lunedì 13 maggio 2013

Giannino è Whattafak


Oggi vi presento un supereroe davvero particolare. Diventa paladino della giustizia perché... ve lo racconto dopo, prima facciamo la sua conoscenza, ecco a voi Whattafak!
Il suo aspetto non vi è nuovo? Certo, il costume è quasi identico a quello di Fanfaronicus del giugno 2012 (povera me, per ritrovare i disegni devo andare su Google! Che disorganizzazione, devo assumere un bel segretario...) : 

Ispirato dal soprannome che si era dato il tutor Fabio (tutta sua l'idea di questa parola, quindi, diritti d'autore compresi), era in un certo senso un omaggio a lui, per una questione di simpatia e stima. Però ho notato che non ha gradito la cosa e quindi per le nuove storie, Fanfaronicus sparisce e lascia il posto a Whattafak. 

Per coerenza narrativa (non si può abbandonare un personaggio così brutalmente, poveretto), diciamo che F. si stanca di fare l'eroe e appende la tutina al chiodo. Anzi, la abbandona su una panchina, dove la trova il nostro nuovo protagonista, Giannino. E qui parte la nuova avventura...

Era una bella mattina di primavera, e Giannino portava a spasso il cane al parco. A un tratto, Skat -o-letta, il suo dalmata, si fionda su una panchina e annusa agitato una busta di plastica che vi è appoggiata.
"Letta! Cosa fai? Cosa hai trovato?" si avvicina e guarda dentro: c'è un costume di carnevale, lucido e sgargiante. Giannino lo esamina, curioso. Un mantello arancione, stivaletti e una strana cuffia da piscina. 
"Sicuramente è di un cosplayer, ma al momento non riesco a capire di che anime si tratti..." pensa. Si guarda intorno, nessuno in vista: prende la busta e la infila nello zainetto. 
A casa lo indossa: è quasi perfetto! Gli sta d'incanto. "Lo metto per andare a Lucca! Però prima sento con David se sa che personaggio è. Se mi chiedono chi sono, cosa rispondo?"
 

Entra sua mamma, senza bussare, come al solito: "Come ti sei conciato? Dove hai preso quella tutina? Ma guarda com'è sporca, dammela che te la lavo..." In men che non si dica, il costume torna al suo antico splendore: è proprio bello. "La maglietta è molto rovinata, Giannino, te ne cucio una nuova?"
Lui prova a dire che vuole indossarla così, ma la mamma, patita di cucito e bricolage, è già nel suo armadio delle stoffe a cercare degli scampoli adatti. "La stoffa coi fumetti non ce l'ho, ma bordò e verde sì. 

Dai, sembrava un pigiama... E poi è così consumata, chissà come l'ha lavata la mamma di David, devo proprio farle una telefonata!" "Credo che sia un po' permalosa per queste cose, meglio di no..." E la convince a non chiamarla: verrebbe fuori che non è di David, la fantomatica tutina col mantello arancione.
"Se sa dove l'ho presa, come minimo la brucia", racconta in chat a David, "è così fissata coi batteri!".
"Sei sicuro che sia solo un costume?" azzarda l'amico. "Magari è la tuta di un supereroe!"
Non può essere, ci scherzano su e iniziano a cercare di quale personaggio famoso si tratta. Quando però, dopo giorni di ricerche, David lo informa di non aver trovato alcun riscontro, Giannino inizia a preoccuparsi. 
"E se è davvero la calzamaglia di un giustiziere? No, non dovevo cambiare i particolari della sua divisa..." riflette.
"Piuttosto controlla se ha dei gadget, delle armi, delle attrezzature! Alla moda ci pensiamo dopo." incalza David, che vuole prenderlo in giro. "Quella cuffietta colorata, ad esempio, cosa c'è lì attaccato?"
C'è uno strano aggeggio, come un auricolare giallo, ma non si accende, non ha pulsanti. E anche nel resto del costume, niente che scatti, si apra, lanci ragnatele o missili terra-aria. 
Però è carino e gli dona, Giannino decide di indossarlo per Halloween.

"Possiamo chiedere all'esperto di fumetti, perché non ci avevo pensato? Ci andiamo oggi pomeriggio, dai!"
Giannino vuole comportarsi come suo solito, senza dare nell'occhio: siccome non esce mai con lo zaino, e quindi non ha un posto dove nascondere il costume, decide di indossarlo. Completo, con tanto di pantaloncini attillati e cuffia. Sopra, la felpa col cappuccio sulla testa, il cappellino yo; si guarda allo specchio ed è soddisfatto, non si nota nulla.
Arrivano dall'esperto: Pierfrancesco Vuoichenonlosappia, un anziano signore collezionista e storico del fumetto, nonché ferratissimo in manga e anime asiatici, non solo giapponesi! 
Sta nella biblioteca, fa il volontario e negli anni ha organizzato una sezione molto ricca di fumetti e tavole originali, con pezzi della sua collezione privata e le donazioni dei ragazzi. Quelli che dopo aver letto un albo, lo butterebbero via. C'è tantissimo materiale tra cui cercare ma, appena vede Giannino con la tutina, gli dice sicuro che quel personaggio non esiste. Gli gira intorno, lo osserva bene: "Qui ci vanno gli stivali, immagino...". Armeggia con l'auricolare montato sulla cuffia e riesce ad accenderlo. Giannino sente un fischio fastidioso, come quello dei microfoni, poi più niente. "Avrà le batterie scariche." pensa David.
 

Pierfrancesco vuole capire cosa ha davanti: gli scatta una foto col cellulare e saluta i ragazzi: farà una ricerca più approfondita, contatterà amici stranieri. Il fatto poi che lo abbia trovato su una panchina, lo incuriosisce ancora di più. 
I ragazzi escono dalla biblioteca delusi. Giannino sente un altro fischio, più lieve, provenire dal suo auricolare giallo. Sono davanti al bar, dove i ragazzi impazziscono per le nuove slot machine che distribuiscono caramelle alla menta. Buonissime, gustose, economiche. Infatti si vince quasi sempre. Sono semplici caramelle rotonde, incartate in una plastica verde, senza scritte. Giannino ne assaggia una e immediatamente vede nella sua mente l'elenco degli ingredienti: zucchero, sciroppo di glucosio, acido stearico, olio essenziale di menta... 

Che strano! Poi beve un bicchiere d'acqua e succede di nuovo: anidride carbonica, silice, sodio, potassio, bicarbonati, fluoro... La sua prima esclamazione? "What the fuck..."
Appena tornati a casa, Giannino racconta sbigottito l'accaduto. "E la miseria! Sai la composizione chimica di ogni cosa!" "No, non è possibile..." ribatte Giannino.
"Prova con questo foglio di carta!" "Cellulosa, amido, caolino, allume, azzurranti ottici... ma no, dai, ti giuro che non le ho mai sentite, queste parole!" ride incredulo Giannino.
"Abbiamo trovato il tuo superpotere, hai visto? Chiamalo "whattafak is this?", oppure coso organolettico chimico da laboratorio... " "Meglio il primo! Allora io sono Whattafak, il vendicatore" "Sì, il vendicatore delle etichette sbagliate..." e giù a ridere, di un superpotere che non serve a niente. 
Passano i giorni e il costume resta chiuso nel cassetto, in attesa della prossima fiera. Tra l'altro le giornate si fanno calde e il trucco della felpa non si può usare più. Come potrebbe nascondere un costume tanto particolare? Nella tranquilla cittadina succede un fatto inspiegabile: molti ragazzi vengono ricoverati d'urgenza con delle pustole verdi sul viso. Non si conoscono, non frequentano la stessa scuola, le indagini non portano da nessuna parte. Quando tornano da Vuoichenonlosappia, è ancora la notizia del giorno, perché i giovani se ne ammalano continuamente.

Lui non ha trovato niente di simile al costume, nemmeno estendendo le ricerche alla mitologia e alle culture più sconosciute, ma il fenomeno riportato da Giannino (ciò che è successo alla slot machine e col bicchiere d'acqua gassata) lo porta a pensare che debba esserci per forza qualcosa che accomuna le vittime, magari si tratta proprio delle caramelle... "Giusto! Perché non ci abbiamo pensato noi?" "Perché ne ho mangiata una e sto bene." "Forse c'è una nuova partita, con caramelle diverse, difettose o addirittura avvelenate!" conclude l'esperto. Bisogna investigare, portare un campione in laboratorio, tanto più che non si sa se i ragazzi guariranno o peggioreranno, non si conosce la portata né la pericolosità di questa strana epidemia.

"Mi ricordo di una grave epidemia di morbillo che decimò i sudditi di Re Guglielmo, senza che si potesse trovare una cura efficace. Spero che non si ripeta..." dice Vuoichenonlosappia. "Non siamo più nel medioevo, prof" ribatte David. "Questo può essere un moderno virus killer però..." conclude amaramente Giannino. Serve l'intervento di Whattafak, l'eroe che distingue le componenti chimiche! Sì, Giannino se ne vergogna, preferiva dei poteri più emozionanti e avventurosi. "Corri a casa a vestirti, che solo tu puoi scoprire cosa sta succedendo! Intanto io controllo la zona attorno al bar".
Si ritrovano dopo un quarto d'ora nel vicolo, con l'eroe che sta morendo di caldo nella sua felpa, e David con uno scatolone vuoto in mano: "Leggi qua, si chiamano Caramelle Amara Sorpresa... è scritto a penna". 
"Allora no, ti pare che sarebbero così spiritosi?" "E che ne so? Ma come facciamo ad analizzare le caramelle delle slot senza mangiarle?" "Forse ci riesco lo stesso, solo toccandole. Prima ho urtato un ramo e mi sono arrivati dei segnali, il nome di qualche componente, perciò credo che si possa fare".

Entrano al bar disinvolti, giocano e vincono le caramelle. No, Whattafak non ce la fa, non riesce a captare quello che c'è di diverso rispetto alla volta prima. Deve essere una quantità infinitesimale, piccolissima. 
"La assaggio." decide, "Ne servono tante per stare male, guardati intorno: vedi con quale voracità le mangiano? Probabilmente le tossine si accumulano dopo giorni di consumo." "E se ti sbagli?" lo ferma David. "Lo devo fare: se la tuta ha scelto me, ci sarà un motivo" dice, serio e impostato, Giannino. "Non è un film, ragiona!" "Ssssst! Lasciami analizzare."
Whattafak assaggia, gusta. Inizialmente non nota niente di diverso, poi ecco che lo sente: "E' un classico, cianuro di potassio, però qui è mescolato a particelle di smeraldo e mandarino verde" "Accidenti! Sputa!".
Non possono fare altro, già si sono coperti di ridicolo sputando la caramella davanti a tutti, e nonostante sia pericolosa l'ingestione, sanno benissimo che non verrebbero creduti. "Bravi, non dovevate dire niente: i ragazzi sono cocciuti e dispettosi: dopo le vostre raccomandazioni, ne avrebbero mangiate ancora di più. Ora mi muovo io, andate a casa.
Il giorno dopo, i due amici vengono a sapere che il signor Vuoichenonlosappia è all'ospedale, ricoverato per via delle pustole verdi. E' andato al bar a mangiarne tantissime, fino a stare male: così ha potuto indicare precisamente la provenienza del veleno. "Sei un incosciente! Non sai nemmeno se si guarisce..." si preoccupano i ragazzi, che lo vanno a trovare. "Stanno preparando un vaccino, è tutto a posto." dice lui. 
Beh, resta ancora da scoprire chi è la causa di questo avvelenamento. Sequestrare le caramelle del bar non è servito a nulla, non si è saputo dove venivano prodotte né da chi. Come non si sa se esistono altre partite avvelenate stoccate da qualche parte. La polizia abbandona l'indagine, non può danneggiare il monopolio, che è un'entrata per lo Stato, per cui la faccenda si chiude in fretta, e il bar è autorizzato a continuare la vendita delle caramelle, cioè a far funzionare a pieno regime le redditizie slot machine.

Giannino non è soddisfatto, non basta ritirare una scatola di merce, bisogna capire chi ha causato l'epidemia. Sì, chi ha lasciato la tuta appositamente per lui, sapeva che ragazzo di cuore fosse, e quanto ci tenesse alla giustizia. Infatti per Giannino non è finita e lui resta in zona: ha l'età giusta per passare inosservato, tra i ragazzi che affollano il bar. 
L'esperto, ormai guarito, osserva da lontano, con il binocolo e delle strane apparecchiature. Ha perfino allestito il cassone del suo furgone come un vero laboratorio di spionaggio, e lo tiene parcheggiato nei vicoli vicini. Capta molte conversazioni, segue le consegne, fotografa la gente che si incontra col proprietario.
Alla fine, ecco una pista convincente: c'è un tale molto sospetto, si fa chiamare Mr. Flavour. Non si presenta quasi mai di persona, manda la sua gente fidata, fanno delle consegne misteriose. Ecco che Giannino freme, vuole passare all'azione. "Hai solo quel potere, a che ti serve?" gli dice Vuoichenonlosappia. "Forse c'è dell'altro, indosserò ancora il costume" decide il ragazzo. "Allora ti serve una copertura: organizzo un flash mob per questo pomeriggio, a tema supereroi. Ti confonderai facilmente!" 

Whattafak così si ritrova tra centinaia di ragazzi con tutina e mantello, che parlano nella piazza, vanno a giocare alle slot, creano confusione quel tanto che basta per lasciare l'occasione a Giannino di curiosare nel retro del bar. Sente qualcosa di decisivo e si nasconde nell'auto del tirapiedi di Mr. Flavour. Gli altri dal furgone se ne accorgono e lo inseguono, cercando di non farsi scoprire. "Mi immaginavo qualcosa del genere," dice l'esperto a David, "gli ho messo addosso una trasmittente gps..." Arrivano al porto, una zona disabitata, con capannoni fatiscenti e abbandonati. Giannino scopre che vi è nascosto un laboratorio, dove degli operai producono le caramelle incriminate. Guarda meglio dai vetri sporchi e si accorge che sono degli zombi! Non ha senso..." Almeno sa dov'è il posto, ci tornerà con calma con gli altri.

Si gira e si trova davanti una delle guardie del corpo di Mr. Flavour: gli spara senza troppi complimenti e lo lascia lì agonizzante. "Bella mascherata, è carnevale? Allora ogni scherzo vale, ah ah ah!" esclama allontanandosi. 
Quando arriva il furgone, restano atterriti. Un così bravo giovane, freddato e abbandonato in mezzo alla strada... e si rialza. Giannino è tramortito ma tutto intero: il costume ha protetto il suo corpo dalle pallottole!
"Whattafak?" dice subito, sorridendo e guardando il suo torace intatto. Lo portano subito via, non è un bel posto. La faccenda si fa interessante: "Sarai un supereroe autodidatta come Ralph Supermaxieroe, ve lo ricordate? No? Beh, era un tizio che trovava una tuta tipo Superman, ma senza istruzioni su come usarla, una serie molto divertente..." "Mai sentito nominare." dice David. 
Ora bisognava portare la polizia al laboratorio di caramelle. Di andare in centrale e raccontare di aver visto degli zombi non era proprio il caso, quindi optano per un inseguimento. "Come nei telefilm polizieschi: loro sono autorizzati ad entrare in una proprietà privata, se stanno inseguendo un delinquente..." spiega Giannino. "Certo, in America. Dubito che la polizia vada a pestare i piedi a Mr. Flavour! Non l'avete riconosciuto? E' un ricco industriale e diplomatico, intoccabile." constata l'esperto. "Allora come facciamo?" chiede impaziente Giannino. "Aspetta, ho capito che volevi dire che lo conosci anche tu, quel Flavour..."

"Come hai fatto a leggermi nel pensiero? Quel costume è portentoso. Sì, potrei anche contattarlo, ma vedi, ora che ho fatto la denuncia e gli ho pestato i piedi, mi sarà piuttosto ostile!" "Direi che è meglio dormirci su, entreremo in azione domani, un sistema lo troverò." dichiara l'eroico Whattafak. 
Tornato a casa, Giannino è accolto da una madre gongolante: "Guarda, ti ho cucito la maglietta della salute!

Quella della tua tuta, non te l'avevo data che non era pronta... è quella originale, ma ho tolto quella macchiolina con la candeggina. Se vuoi, te ne compro un'altra, per il prossimo inverno." Forse è lì la risposta, forse racchiude un nuovo potere: noncurante dei quaranta gradi all'ombra, indossa tutto il kit. Stivaletti compresi. Forti, si adattano alla misura del piede come i pattini. E poi la tuta completa mantiene bene la temperatura, il corpo rimane fresco, è un materiale tecnico eccezionale. Come fare ad attivare i nuovi poteri? 

Prova a saltellare per la stanza, a pronunciare qualche frase epica a caso, ma niente. Tanto vale provare il tutto per tutto: si tuffa dalla finestra. E inizia a volare, veloce, come un razzo! Non sa bene da che parte deve andare, ma appena riesce a orientarsi, va da Mr. Flavour. Deve vedersela con lui, uno scontro finale, faccia a faccia. La polizia non può fare nulla, lui invece ha dei poteri superiori. Che deve continuare a usare per servire la giustizia e la collettività, senza perdersi nelle lusinghe della fama, stando sotto ai riflettori. 

Deve agire  in modo anonimo. Procurarsi prove. Vuoichenonlosappia gli sistema addosso una microcamera, e ogni sorta di gadget che potrebbe servirgli nello scontro. Lo lascia andare incontro al suo destino, cioè al porto, al laboratorio. Filma la preparazione: le caramelle alla menta erano solo uno specchietto per le allodole, un test per verificare la diffusione e il consumo del prodotto. Ora le slot machine distribuiranno anche pastiglie di droga, camuffate da confetti colorati o da caramelle ripiene. Un nome accattivante, un codice speciale per sbloccarle alla macchinetta (codice da comprare, ovviamente) e il gioco è fatto. Whattafak arriva proprio mentre spiega la natura dell'affare a un potenziale socio. Inoltre parla anche dei suoi schiavi zombi, comprati per poco denaro nelle loro terre d'origine. 
Ce n'è abbastanza per spedirlo in galera. E senza scherzi, visto che il video è stato messo immediatamente in rete, sul canale della polizia, della questura, sulle televisioni... la frittata è fatta e in pochi minuti la polizia, per quanto vorrebbe coprirlo, è costretta a intervenire, con le forze speciali, l'immigrazione e l'esercito. Arrivano tutti e trovano Mr. Flavour legato come un salame, e gli zombi spaesati che camminano per il molo del porto. Giannino è già volato via, e assiste dal cielo alla cattura. Sembra tutto risolto, ma gli avvocati di Flavour riescono a riportarlo in libertà. Resta solo una carta da giocare: il potere "Whattafak are you saying?". 

E Giannino è costretto a presentarsi in commissariato, ma esige che la stampa ne resti all'oscuro. Grazie al suo potere di lettura nel pensiero, l'eroe riesce a carpire al malfattore una gran quantità di dati, cifre, conti e soprattutto nomi dei suoi complici, tanto che gli conviene più andare in prigione che restare in libertà, facile bersaglio degli ex soci e dei loro amici... 
E così Whattafak deve rivelarsi al mondo, però la sua vera identità resta segreta... per ora. Fine  



Che ve ne pare? Come prima stesura non è male, dai.
E poi possiamo ricordare i supereroi della Golden Age e delle ere successive, che ci hanno regalato tante tante avventure! Ho inserito qua e là alcuni dei miei preferiti...





140.510

Chicca dell'ultima riga: concorso
sei qui e hai vinto un bonus cioè una parte della frase che, ricomposta in ordine, ti permetterà di ricevere un esclusivo disegno by Dreamer (con dedica/ con tema ispirato da te) o in alternativa  una attenta recensione esperta a un tuo lavoro scritto o disegnato, per evidenziarne pregi e difetti. Io sono preparata nel mio campo specifico, e ho una grande esperienza da fruitrice di opere intellettuali artistiche, dicesi libri e dipinti, fumetti e animazione, film e tv. Cerca nel blog le parti mancanti!
La parola da ricordare è: ALLA


ciao

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