda patentata: mille scuse, mille problemi, mille promesse.

Aveva le chiavi di casa, era un pochino in anticipo. Il suo stato d'animo? Preoccupato: anche con Josh, il suo guru dell'amore, stava diventando una storia seria. Era il momento? A fatica si era liberata dalle grinfie soffocanti di Alan... Certo, lo amava tantissimo. Ma era presto per legarsi in modo così stretto.
Voleva lasciarsi alle spalle quella giornata incredibile, che la stordiva. Quanti avvenimenti! Ne avrebbe parlato con Paul, il suo amico. Un confidente, un BFF. Niente di più, nel modo più assoluto. La ospitava perfino quando la sua coinquilina aveva visite, erano come fratello e sorella. 

Dopo la scuola, si erano tenuti in contatto e ora lui le tornava comodo in molte occasioni. Un computer da riparare, un rubinetto gocciolante, un bel fumetto raro e autografato da accaparrarsi... Lui era sotto la doccia, si sentiva lo scroscio dell'acqua. Jessie si mise comoda sul divano a guardare la tv, intanto che lui si preparava. 

Al rumore improvviso della televisione, Paul la chiamò: "Sei tu, Jessie?" Confermata la sua identità, lei pensò bene di fare una sorpresa all'amico. Spalancò la porta, convinta di trovarsi davanti la ridicola tenda a fiori in stile anni '70 che avevano preso al centro commerciale l'ultima volta: un abominio di arancione e verde acido! 

"Quanto ci metti?" Ma la tenda era aperta! Grandissimo imbarazzo per lei, mentre il ragazzo cercava di coprirsi. Ormai era tardi. Ad un tratto un pensiero balenò nella mente di Jessie: "Però... mica male il fratellino!" 
E fu così che la serata a base di popcorn e dvd si trasformò in un lungo bagno nella vasca. Niente di eccessivo, nessuno dei due se la sentiva di sterzare quella bella amicizia in qualcosa d'altro. 

Nella calda intimità di quella vasca, si muovevano timide carezze. Jessie intanto parlava, stava ripercorrendo tutta la sua vita sentimentale, dal suo primo ragazzo pazzo e criminale all'amico orsacchiottone dalle mille avventure platoniche... che Paul non ci credeva: girare per un anno insieme, giorno e notte, senza farlo nemmeno una volta? 
No, perché erano solo amici. Cosa che non si poteva più dire di loro: il divano accoglieva i loro abbracci roventi, mentre lei continuava a raccontarsi. Il passato si fondeva con un presente molteplice e stimolante. Jessie, ora, aveva bisogno di tutti i suoi amori: ognuno le dava un'emozione diversa, un appagamento fisico e mentale. Alan compreso! 


L'ex sempre tra i piedi, che riusciva ad indovinare a quale festa andasse e quali locali frequentasse... si vedeva che ci teneva, seppur rasentando lo stalking. Le dispiaceva abbandonarlo: troppo figo, occhi azzurri, immenso! 

dopo l'esperienza da modella, era cambiata...

"Scusa se ti ho parlato di tutta questa gente..." gli disse rivestendosi. 
"Non mi dà fastidio, l'importante è che sei qui con me". 
Già, era successo così spontaneamente, e ora quasi non riuscivano a parlare. Non era in programma, ma era stato bello. Inaspettatamente. Forse, pensò lei all'improvviso, poteva essere un candidato al suo cuore? 

"Tra mezz'ora arriva la mia ragazza. Non vorrei cacciarti, ma..." 
Un bacio - Uh! Era così, baciare Paul? Che strano! - e poi lei si sentì crescere questo gran desiderio, fatto di attrazione e confusione: "Sono tutta tua, chiamami..."
Jessie lasciò anche quel luogo, diretta finalmente a casa. Sapeva che una giornata così non sarebbe più tornata: lei che correva da un appuntamento all'altro e si dava anima e corpo ad ognuno di loro, dicendo e giurando: "Sono tutta tua".

alan, kevin, josh, alfred, paul 
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"Amori" è un racconto esclusivo di Dreamer Passion
che fa parte di questo percorso tematico, che vi presenta un portfolio di prodotti finiti. Valutate, commentate, chiedete chiarimenti. 

Guarda i fumetti di Jessie Mix, un personaggio determinato.
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l'autrice - Nadia dreamer 2013
A presto con l'ottava puntata!!! 
"Amori 8. Esame di coscienza"

1 commento:

Fabs ha detto...

Bellissimo e scorrevole nella sua semplicità. Mi sono trovato con un sorriso di tenerezza stampato in faccia mentre leggevo :) Brava!