mercoledì 29 maggio 2013

Uni e Corno nel bosco goloso


Favola della buonanotte, per bambini. Spero che vi piaccia!


E' una bella giornata di primavera, col sole che scalda il musetto. 

Uni e Corno sono nel bosco a fare un pic-nic. Sulla coperta di lana 

a scacchi c'è il pranzo genuino e nutriente preparato dalla loro mamma.



Cosa succede? Come mai Uni è così triste?

Dovete sapere che Uni è l'unicorno baby più goloso di tutti e proprio 

non le va di mangiare la pizzetta di verdure.

Al contrario, suo fratello Corno si pappa qualsiasi cosa! 

Dall'insalata di fieno biologico alle polpette al gusto di margherita, 

senza dimenticare la zuppa di gelsomino!



E' così indaffarato a divorare ciò che ha davanti, che non si accorge 

che sua sorella Uni si è allontanata. 

Ha sentito un profumo buonissimo, di marmellata e caramelle e, 

annusando attentamente, ha trovato la strada per la Collina Golosa.

il fantastico disegno di Lady Astral!!!


Che meraviglia! Sulla Collina Golosa ogni albero si può mangiare e perdipiù 

ha un gusto dolcissimo!

Rimane a lungo in quel posto magico, assaggiando cose nuove e colorate.



Ma ahimè si tratta di dolci e come sappiamo bene, mangiarne tanti 

provoca male al pancino!

Ahia! Ahia!” Uni piange per il pancino e anche perché si è persa! 

Deve passare sul ponte di liquirizia o su quello di vaniglia?

Non si ricorda più da dove è arrivata.



Nel frattempo Corno si è riempito la pancia a più non posso, e ora ha 

un gran sonno. I pasti molto abbondanti fanno questo effetto!

Però si accorge che la sorellina è sparita e deve sforzarsi di cercarla subito. 

Che fatica e che sbadigli! Se solo avesse mangiato un po' di meno!

Sa dove andare, per fortuna: la scia profumata di cibi zuccherosi e 

irresistibili lo guida nella direzione giusta.



La piccola Uni piange così disperata, stesa sotto un albero di lecca-lecca, 

che un buon scoiattolo del bosco, che si chiama Ricky, la va a consolare.

Sai, anche a me è successo, con tutte queste delizie! La mamma 

mi ha dato la Bacca Amarablà. Era tremenda, ma i dolori sono andati via 

in un attimo!”



Ora gliene va a prendere una. Velocissimo corre sull'albero, salta qua, 

salta là e ritorna con una bacca viola per la malata Uni. 

Che fa una smorfia di schifezza, poi sorride: ora sta bene!



Corno è ancora lungo il sentiero e non riesce ad andare avanti. 

Trascina gli zoccoli e il suo bellissimo corno a torciglione è così pesante!

Arrivato al fiume di cioccolato e al ponte di vaniglia, si deve fermare. 

Si addormenta sulla riva.



Intanto sulla collina Ricky è molto contento di vedere che Uni sta meglio. 

Mamma scoiattolo sa dove stanno gli unicorni quando sono in gita 

nel bosco e si offre di accompagnarla da suo fratello.

Ricky è uno scoiattolo generoso e le regala una pigna.



Non mangio le pigne, io!”protesta Uni.

E' un regalo! Così penserai a me, il tuo nuovo amico!”

Uni, che si chiama soltanto Uni perchè il corno non ce l'ha, tagliato 

un brutto giorno da un mago cattivo, se la mette subito al posto 

del corno: che bella pigna lunga e affusolata!



Ricky esclama: “La resina è una colla fenomenale!” e in un fulmine va sul 

pino e gliene prende un po'.

Uni se l'appiccica per bene. Ora sì che è bellissima! Era bellissima 

anche senza, ma si sa quanto le ragazze amino gli accessori!

Pochi passi e vedono Corno addormentato sulla sponda erbosa del fiume. 

Si sono ritrovati a metà strada!

Ora Uni può salutare gli scoiattoli e ringraziarli. In un attimo saltellano via 

rapidi e tornano a casa.



Come fare per svegliarlo? Un bell'urlo può funzionare: “Cornooooo!!! 

Ti piace il mio nuovo cornetto fatto di pigna?”

Il fratello si spaventa e fa un gran salto, finendo nel fiume. 

E' tutto marrone, che disastro! Lui che si vantava di essere bianco e puro 

come appena uscito dalla lavatrice...

Esce dal fiume e si ritrova pieno di macchie. Uni si avvicina ridendo, 

è stato troppo divertente vederlo cadere! Però non se lo meritava, lui 

è stato coraggioso a cercarla per tutto il bosco!



Corno lascia orme liquide e golose mentre la criniera sgocciola ancora.

“La mamma si arrabbierà” pensa scontento. Infatti la signora unicorno 

è molto sorpresa e ha uno sguardo severo, quando arriva al bosco 

del pic-nic e lo vede.

Uni sente di doverlo salvare dalla sgridata. 

Saltella veloce davanti alla mamma e dice: “Su, cosa c'è da stupirsi? 

Non hai mai visto un cornetto al cioccolato?”



Si mettono tutti a ridere e galoppano allegri verso casa, raccontando 

alla mamma della Collina Golosa, degli scoiattoli... e della pigna di Uni! 

Un cornetto così speciale non ce l'ha nessuno, e in più è un regalo di 

un amico. Che giornata!



Di Nadia Semprini (pseudonimo Dreamer), ideata e scritta il 21 novembre 2012.

Fa parte della mia nuova collana di libri per età prescolare chiamata 

“Gli aiutamamma”, di contenuto sia di intrattenimento che educativo.


Il disegno è opera della bravissima Lady Astral. 

Mi ha fatto davvero un regalone disegnando la mia Uni!

Se ve la siete persa al Torino Comics, ecco il link alla sua pagina 




E non sto a ripetervi che, se ve lo consiglio io, è sicuramente una bomba: in questo caso è più che evidente... ;) 
Però ditemi anche cosa ne pensate degli Aiutamamma! Che faccio? Ne scrivo ancora di queste storie? Ciaoooo

Fa parte del percorso tematico: lavori finiti di dreamer


Ti piacciono le cose tenere e pucciose?
Qui trovi tanti dolci My Little Pony, qua Nemo e Happy Feet 2...
A presto

lunedì 27 maggio 2013

Amori - 6. Attico a New York affittasi

 hot hot hot 
attenzione: contenuti adulti

Questo racconto fa parte della produzione seria:

Riassunto puntate precedenti: in ufficio Barbara, che ancora non è riuscita a rintracciare Dean, riceve delle mail di Luigi sedicente disperato e si irrita molto. Jessie lascia l'asfissiante fidanzato Alan per tentare la fortuna in America. Un servizio fotografico, una sola settimana, dove si gioca tutto.
(resoconto più dettagliato nella puntata 10)




Amori 6. attico a new york affittasi
Jessie era partita in fetta e in furia. Ai genitori aveva servito la scusa di dover cambiare aria, per dimenticare Alan. La grande litigata in villa, per il calendario, l'aveva fatta passare per lite di gelosia (e in un certo senso lo era) con la quale si erano lasciati. 
Era più comodo raccontarla così. Non poteva certo dire che era stufa e confusa, che il fidanzato per cui tutti i parenti stravedevano era insopportabile... No, meglio raccontare di una rottura. Chi ci teneva avrebbe sperato fosse solo provvisoria, e non l'avrebbe stressata più di tanto.
Questo aveva detto anche a tutti quelli che aveva salutato velocemente prima di partire. Le dispiaceva non aver potuto avvisare tutti, quantomeno spiegare, specie alle amiche. Pazienza, avrebbero capito. Non c'era tempo da perdere. Dopo aver fatto i bagagli in villa, quel burrascoso giovedì, era corsa a casa e poi subito all'aeroporto. 

Alan e Jessie 
Alan non l'aveva più vista da allora e non sapeva nemmeno che aveva raccontato in giro di aver rotto con lui. Quindi Alan si sentiva ancora legato a Jessie, era il suo fidanzato a tutti gli effetti. 
Sicuro, quella era stata solo una discussione di poco conto. Ne avrebbero riparlato con calma al suo ritorno dall'America. Cos'era in fondo una settimana? 
E poi aveva sbagliato a dubitare di lei, in quei discorsi col fratello e Lola: Jessie era seria, non avrebbe fatto nulla di male. Mai e poi mai. In cuor suo lo sapeva, la conosceva bene.



martedi 10 settembre
Alan e Sam erano fuori in barca dal mattino. Per quanto Sam avesse insistito per invitare qualche bella amica, lui aveva preferito comportarsi bene. Non è giusto che, appena il gatto non c'è, i topi inizino a ballare...
Lola era rimasta sola alla villa. I Rover, i miliardari genitori dei rampolli, si presentavano raramente. Con loro perennemente in vacanza in giro per il mondo, e la servitù discreta e invisibile, lei poteva fare la padrona. Aveva praticamente tutta la proprietà per sé. Tuttavia era troppo impegnata al tavolo da disegno per approfittarne.  

villa Rover potrebbe essere così...

Mentre disegnava capi importanti e sognava il grande salto verso l'haute couture, Lola doveva fare i conti con la piccola ditta di grafiche per la quale elaborava ora magliette, ora manifesti pubblicitari, insegne, loghi ecc. 
panorama di Villa Rover (immensa piscina tropicale)

Se c'era da immaginare qualcosa di creativo e nuovo, chiamavano lei. E quando non succedeva, era relegata alle fotocopie, che odiava fortissimamente. "Ma se vuoi lavorare, ti adatti" si ripeteva la ragazza. E ci teneva a farcela da sola, non aveva mai usato il fidanzato come referenza. Sarebbe stato facile: chi non teme i Rover dell'alta finanza? 




Quella mail dall'atelier l'aveva messa molto in difficoltà: provare o no? Voleva consultarsi con Sam, che però stava consolando a tempo pieno il fratello. Quindi doveva decidere da sola, e tic tac tic tac, le ore correvano. Prima o poi sarebbero tornati. 
a new york ...

Abbiamo lasciato Jessie nel suo appartamento, assieme al fotografo, il suo capo. Ancora sul tavolo i giornali sui quali aveva cercato una sistemazione, prima di sapere della convenzione col palazzo. Uno era aperto sull'annuncio con foto di un favoloso attico. Quando si sogna, meglio farlo in grande! Quanto le sarebbe piaciuto l'attico con vista sui grattacieli... e invece per il suo budget si poteva rimediare sì e no il classico scantinato con scaletta o botola. Che orrore. Il primo giorno aveva avuto davvero paura di finirci. 



Non c'era stato bisogno di impazzire per rimediare un alloggio, per fortuna si era tutto risolto (la convenzione modelle) e guardava con un sorriso il giornale di annunci. E' la prima cosa che acquisti, appena scendi dal taxi in una grande città! 
Eccoli lì, Jessie e Mr H., a controllare (per così dire) l'appartamentino. Era spazioso, ben arredato, quasi allegro nonostante lo stile minimal. 
E la situazione stava precipitando, tra loro due, modella e fotografo famoso. Era già precipitata.
Jessie

Adesso non aveva più tempo per ragionare: lui le si era seduto accanto, sul divano, e le accarezzava i lunghi capelli. Faceva discorsi scontati forse, tipo che era la più bella che avesse mai messo a fuoco, e Jessie nemmeno lo ascoltava più. Ascoltava il proprio corpo accendersi, come non le accadeva da mesi e forse anni, era un'attrazione fortissima e assoluta: lo voleva, sì, voleva quell'uomo! Disperatamente.
Se lui avesse provato ad andarsene l'avrebbe trattenuto con la forza. Cosa le stava accadendo? Jessie non si comportava così...

Al primo elettrizzante bacio di mr H. aveva risposto con una serie di baci voraci, affamati, di ingordigia pura. Gli era salita addosso, la minigonna che si sollevava a scoprire le cosce e lei a cavallo di lui, di prepotenza.
Per un attimo le venne in mente Alan, ma giusto per notare che a villa Rover una posa del genere avrebbe scandalizzato tutti! E poi quel noioso di Alan non gliela permetteva neanche se erano soli, che non era decorosa per una ragazza. Noblesse oblige, e i comportamenti adeguati al loro status, che mucchio di stupidaggini!

Non c'era posizione migliore per scambiarsi effusioni (tipo divanetto della discoteca), era tutto a portata di mano e soprattutto una donna potava intuire subito il livello di gradimento! Sì, il fotografo gradiva, nonostante fosse ancora un tantino sorpreso.

Di solito, per approfondire la conoscenza con le sue modelle, doveva faticare, prospettare vantaggi e favori, ricattarle anche. E poi si trattava di sesso meccanico e forzato.
Questa ragazza nuova invece - non si ricordava neppure il nome- era una pantera! Se lo stava divorando di baci, per niente esitante, sul collo, sul viso, sulle labbra, compiendo un percorso famelico.
Lui non si muoveva, lasciava fare e aspettava sviluppi. Jessie non poteva interpretare male questa passività, tra le cosce aveva un argomento che diceva tutt'altro. Quindi iniziò a sbottonargli la camicia. Odorava di uomo, non come quelle colonie fruttate che usava Alan. Passò una mano sul suo petto peloso. Giusto un po', quel tot che rende maschio. Non era un fissato della ceretta come Alan...

Tutti questi confronti e pensieri avevano frenato le sue azioni, e lui le chiese se andava tutto bene. Certo che andava bene, però... Lui se la tolse di dosso e si avviò alla porta.
"Cosa ho sbagliato? scusami..."  disse subito lei.
Lui la guardò sorridendo: "è tutto a posto sciocchina. E' che ho voglia di fragole e champagne, le mando a prendere."
Il personale di guardia al palazzo era pagato anche per quello, e non era certo la richiesta più strana che avevano sentito, in tanti anni di "Model House".

Jessie, fermata così bruscamente, si sentiva ferita dal rifiuto. E se rifiuto non era ma soltanto attesa, si trattava di un'attesa insopportabile, una tortura. I suoi seni erano turgidi e impazienti, con una loro volontà autonoma. E lui non li aveva nemmeno toccati!
Intanto che aspettava da bere, mr H guardava dalla finestra: "interessante il panorama da quassù."
Oddio, che smania... lei avrebbe voluto togliersi la maglietta e urlargli che era quello il panorama che doveva guardare!  Ma non voleva sembrare una pazza al suo datore di lavoro. E anche di altro, sperava...


Completamente andata. Si ritrovava in testa una quantità di idee a tema sessuale, che si spaventava di se stessa. Lei, la ragazza carina e posata, istruita a godere senza emettere un fiato, a rispettare più regole di galateo di una vera principessa. E non ne capiva il senso: a letto ci si poteva anche permettere qualche spontaneità, no?

La madre di Alan si era raccomandata tanto col figlio: "questa qui è potenzialmente zoccola, tienila a freno." Che poi, tenere a freno, è un'espressione nata per i cavalli, e come quelli - forse un po' meno - era considerata. Un bell'esemplare da mettere in mostra, da possedere, per vantarsene. Però Alan che stupido, a volerle levare del tutto la sua indole passionale! Mantenendola, si sarebbe divertito molto di più! 

Forse c'era dietro una qualche regola religiosa, probabilmente una setta, ma Jessie non era ancora pronta a conoscerne i segreti. Quando sarebbe stata una moglie, una Lady Rover, allora sì. Già da fidanzati, comunque, dovevano seguire una certa disciplina, cui Jessie docilmente si adeguava. Però le restava una grande indefinita insoddisfazione... come se un uomo potesse darle qualcosa in più, non sapeva bene cosa ma sentiva che non poteva essere tutto lì. Un tema tanto amato e discusso, e vietato, ed esibito... no, c'era sicuramente di più. Lei poteva esprimersi in maniera più potente e più vera.

Sì, Peter era anche di suo un ragazzo poco "erotico", di poca fantasia. Per lui non era un grande sacrificio, si sarebbe comportato più o meno allo stesso modo. Ma lei, lei si sentiva ingabbiata, trattenuta, limitata. O meglio, sentiva che qualcosa non andava con la sua sensualità. Cosa non le era chiaro. Il mistero cominciava a svelarsi adesso...

Sensualità. Quel fuoco non lo spegni. Potrai buttargli della cenere sopra, per ridurlo ai minimi termini, ma appena arriverà un po' d'aria nuova ad alimentarlo, altro che fenice! Ed era quello che stava succedendo a Jessie, ogni cellula del suo corpo protesa, verso quell'uomo e verso l'ignoto. Quello che poteva dirle, mostrarle, insegnarle. 
Avrebbe potuto ricomporsi sul divano, esprimendo ostilità con le ginocchia serrate e un fare composto, invece era rimasta lì dove lui l'aveva messa, appoggiata al bracciolo col gomito, la mini arrotolata fin quasi in vita e le cosce appena socchiuse, a svelare uno slip di pizzo rosso. Uno spettacolo a cui mr H si dimostrava indifferente. La cosa la faceva imbestialire: "Guardami, ho bisogno che tu mi guardi!" pensava.




Hutchingson in realtà faticava molto a mantenere il suo contegno, era turbato, piacevolmente sorpreso, curioso. Forse voleva andarci piano perché a quella ragazza si era già affezionato, per qualche misterioso motivo.
E intanto pensava che sarebbe stato un set migliore per le loro effusioni, lo spazioso attico che aveva appena affittato a Manhattan. Più intimo, più riservato. Certo, lo sapevano tutti che con qualche modella era solito "fraternizzare", e la Model House era stata sempre la cornice designata. Quindi avrebbe potuto benissimo agire lì. No, lui sentiva che quella storia meritava di più.
 Volete fermarvi a scoprire come prosegue la notte di Jessie e mr. H? Volete sapere come sarà quell'inverno? Presto avrete il link che vi porta a queste parti mancanti...

A presto con la settima puntata di Amori!!!

Amori - 5. Cercasi Baby disperatamente

esclusivo!!!     Hot!!!    
... solo su dreamer passion ...

vedi elenco delle puntate nella colonna a destra -->

Racconto a puntate
Amori 5. cercasi baby disperatamente


(Parlavamo di Barbara nella puntata 3... se non ti ricordi vai a sbirciare. E' alla seconda notte insonne, nervosetta e preoccupata. Oggi morde!!!)
giovedi 5 settembre


In ufficio tutto proseguiva come di consueto. Luigi la guardava sognante dalla scrivania accanto: “Sei proprio carina oggi...”
Sicuro! Non ho chiuso occhio. Sembro un panda con queste occhiaie!”
Barbara ridotta quasi come il personaggio di  Mariella... <link

“Per me sei sempre bellissima” pensava lui, ma non poteva dirlo.
Forte del fatto che Barbara aveva conservato la sua lettera rossa (e senza sapere che invece lei ci aveva scritto dietro un appunto e la conservava per quello!), iniziò a giocarsi la carta della disperazione. Aveva letto da qualche parte che un uomo disperato fa colpo, che le donne non sanno resistere all'istinto di salvare un disgraziato, doveva chiamarsi sindrome di Candy Candy o qualcosa del genere.
E quindi, veloce sui tasti della tastiera, compone il messaggio più pietoso e grave che gli viene in mente:
Barbara, è un periodo così difficile... sto male, sono tanto depresso. Voglio farla finita.”
Allorché, come previsto, lei si preoccupa e gli risponde: “Cosa ti è successo? Non ne sapevo niente...”
foto by Dreamer "scatti di disperazione"

collage by Dreamer "Crash"
si noti l'accostamento fastidioso e opprimente dei colori

Nel giro di una mezz'oretta di discorsi pieni di angosce e lati oscuri, lui era già arrivato a scrivere: “Ti penso continuamente! Mi piaci tanto, sei la mia ossessione! Io mi devo suicidare perché tu non mi ami...”

Pessima mossa, Luigi! Se proprio volevi giocarti quella carta, almeno dovevi saper aspettare, prima di dichiararti. Avresti potuto instaurare un rapporto più intenso, che per lei era soltanto amicizia ma poi chissà, le cose possono evolvere in modi insospettati! E invece no, Luigi si era bruciato la tattica in un momento. 

E pensare che Barbara era famosa per porgere a tutti la spalla su cui piangere: avrebbe potuto telefonarle per mesi, frequentarla mentre lui si riabilitava e tornava ad amare la vita... che stupido. Ma da Luigi cosa potevamo aspettarci... 

"Guarda bello, che queste buffonate non attaccano con me." gli rispose lei, infastidita.  Presa in giro, proprio per la sua predisposizione ad ascoltare il prossimo... "E' l'ultima volta che ascolto i problemi di qualcuno, lasciatemi stare!". Era un avviso ad alta voce, per tutto l'ufficio, che fosse ben chiaro. Non era giornata, dovevano girare al largo. Nemmeno una puntina dovevano chiederle. 

Spiazzato, Luigi. Era convinto che fosse la tattica migliore. Di più: gli sembrava geniale. Lei lo avrebbe coccolato e sarebbe stato bellissimo. Sentirla ripetere all'infinito che gli voleva bene. Un piano perfetto. E invece perché non aveva funzionato? Stava protestando con l'amministratore del forum dove aveva letto il consiglio. (Amori_Assicurati.smack)



Tanto insistette e si arrabbiò con il povero amministratore, che nel giro di un'ora google dava già questa risposta: 


Meglio chiudere il sito che avere a che fare con Luigi!!! Che comunque trovò lo stesso il modo di stressarla per giorni e giorni. Finalmente arrivò il weekend e la meritata tregua. 

meanwhile in new york... - intanto a new york...


sabato 7 settembre 
"Ho preso un appartamento, qui a New York. piccolino, quello che può passarmi l'agenzia H.
Preferiscono così piuttosto che mandarci in albergo, stiamo più tranquille. No, mamma, non ci sono malintenzionati (sapevo che me l'avresti chiesto, eh eh): sono palazzi scelti dall'agenzia, con una sicurezza extra. Il portiere è armato e ci sono guardie ad ogni piano. Così anche le forestiere come me possono riposare tranquille e rendere al meglio nelle foto. In un altro posto non avrei chiuso occhio, con la gentaccia che c'è in giro..."



Questa era la mail per la mamma, mentre Jessie era nella grande mela per il calendario. 
Ufficialmente era un viaggio per dimenticare Alan, o capire che ancora l'amava (opzione che alla mamma piaceva di più).
Intanto cercava di divertirsi. La rabbia e il magone per l'accaduto erano grandi, però lo era anche questa opportunità. Quindi allegra e motivata sul lavoro, socievole e spigliata dopo, quando si usciva tutti assieme. 

Arrivando con l'aereo il venerdì, aveva tutto il weekend per ambientarsi. E doveva per forza uscire con il gruppo di lavoro, volente o nolente, ci doveva mettere tutta l'energia di cui era capace, mentre in realtà si sentiva morta dentro, confusa, sola. Alan le mancava già tantissimo.
Jessie e Alan - quando stavano insieme...

No, non era facile stare tranquilla, dato che Alan non si faceva più trovare, aveva tagliato i ponti, si era offeso tantissimo. Per un attimo aveva sperato che la sua ragazza si fosse solo nascosta dai genitori, per pensare; poi aveva visto il prefisso internazionale e aveva capito tutto. Lei era partita lo stesso, non lo aveva ascoltato. Se ne fregava. Ok.

Ma del resto quello era un amore malato, soffocante. Si può dire, e lui infatti la vedeva così, che amasse troppo la sua donna, ma qualsiasi psicologo avrebbe parlato invece di dipendenza affettiva, una vera dipendenza, come una droga.


Ecco come l'avrebbe spiegato. "A lui non piace il modo di pensare di Jessie e nemmeno il suo comportamento, però spera che se lui sarà molto generoso e affettuoso, lei cambierà. Quando Jessie è di cattivo umore, lui è pronto a giustificarla e vuole consolarla, pensando che le cause siano lontane, familiari magari, invece è proprio lui che la fa incazzare... "
Così sarebbero stati inquadrati, se avessero fatto terapia di coppia. Ma Alan era contrario.

In questa situazione contorta, Jessie avrebbe anche potuto approfittarsene, illuderlo e farsi spianare la strada, visto che Alan è potente e ricco. Invece no, la nostra amica non se la sente, vuole essere sincera. E spera che questo momento lontani le possa chiarire le idee. Intanto sì, prova a non pensarci e a dare il massimo nel suo lavoro.
lunedi 9 settembre 
All'agenzia Hatchingson la prima mattina c'era gran fermento. 
La settimana più importante dell'anno, quella della moda. Ci si ritrovava con gli imprevisti dell'ultimo momento, e già le sfilate successive da preparare.
5-12 settembre 2013

"Sai che giorno arrivano le modelle per il calendario? Dobbiamo anticipare i lavori, sembra che là dove dobbiamo fare il servizio si stia avvicinando un uragano! O partiamo subito o ci ritroviamo i soliti disastri postatomici!" sbraita il boss, mr H. in persona. 


"Va bene, avviso tutti" gli risponde la sua segretaria pigra, masticando come una mucca il suo chewing gum. 

"Contatta anche le attrici per quel film anni '20, ne fanno un altro, non so perché si ostinino a fare mille fotocopie, non bastava quello di Frangiolina Joli?" continua a mugugnare il grande boss. 
"Sì, sì..." fa la segretaria.
  

Era un'annata, un periodo pazzo per gli anni '20 e '30, ci sarebbe stato anche Dicappio con il grande Gatty, era la tendenza, la moda da cavalcare, tutte le modelle col caschetto e via! La cosa preoccupava Jessie, che vedeva passare solo ragazze dai capelli corti. 


    
Osservandone una, fece il gesto di toccarsi le punte della sua lunga chioma, e guardarla con dispiacere. La ragazza le sorrise e le disse, mentre le passava veloce davanti: "E' una parrucca!"
Meno male... Jessie aspettava buona buona seduta in un corridoio. 
Le passava davanti tutta questa frenesia, gente che correva dappertutto, urla, nervosismo. Invece dei Kleenex e delle riviste vecchie di due anni prima, potevano anche lasciare a disposizione qualche rotolo di bubble pack, che come antistress è fenomenale! 

Non poteva nemmeno mordersi le unghie, che aveva quelle finte, tutte perfette e rosa. Non rosse, potevano sembrare troppo aggressive. Ma nemmeno decorate, indossava una cosa semplice e seria. A casa sì che poteva sbizzarrirsi - e ad Alan non piacevano per niente, le odiava, come si arrabbiava... "No, non devo pensare a lui" si imponeva.
La lontananza serve a riflettere ma forse non era il momento. E intanto il tempo passava lento e pesante. Che noiaaaaaa!!!! 


"Mi verrà il culo quadrato a forza di stare seduta qua!" pensò Jessie. Ed erano ormai due ore. Non avevano ancora trovato un momento per lei. Era tentata di andare a ricordarlo alla segretaria, però poteva sembrare indice di maleducazione e superbia. Chi era lei per fermare il lavoro?

Nel frattempo aveva cercato Barbara su facebook, ma evidentemente era occupata. L'ansia prendeva il sopravvento, e sarebbe stato utile poterla scaricare un pochino.

Poi finalmente viene ricevuta in ufficio, e si sale sulla giostra! Che giornata! Migliaia di scatti, esami minuziosi, tante storie per un tatuaggio piccolissimo sulla caviglia. Le avevano subito assegnato un "dietologo", per il suo peso eccessivo. Se lo aspettava, e sapeva anche benissimo non trattarsi di dietologo ma di un tizio di dubbia preparazione medica che doveva imbottirla di beveroni e pillole. Ok, è il gioco. L'importante era essere arrivata lì, finalmente, e avere un mese nel calendario. 

Una settimana di lavorazione e poi avrebbero parlato di altri progetti, forse. Era elettrizzata !!! 

martedi 10 settembre 

I giorni passavano. Il fotografo Hudchingson, dal nome impronunciabile, era un bell'uomo e le riservava un trattamento speciale. Alla fine di una serata, quel martedì (si usciva tutte le sere!), lui l'aveva riaccompagnata a casa, assieme ad altre colleghe, anzi al palazzo -ancora non riusciva a chiamarla "casa".
un vero appartamento di lusso a New York (si chiama HL23)

Lui voleva controllare come le avevano allestito l'appartamento, se era tutto negli standard che riservava alle sue modelle migliori. Un drink, quattro chiacchiere. E Jessie, parecchio stanca, che aspettava educatamente che se ne andasse via.


No, invece lui non ne aveva affatto intenzione e tutto sommato, annebbiata dal troppo bere e dall'innegabile fascino che emanava l'uomo, non era così dispiaciuta ... sì, si stava concedendo a lui. Cosa erano quei baci, che motivo c'era?
Non capiva bene cosa le stesse accadendo, era ancora fidanzata e amava Alan, ma allora perché provava tutta quella attrazione fisica per il fotografo? Fascino maturo, forse?

Leggi la prossima puntata su Dreamer Passion!
6. Attico a New York affittasi <link

Amori...

grazie per aver letto anche questa puntata
vostra Dreamer